Bossi: Nessuno si illuda, saremo ancora decisivi

Silvio Berlusconi e Umberto Bossi a confronto | Ansa
di Paola Sacchi
“Inviterò Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini, tutti e tre accanto a me sul palco della manifestazione della Lega contro il governo Prodi, il 16 dicembre a Milano. Così magari la smettono di litigare, di fare casino. Anche se la Lega non ha niente da temere perché sarà comunque sempre l’ago della bilancia in Parlamento. Colpirla non conviene a nessuno”.
Umberto Bossi lancia dalle colonne di Panorama un appello ai leader di quel che resta della Casa delle libertà, invitandoli a fare uno sforzo di volontà per tornare insieme. Un appello che vale doppio perché arriva da colui che di volontà per superare la malattia ce ne ha messa a quintali, guidato dall’imperativo categorico “Mai mulà”, mai mollare.
Un Bossi rilassato fa con Panorama un bilancio dei 20 giorni che sconvolsero la Cdl, inframmezzato da quello dei quasi 4 anni ormai che lo dividono dalla malattia. Il Senatur parla a tutto campo dei futuri assetti del centrodestra, del suo partito, cominciando dalle sorti della riforma della legge elettorale.
Crede che il dialogo tra il segretario del Pd, Walter Veltroni, e il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, possa portare a un accordo?
Sono scettico perché non ho visto un documento scritto. E quindi per me sono ancora soltanto chiacchiere. Servono documenti scritti quando si tratta di legge elettorale. E qui non c’è niente. Berlusconi e Veltroni sono usciti dall’incontro senza un pezzo di carta in mano. Per cui un po’ di scetticismo ce l’ho.
Insomma, verba volant scripta manent…
Sì, serve nero su bianco.
Teme, come ha già detto Casini, un accordo tra le forze più grandi a scapito di quelle più piccole?
No, non temo niente. C’è Rifondazione comunista che ha lo stesso nostro interesse a non far passare intese di questo genere. E soprattutto il referendum. Quindi credo che lo spazio ci sia per fare buoni accordi che lo evitino.
Ma il referendum che costringerebbe a fare due partiti unici diventerebbe probabile se Romano Prodi si mettesse di traverso al dialogo.
Che interesse ha Prodi a far saltare l’accordo sulla riforma elettorale?
Magari per gelosia nei confronti di Veltroni…
Anche se passasse il referendum, la Lega non avrebbe niente da temere. Noi abbiamo i voti, siamo radicati nel territorio. È la Lega che determina gli equilibri in Parlamento. Nei prossimi governi sarà decisiva. Bisogna tenerla buona la Lega.
La Lega ago della bilancia?
Sì, siamo l’ago della bilancia.
Preferisce un sistema tedesco, spagnolo, oppure…
Tedesco. Ma, tedesco o spagnolo che sia, al di là del sistema elettorale la Lega sarà sempre determinante in Parlamento perché ha i numeri. Anche se passa il referendum a noi non fa un baffo.
A quel punto andreste da soli alle elezioni?
Non è questo il momento per dire una cosa del genere. Ma di noi non si potrà fare a meno. Io non penso che ci sia chi si espone per colpire la Lega. Non conviene a nessuno.
Berlusconi ha detto sì alla riforma elettorale, però ha chiuso al dialogo sulle riforme istituzionali, dove ci sono anche idee della Lega, perché vuole che prima si voti. Lei è d’accordo?
Le idee federaliste le ho lanciate io. E ora stanno camminando. Le buone idee camminano sempre.
Quindi lei aprirebbe un dialogo anche sulle riforme istituzionali?
Intanto io farei la riforma della legge elettorale. E poi basta. Se si mette troppa roba in cantiere alla fine non si combina niente.
Dopo la legge elettorale si va a votare?
Certo.
Questi sono stati i 20 giorni che hanno sconvolto la Cdl. Berlusconi l’aveva avvisato della rivoluzione a San Babila?
No, non mi aveva detto niente. L’ho saputo dalla televisione.
Cosa ha provato?
Berlusconi mi è sembrato uno che esagerasse.
È ancora dello stesso parere?
Be’, poi ci si abitua.
Proprio a casa sua a Gemonio, dove fu siglato l’omonimo patto, solo due mesi fa lei aveva riunito i leader della Cdl. Ora potrebbe fare da paciere per rimetterli insieme?
Spero di sì.
Cosa intende fare per esercitare questa azione di mediazione?
Parlare con Berlusconi, innanzitutto.
Non crede che anche Fini e Casini abbiano esagerato dandogli del demagogo e del populista?
Tutti hanno esagerato. Cercherò di intervenire, parlando anche con Fini e con Casini. Se vogliono sopravvivere bisogna stare insieme.
Inviterà Berlusconi alla manifestazione leghista del 16 dicembre a Milano?
Sì, ma inviterò anche gli altri due, così la smettono di litigare.
Secondo lei, che per far cadere il governo ha proclamato anche lo sciopero fiscale, cosa si è inceppato nella macchina della Cdl?
Forse Berlusconi ha perso qualche colpo nella battaglia per mandare Prodi a casa.
Ma non crede che Fini e Casini abbiano temporeggiato, magari, secondo i maligni, nella speranza di sostituirsi al Cavaliere?
Eh già, può darsi.
Se la Cdl si ricostituisse il leader sarebbe sempre Berlusconi?
Sì, il leader è lui, è l’unico che può prendersi l’impegno di tenere tutti assieme. E poi io non voglio diventare capo della Cdl.
Con il Cavaliere in questi anni ha anche instaurato un rapporto umano di amicizia. Resiste?
Abbastanza.
Lei ha ripreso a fare la vita di una volta. Come ha fatto a guarire?
Per guarire devi credere di servire ancora qualcosa alla causa. Allora, se sei convinto di questo, va bene. Ti impegni ad allenarti, a fare fisioterapia, tutti i giorni. Almeno un’ora al giorno. Se credi alle cose che fai, vai avanti. La Lega è la mia medicina.
Cosa è scattato in lei?
Una volta capito che non dovevo morire, ho insistito, mi sono fatto forza. Mi sono detto: se dove vado io viene così tanta gente, allora devo esserci. E poi la pressione del partito è stata così forte, per farmi andare sul territorio, che io mi sono rimesso in cammino.
Dicono che spesso vada in redazione alla Padania, rinnovatasi in formato tabloid, dove ha ripreso a fare anche i titoli.
(Sorride) Sì, ma lì ci vado anche perché le belle ragazze non le posso lasciare tutte al direttore Leonardo Boriani.
Vedo che la sua passione per l’antico toscano non è mai venuta meno. Il suo caso è la dimostrazione che il fumo non uccide?
Se utilizzato bene e non respirato, il fumo può anzi aiutare.
Qualche rimpianto?
Sì, quello di non riuscire ancora a suonare il pianoforte con tutte e dieci le dita. Così non riesco a fare bene gli accordi. Ma suono lo stesso. Canzonette anni Sessanta: Celentano, il mio preferito, Battisti, Don Backy, al quale quando ero giovane dicevano che somigliassi fisicamente, ma anche musica classica. In compenso c’è mio figlio che è bravissimo. Stasera mi suonerà La leggenda del pianista sull’Oceano, è bellissima.

