Le dritte di Altroconsumo: quando smettere di fumare costa caro


Smettere di fumare non è sempre così facile, come promette un libro di grande successo dell’inglese Allen Carr. Il problema è trovare l’occasione giusta, il momento fertile (quasi irripetibile) per mettere in pratica le nostre migliori intenzioni. Spesso si tende a rimandare il distacco dalla dipendenza verso il fumo perché “ci si trova in un momento stressante” o perché “non si è convinti fino in fondo”, ma è giusto sapere che smettere di fumare dipende molto da impegno e forza di volontà: i farmaci da soli non bastano.

Ecco perché ad Altroconsumo non piace troppo la campagna antifumo che la multinazionale Pfizer fa per lanciare Champix, un nuovo farmaco che dovrebbe ridurre il desiderio compulsivo della sigaretta e l’effetto piacere legato al fumo. Al di là del messaggio condivisibile (smettere di fumare è sempre un ottimo invito), ci lascia perplessi l’aspetto promozionale della campagna che sembra realizzata per aggirare la legge italiana. Champix, che è un medicinale in fascia C (quindi a carico del paziente), negli slogan non compare come tale: da noi infatti è vietata la pubblicità diretta dei farmaci acquistabili solo con ricetta. Mentre sui manifesti pubblicitari del prodotto, dove campeggia il nome Pfizer, si recita: “Chiedi informazioni al tuo medico sulle nuove soluzioni per smettere”.

La finalità è chiara: la campagna salutista nasconde la promozione di un prodotto che si propone come una soluzione alla dipendenza da fumo. Ma il messaggio inoltre è scorretto: non esistono farmaci che da soli bastano a smettere di fumare, semmai ci sono medicinali che possono aiutare persone motivate a spegnere per sempre la sigaretta.
Al di là dell’efficacia vera o presunta, è bene sapere che dire addio alle bionde prendendo pastiglie costa caro: Champix costa fino al 70% in più di altre terapie antifumo presenti sul mercato. Inoltre non è escluso il rischio di controindicazioni. Il farmaco è stato sperimentato solo su una popolazione limitata e secondo l’Emea, l’agenzia europea di valutazione dei medicinali, mancano indagini adeguate su alcune categorie di consumatori a rischio: i fumatori che soffrono di epilessia, diabete mellito, danni renali o epatici, alcolismo. Ecco perché Altroconsumo consiglia cautela nel seguire questa terapia.


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