Io, tassista da 4.600 euro al mese. Netti

La protesta dei taxi a Roma | Ansa
di Carmelo Abbate

Ho fatto il tassista per un giorno. Lunedì 3 dicembre mi sono seduto sul sedile davanti, lato passeggero, di un taxi di Milano alle 4 del pomeriggio e mi sono rialzato alle 2 di notte. Dieci ore da tirocinante accanto all’esperto Marco (nome di fantasia) seduto al volante. Dieci ore durante le quali ho fatto 18 corse e guadagnato da un minimo di 5 a un massimo di 50 per un totale di 343 euro (mance incluse). Cifra che, dice Marco, è un ottimo bilancio di giornata. Ma si può fare meglio. E peggio. Marco lavora con il taxi mediamente 25 giorni al mese. A questi ritmi porterebbe a casa 8 mila 575 euro lordi. Che al netto di spese per contributi pensioni e infortuni, gasolio, ammortamento e assicurazione fanno sicuramente non meno di 4.600 euro al mese. Marco, come molti altri colleghi, non usa il servizio radiotaxi, che ha un’incidenza di 300 euro al mese. Secondo gli ultimi dati diffusi a novembre dall’Agenzia delle entrate, i tassisti italiani dichiarano al fisco 1.100 euro al mese, senza tredicesima, guadagni inferiori a quelli di un metalmeccanico. A Roma la media dichiarata è di 1.150, a Milano di 1.200 euro.

Marco è uno che guadagna bene anche perché si dà da fare. Sono da poco passate le 16 quando prendiamo un cliente alla stazione Garibaldi. “Via San Paolo, grazie”. Marco: “Il mio amico è uno che sta imparando il mestiere. E se lei ci darà una lauta mancia avrà subito delle belle sensazioni”.
Silenzio. Concordano il percorso, mentre il cliente parla al telefono Marco mi spiega che con le nere che fanno le prostitute è meglio farsi dare prima i soldi. Non per essere razzisti, ma perché gli è successo troppe volte che poi non pagano. Siamo arrivati. Il tassametro segna 8,40. “Vuole una ricevuta?”. “Sì, grazie. Purtroppo ho un 50″. Marco: “Ah! Tutta mancia”. Ride, ma dura poco. “Questo era un barbone. Ha voluto tutto il resto. Diceva ho fretta, non ho fretta. Guarda, è una statistica. Quando ti dicono che hanno fretta non ti danno mai la mancia”.
Si va in piazza della Scala: parcheggio vuoto. Sale subito una ragazza. “Corso Garibaldi”. È greca. Marco: “Quando torni in Grecia, poi dimmelo che ti vengo a prendere io alla Malpensa”. Marco indica due ausiliari del traffico: “Questi sono cattivi uomini, brutti. Una volta mi hanno dato una multa di 35 euro per la macchina in doppia fila. Mi scappava. Pensa quanto mi è costata una pipì”. Arriviamo in corso Garibaldi: 7 euro più 1 di mancia. Ci fermiamo in largo Treves. Neanche il tempo di spegnere la macchina. Cliente: “Via Nesi”. Marco: “E io che vedendola con questa bella valigia avevo sperato in un bell’aeroporto”. Poi mi spiega che è un lavoro che va a fortuna: o peschi il jolly o nulla. Arriviamo: 7 euro.