Per quanto riguarda la sua, di leggenda, Umberto Bossi però tiene a sottolineare: “A differenza di quel pianista che resta sulla nave, io sono sempre rimasto sulla terra, e sempre sulle barricate fin da quando ero piccolo”.

LEGGI ANCHE: Berlusconi, Fini, Casini. La quiete dopo la tempesta?

Commenti

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Il 7 Dicembre 2007 alle 10:44 terranostra ha scritto:

Umberto,sei un mito. Tieni la barra del rimorchiatore sulla “dritta” e non badare ai “caini”. Da Napoli e da tutto il SUD, gli auguri più solari.
P.S. Ieri sera ho salutato Silvio in piazza dei Martiri. E’ in forma. Peccato per il risultato sulla fiducia al senato.
Cossiga, grande picconatore, ma spesso strano.

Il 7 Dicembre 2007 alle 12:54 Corrado Buccieri ha scritto:

Forza Bossi,sei sempre un simpatico per
il cavaliere.

Il 7 Dicembre 2007 alle 13:40 robz0mb1e ha scritto:

Bella intervista, nella lega ancora si possono trovare persone vere oneste e combattive. Non condivido l’ ondata antiislamica (e condividevo molto più l’ispirazione celtica e “naturista” che quella banalmente cristiana), mi sembra ipocrita dare addosso allo straniero che si usa come manodopera a basso costo e sono convinto che questo governo stia lavorando bene, ma la lega continua ad avere un fascino suo, fatto di radicamento nel territorio, di tradizione, di passione a volte gretta a volte fine di cui c’è bisogno nel paese intero. Altro che partito del popolo costruito dall’ alto coi miliardi di pochissimi x l’ ignoranza di moltissimi… Nella destra l’ unico partito pulito e popolare resta la lega.

Il 7 Dicembre 2007 alle 15:22 luanmagi ha scritto:

che Dio ce lo conservi. recita in parole semplici i basilari della politica. detti da noi sono semplice populismo o qualunqismo. Credo che si illuda su Casini, è uomo DC nel senso Di Centro (sinistra) e questo tipo di “politici”, come l storia insegna si accasano solo dove vedono soddisfatto il proprio, da sempre. Se tra tre mesi lo rivediamo con Veltroni non ci sarà da stupirsi. riuscirà con splendidi giri di parole a spiegare il perchè dando ovviamente la colpa a Berlusconi. E’ la regola della giungla, i “giovani” fanno fuori i vecchi.

Il 11 Dicembre 2007 alle 1:43 aldo1110 ha scritto:

Il gran guazzabuglio che ha subito il cetrodestra negli ultimi tempi,e’ stato,a mio parere,utile a belusconi(e a noi italiani di destra)per individuare le mele marce e quindi far pulizia in casa.Un applauso a Bossi,fedele amico di Berlusconi e di tutti gli italiani.Che il Cavaliere serri le file mantenendo dentro il suo fortino solo gente fidata!Fuori dalle scatole Casini che si e’ dimostrato degno compare di Follini e aggiungo anche Tabacci, opportunisti e traditori.

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