
23 reati da scontare con 20 anni di carcere ognuno. Risultato? Più di quattro secoli e mezzo di galera. Attenzione: non si tratta della somma delle pene da scontare da un plotone di assassini, ma di quello che rischia Sonny Vleisides, genio americano dei raggiri, arrestato a Firenze, mentre sorseggiava un drink in un lussuoso albergo del centro.
I giudici americani hanno infatti chiesto ai colleghi italiani l’estradizione: è accusato di undici frodi postali e di una decina di reati di riciclaggio per una maxi truffa durata in tutto una quindicina d’anni.
Secondo le accuse, il raggiro di Sonny nasceva da un’idea semplice, eppure difficilissima da attuare. Insieme ad alcuni complici, organizzava una serie di lotterie false. Con lettere di incoraggiamento, scriveva a migliaia di cittadini americani, promettendogli premi di ogni tipo. Buona parte di essi rispondeva, e inviava la propria quota di partecipazione, tramite assegni e carte di credito, alle ricevitorie postali che Vleisides indicava nelle missive. Il denaro raccolto sarebbe in buona parte finito nelle tasche dell’americano, ad eccezione della somma che sarebbe stata reinvestita per ripetere l’affaire, e per far vincere alcuni dei concorrenti in modo da fugare ogni sospetto.
Negli Usa, dove non esiste l’istituto del cumulo della pena e il limite massimo di 30 anni di pena come in Italia, adesso rischia quasi mezzo millennio di detenzione.
Ecco perché i giudici fiorentini chiedono chiarimenti ai loro parigrado americani, sostenendo che la pena “non può dirsi conforme ai principi costituzionali”.
Toccherà ai magistrati della Corte d’Appello di Firenze e della Cassazione a decidere se dare il via libera all’estradizione. Ma il caso Vleisides non è di certo il primo a creare divergenze giuridiche tra i due paesi alleati. Mario Lozano, il marines che uccise in Iraq Nicolò Calipari e di cui in un primo momento l’Italia aveva chiesto l’estradizione, è l’episodio più noto, ma sono moltissimi gli imputati “contesi” e negati nelle relazioni italo-americane.
Tra gli ultimi condannati, il più celebre è il boss Rosario Gambino, rimasto nelle carceri americane dopo le richieste di rientro in Italia. L’ottobre scorso, un giudice di Los Angeles aveva posto il veto alla consegna alle autorità italiane. Essendo un noto mafioso, sarebbe stato a rischio di carcere duro, definito dal giudice “un trattamento simile alla tortura”.
- Giovedì 6 Dicembre 2007
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Commenti
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Il 6 Dicembre 2007 alle 14:16 vincenzod ha scritto:
La legge e’ uguale per tutti? ma ci credete? Un padre malandato con una pensione da morto di fame, si veda che un Giudice gli confisca la pensione, mentre l’anno prima confiscato dal c/c la tredicesima e pensione a favore di un “ figlio ” che nella nuova famiglia portano a casa ben 6 stipendi: figlio quarantenne benestante sì, ma nullatenente per il fisco! Questa è la verità di questa Giustizia spettacolo dimenticando i diritti degli accusati ( vedi fascicolo 9520 gelosamente custodito dal pool e secretato persino agli ispettori mandati da Castelli) Oramai siamo alla rottamazione della BILANCIA, senza più né capo, né coda: ultimo la telenovela dei trasferimenti dell’allora gradita Gip Forleo quando riguardava i “ resistenti “ poi appena indagano verso la Sinistra, ecco i trasferimenti della Forleo e De Magistris: questo però avviane all’unanimità sic! Altro esempio è la venuta dell’Ivoriano detenuto in Germania: ma ci vuole così tanto ad accelerare i tempi visto che altri sono detenuti nelle patrie galere, ma questi possono o no, essere innocenti? Oggi ho ascoltato un bravo giornalista del tg5 Andrea Pamparana che seguiva con me il Pool Manus Polish: eravamo davanti alla porta di un avvocato divenuto famoso: MA SAPEVAMO CHE ERA TUTTO FUMO E NIENTE ARROSTO! Ma io le cinque cose da fare le ho già elencate in questo forum: senza elezioni dirette per i TRE POTERI e Capo Di Stato come pure i Sindacalisti, niente si può fare con ” uomini “ Politici, attaccati sino alla morte allo scranno, facendo ancor danni al nostro martoriato Paese.
Il 8 Dicembre 2007 alle 21:39 fercas ha scritto:
E’ la solita storia del buonismo italiano! a meno che, chi non lo vuol estradare cerchi di scoprire il suo segreto di truffatore! Cordialità.
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