Proviamo il parcheggio di Cordusio. È pieno di auto ferme, tiriamo dritto fino in Duomo. Prendiamo tre inglesi al primo colpo. “Stazione centrale, dalla parte del deposito bagagli”. Marco intuisce e chiede dove devono andare dopo. “Linate”. Li aspettiamo. Chiedono di fermarsi in un supermercato di strada verso l’aeroporto. Marco consiglia il più grande, quello di Rubattino, tutt’altro che di strada. Mi strizza l’occhio: “Almeno recuperiamo qualcosa”. Il loro aereo parte alle 19. Alle 17.45 siamo ancora a metà strada verso il supermercato. Dietro chiedono i tempi, si spazientiscono. Marco li tranquillizza. Mi strizza l’occhio: “Chissenefrega, in questo lavoro non devi farti i problemi degli altri”. Ma i clienti adesso hanno paura di perdere l’aereo, chiedono di andare direttamente all’aeroporto. Arriviamo alle 18.05: 45 euro, inclusi 5 di mancia. Il parcheggio di Linate è stracolmo di macchine bianche. Ce ne saranno almeno 200. Alle 18.45 abbiamo già una cliente in macchina. “Buccinasco“, periferia di Milano. Marco propone di fare la tangenziale: “Costa di più, ma se paga l’azienda è meglio perché facciamo prima”. La donna: “Pago io. Faccia la città”.

Marco spiega che i migliori clienti ormai sono quelli russi: “Hanno il centone facile. E nove su 10 ti danno una buona mancia”. Invece lo fanno arrabbiare quelli che nei grandi alberghi “prima di salire in macchina danno 5 euro di mancia al ragazzo che gli apre la portiera e poi a me chiedono i 20 centesimi di resto”. Alle 19.25 siamo a Buccinasco: 33 euro. Una bella corsa, ma ci ha buttato fuori città.
Marco dice che i viados sono ottimi clienti. Pagano bene, anche se ogni tanto si offrono di pagare in altro modo. Piazza Napoli, “zona di gente con i soldi”. Suona la colonnina del parcheggio. Marco fa partire il tassametro, poi scende a rispondere. Andiamo a prendere una signora a casa. Marco scende, le apre la portiera. Si va in via Ippolito Nievo. Indica lei la strada. Arriviamo dopo 10 minuti: 9 euro 10 centesimi. Senza mancia. La portiera non gliela apre nessuno. Bilancio: 4 ore di lavoro, 100 euro e “nessuna bella donna”.

Alle 20.05 siamo in via Londonio, altra zona di “gente con i soldi”. Due minuti dopo sale un ragazzo. Durante il tragitto Marco mi racconta della prima corsa della sua vita e del cliente che non dimenticherà mai. “Gli dissi che era il primo. Alla fine veniva 9 mila lire ma lui me ne ha date 100 mila. Io ho pensato subito: mi ha fregato, sono false. Invece erano buone. La seconda corsa era una signora e allora le ho detto la stessa cosa: niente”. Il ragazzo dietro dice che ha un ristorante. Marco: “Allora mi devi dare una lauta mancia, sennò penso che sei un cameriere”. La corsa dura 10 minuti: 9 euro e 20 centesimi. Marco: “Faceva tutto il brillante con il ristorante…”.
In via Farini c’è una macchina in attesa. Tiriamo dritti verso la Stazione centrale. Marco, riflessioni della sera: “Ogni giorno è diverso. Ci può essere la persona simpatica, meno simpatica. Ma una cosa è sicura: nell’arco di 24 ore lo str… ti capita sempre”. Non l’avesse mai detto. Alle 20.45 sale un cliente. “Via Keplero”. Marco sbianca. Corsa di 4,60. E il cliente non dice neanche tenga il resto.

Siamo di nuovo in stazione. Sono le 20.56. Marco temporeggia. Anche gli altri tassisti girano attorno alla rotonda. Alle 21 scatta la tariffa notturna. Il tassametro si accenderà su 6,10 invece di 3 euro. Il cliente sale in macchina alle 20.58. Si va in un paese in Brianza. Si chiacchiera. Il cliente racconta che a Monza ha un amico tassista che non verrebbe mai a Milano. Ha clienti fissi, biglietto da visita, si fa il suo bel pranzetto, la pennichella, e ha una Mercedes 300. Arriviamo alle 21.25: la corsa è 28,20. Marco chiede quanto deve scrivere sulla ricevuta. “50 euro”. Ammutolisce. Poi dice: “Grazie, non le do un bacio solo perché è un uomo”.
Di nuovo a Linate. Alle 22.20 prendiamo una coppia per corso Venezia: 17,10 euro. Una delusione. E ancora Linate, dove ci sono aerei in arrivo. E uno che nessuno carica. La scusa è quella della carta di credito, ma tutti prima gli chiedono dove va: la risposta è una corsa troppo breve. Tocca a noi. È uno che vuole andare vicinissimo. Marco dice che comunque la tariffa minima è 12 euro. Il cliente parla di 5 euro. L’atmosfera si scalda. Nessuno lo prende. Vola qualche “deficiente” qua e là. Alla fine monta da noi con fare spavaldo: “Adesso ti do 20 euro e vediamo se mi porti”. Marco lo porta. E si prende pure i 20 euro. “Questa è una giungla”.
Alle 23.20 ripartiamo con una ragazza per via Teodosio, zona vicina all’aeroporto. Marco chiede se preferisce fare un pezzo di tangenziale. La risposta è no. Come la mancia. Paga 15,60 euro e scende. Marco: “In genere aspetto che entrino nel portone di casa. Ma se non danno una mancia non aspetto, se non meritano non meritano”. Sono le 23.35 quando sale un cliente in arrivo da Londra e diretto a Sesto San Giovanni, dove arriviamo a mezzanotte e dieci: 32 euro. Senza mancia, “ma ho allungato un po’, gli avremo preso 5-6 euro”.
Taxi fermi nella capitale per protesta contro le licenze
Sempre a Linate, alle 0.45 ecco un cliente che vuole andare in centro per prendere qualcosa da bere. Dentro è tutto chiuso e lui è lì con la moglie in attesa di un volo intercontinentale del mattino presto. Andata e ritorno: altri 25 euro “compreso il caffè per me e il mio amico”.
L’ultima corsa da Linate la prendiamo poco dopo l’una. Il cliente arriva da Catania. E sono 18 euro. Ci fermiamo in centro, dove prendiamo un cliente per strada: 13 euro, caffè incluso. Un quarto alle 2. Tre tifosi del Celtic si buttano quasi sotto per fermarci. Sono ubriachi. Marco gli fa lasciare la bottiglia di birra fuori, ordina di pulirsi la bocca, fa la faccia da duro. E li portiamo all’albergo: 14 euro. Sono quasi le 2. Gli ultimi 12 euro sono quelli che paga il cronista per tornare a casa.

Commenti

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Il 8 Dicembre 2007 alle 11:04 CiroCipolla ha scritto:

Beh! Nulla di nuovo; il cronista ha scoperto l’acqua calda.
Ho un sondaggio operativo tra i tassisti in movimento:6000 euro netti al mese per vettura:senza limiti e turni.

Il 8 Dicembre 2007 alle 11:53 nhico ha scritto:

Marco, la prossima volta che ti capita di notte di accompagnare a casa una donna, mancia o non mancia, sii professionale e aspetta che entri nel portone di casa. E’ un modo di portare rispetto ad un cliente. Facendolo solo con chi ti dà la mancia, sa di leccaculo. E di un evasore fiscale e leccaculo è difficile avere rispetto.

Il 8 Dicembre 2007 alle 22:35 fercas ha scritto:

E’ la solita difesa corporativa! D’altro canto, i tassinari hanno pagato profumatamente le licenze acquistate dai loro predecessori essendoci il numero chiuso; ora, liberalizzando, quell’investimento di capitale si ridurrebbe notevolmente! Questo però non giustifica la protesta e lo sciopero! Certamente, con un governo come l’attuale che non ha autorevolezza, ognuno si difende come meglio crede, intanto non cambia nulla! Se invece, si fosse proceduto alla sospensione temporanea di qualche licenza, allora vedevi che nessuno avrebbe più scioperato o protestato! Ma questo esecutivo non è in grado di prendere simili provvedimenti! Cordialità.

Il 8 Dicembre 2007 alle 22:36 tassista_romano ha scritto:

Sono un tassita romano e quando leggo questo cumolo di FALSITA’, BUGIE, CATTIVERIE rimango letteralmente senza parole.
C’e da restare basiti di fronte alle campagne allarmistiche che i media italiani stanno facendo contro uno di quei pochi settori che ancora consente al lavoratore di arrivare a fine mese (fine mese, e non arricchirsi, perché la redditività di un’attività non va valutata guardando all’incasso giornaliero, ma all’utile restante, detratto l’investimento complessivo effettuato).
E’ ovvio che è in atto, da un lato, un tentativo di scatenare una “guerra tra poveri” in cui purtroppo molti cittadini cadono, dall’altro, agevolare un processo di entrata nel settore dei taxi, ma più in generale in quello dei trasporti, da parte di alcuni potenti gruppi finanziari che controllano i media.
L’emissione di nuove licenze non migliora il servizio, anzi ingolfa sempre di più il traffico del centro romano. I posti di lavoro non si creano impoverendo intere categorie, ma lanciando progetti pubblici nelle infrastrutture e nell’industria. La storia lo dimostra per l’Italia e per ben quattro volte per quegli Stati Uniti d’America che Veltroni ama tanto. Durante una celebre intervista, Veltroni dichiarò che dopo il mandato di sindaco si sarebbe ritirato a vita privata occupandosi dell’Africa. Appena però gli è giunto l’invito da parte di De Benedetti a presentarsi come l’“uomo nuovo” della politica italiana, si è dato una nuova missione. Questa missione è quella della “terapia shock”. Come un moderno pifferaio di Hamelin, parlando continuamente di legalità, responsabilità e serietà, si è cimentato nella sua nuova mission per le liberalizzazioni, le privatizzazioni, la globalizzazione finanziaria. Uomo nuovo, idee vecchie. Una nazione che grazie a personaggi come De Benedetti ed a certa connivente politica, è riuscita a distruggere un patrimonio industriale che ci vedeva primeggiare nella chimica, nell’aeronautica, nell’elettronica, ha oggi difficoltà ad ampliare i propri rami d’impresa ed i posti di lavoro. Ma i finanzieri che spadroneggiano in Italia necessitano di allargare i propri tentacoli, da oramai saturi settori, a nuovi settori. Così certi politici si prodigano nel promulgare leggi utili a questo processo insaziabile della globalizzazione finanziaria, che ha distrutto la classe media italiana, reso impossibile il sostentamento della classe bassa, trasformandola in povera, creato però un Olimpo di intoccabili alla Montezemolo (che a Striscia la notizia dichiarò che il prezzo di 140 euro per una maglia è popolare!).
4000 euro al mese ma voi vi dovreste solamente V-E-R-G-O-G-N-A-R-E …io per comparmi la licenza ho speso 160000 euro,ho fatto un ipoteca sull’appartamento per avere il mutuo, ed ogni mese come una mannaia ho la RATA DEL MUTUO DA PAGARE,+ le tasse +il prezzo del gasolio+il costo dell’usura dell’autoveicolo…altro che 4000 euro al mese….e’ gia’ tanto se mi metto in tasca 1200 euro al mese e riesco a campare(il mese di novembre nemmeno quelli)..
Venite con me un giorno intero che ve la faccio vedere io LA DURA VERITA’,altro che le STUPIDAGGINI,LE FALSITA’ che scrivete .
Mi sembra strano che c’e ancora qualcuno che abbocca alle vostre falsita’ e ci CREDE
…i conti in tasca andateli a fare a chi di dovere non a dei poveracci che STANNO CHIUSI DENTRO UNA MACCHINA 12 ORE AL GIORNO AD IMPAZZIRE NEL TRAFFICO CAOTICO DI UNA CITTA’ COME ROMA E SI GUADAGNANO ONESTAMENTE IL PANE !
Perche’ ho pagato 160000 per una licenza..?
Ma perche’ uno sfigato come me non aveva il paparino che gli dava il calcio in culo e lo faceva entrare dentro qualche ministero a fare niente dala mattina alla sera..e comodo andare a fare i conti in tasca agli altri vero..?
Uno sfigato come se ne sta’ 12 ore al giorno in mezzo al traffico, se si ammala se lo prende in quel posto perche’ a differenze vostra NON HA NESSUNA COPERTURA ASSICURATIVA,NESSUNA PENSIONE NIENTE DI NIENTE…in parole povere se me ne resto a casa NON MANGIO.
Vi dovete solamente VERGOGNARE e comunque ripeto sono prontissimo a portare insieme a me chiunque di voi per una giornata di lavoro poi vediamo chi e’ che racconta balle.
Massimiliano 73.

Il 9 Dicembre 2007 alle 3:59 marco1974 ha scritto:

caro massimiliano, se non hai la pensione e’ perche’ non paghi i contributi. in taxi ci siamo stati tutti e i giochetti del giro piu’ lungo o delle fregature per chi non sembra avere familiarita’ con le strade purtroppo li abbiamo sperimentati tutti. le clacsonate sotto casa dell’economista giavazzi descrivono da sole l’atteggiamento della categoria. vorrei poi sapere perche’ quanti guidano davvero per 12 ore per 1200 euro al mese non vanno a fare un altro lavoro (uno qualunque, anche l’operaio turnista sarebbe piu’ conveniente e confortevole)

Il 9 Dicembre 2007 alle 9:57 terranostra ha scritto:

Egr.Sig.Massimiliano73,
non si scaldi troppo,se è incluso in una lobby professionale ammazza-cliente.
Spennare i turisti è una vostra scelta di vita. Aggiungo che spesso risultate dissocupati e quindi nullatenenti.Assistenza sanitaria e sociale a pioggia.
Chiove,chiove…….

Il 9 Dicembre 2007 alle 13:27 lucianone81 ha scritto:

sì, assistenza sanitaria.
i tassisti sono l’unica categoria in italia che a meno che non vengano uccisi durante una rapina , non si ammalano mai ,contrariamente a tutti i dipendenti e operai in italia che se gli bruciano le emorroidi stanno a casa tre giorni, oppure l’influenza, il tassista no con influenza e emorroidi va’ a lavorare .
il tassista lavora 12 mesi all’ anno , gli operai lavorano 11 mesi e prendono 13 mensilita piu’ la liqiudazione e hanno ancora 15 - 20 giorni sciolti da stare a casa.  e si e’ proprio una lobby, il tassista.
i tassisti hanno belle macchine, sì perche’ se ne possono permettersene una sola che usano anche in privato ; lo sapete che l’assicurazione di un taxi costa quanto 2 assicurazioni per 2 auto private ?
lo sapete che quando chiamate il numero di radiotaxi perche’ non avete voglia di telefonare alla colonnina che il tassista paga dai 150 ai 300 euro mensili?
lo sapete che il tassista il pranzo se lo deve, al contrario di voi, pagare di tasca e non se lo scala dalle tasse invece a voi coi ticket ve lo paga l’azienda, andate nei bar e volete anche il resto in contanti?
lo sapete perche uno resta x 1000 euro al mese ? perche’ non e’ facile trovare un lavoro, e poi anche facendo 12 ore contro le 8 di un operaio si sente aria di liberta’ e non monotonia .
volete liberalizzare? date la possibilita’ di dare in gerenza la licenza ,fatemi trovare uno scemo che mi dia 1000 euro al mese e che lavori lui mettendoci tutto di suo .
volete togliere l’evasione? i tassametri sono tutti piombati, rendeteli fiscali , ma poi la differenza la vogliamo dai cittadini come fa’ il servizio pubblico che il biglietto urbano copre solo il 30 per cento e il 70 per cento viene rimborsato dallo stato.

Il 9 Dicembre 2007 alle 20:00 franc ha scritto:

E’ una vergogna, Carmelo Abbate vieni con me a Roma a farti un giro e poi l’articolo lo fai pubblicare, hai preso un caso limite di uno che ti ha portato parecchie volte a Linate e ha subito preso la corsa: vieni, vieni a Roma, ti aspettiamo a braccia aperte, stiamo facendo la fame, giusto il sabato e la domenica ci salviamo un pochino, ti aspetto, scrivimi alla mia e-mail se hai il coraggio, io dico che non ce l’hai. A Roma siamo ridotti da schifo, il sindaco ci sta ammazzando e i clienti e l’opinione pubblica ci hanno già scavato la fossa… se avessimo dei sindacati con i cosiddetti, ma siccome non ce l’abbiamo tutti possono scrivere e sputare veleno su questa categoria; perché non vieni pure tu a fare il tassinaro a Roma? vieni a goderti il “PANORAMA” perché avresti molto tempo per farlo!

Il 9 Dicembre 2007 alle 20:59 filippo ha scritto:

Le licenze costano tanto, siamo evasori,non si trova mai un taxi,guadagnamo più di un dottore e giornalista,siamo un lobby,siamo scortesi e maleducati………….A roma il ns. tassametro é 20,00 euro l’ora-ED E’ BOLLATO, COME I CONTATORI GAS E ENEL- se lavorassimo senza sosta ovvero con il cliente a bordo per tutte le ore lavorative………fate voi i calcoli.
Invito il giornalista, secondo me taroccato, a ripetere l’esperimento a bordo del mio taxi. Filippo lic. 632 Roma.ha la mia e-mail.Garantisco che non gli faccio pagare la corsa sia per andare che venire da casa.Tra l’altro non lo trovo serio.
per quanto riguarda l’esperimento dei 4600,00 euro al mese l’opinione pubblica ci crederà ma gli operatori del settore ci ridono sopra….. FILIPPO F. Roma.

Il 10 Dicembre 2007 alle 19:33 filippo ha scritto:

Sono sempre Filippo di Roma vorrei chiedere all’illustrissimo giornalista CARMELO ABATE se può provare ciò che ha scritto.
Preciso: nome e/o cognome, numero licenza o sigla taxi,O QUANT’ALTRO che possa provare che l’articolo scritto corrisponda a verità.
Se ha un pò di onore e/o professionalitò e/o orgoglio e per ultimo correttezza dovrebbe rispondere e non nascondere la MANO DOPO AVER LANCIATO IL SASSO.
TI QUERELEREI SE NON FOSSE CHE LA CAUSA ANDREBBE AVANTI PER NON MENO DI OTTO ANNI.
RINGRAZIA LA GIUSTIZIA ITALIANA E TUTTI GLI AVVOCATI CHE GLI GIRANO INTORNO.
I PIU’ SINCERI SALUTI DA FILIPPO TASSISTA DI ROMA CON LICENZA 632.
CICCI49@LIBERO.IT

Il 11 Dicembre 2007 alle 17:38 Blocco dei tir: trattative rotte. Ma il governo è capace solo di strillare » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Certo, i camionisti sono accusati di tenere in ostaggio l’Italia: sia bloccando il traffico, sia facendo mancare la benzina ai distributori e le merci nei mercati e nei negozi, con conseguenti speculazioni sui prezzi (a pochi giorni dalle feste Natalizie). Insomma, non sono una categoria di lavoratori o di piccoli imprenditori che gode di grandi consensi. Eppure non sono diversi da altri lavoratori e da altri piccoli imprenditori. Dai dipendenti pubblici, per esempio. Oppure dai bancari. O dal personale dell’Alitalia. Tutti lavoratori che nelle ultime settimane hanno ricevuto, il più delle volte dallo Stato, consistenti aumenti e benefici economici. Né gli autotrasportatori sono i primi a ricorrere al blocco. Il precedente dei tassisti romani è illuminante: proprio ieri il sindaco di Roma, Walter Veltroni, gliel’ha in qualche modo data vinta, accettando di rincarare le tariffe a carico dei cittadini in cambio di un aumento col contagocce delle licenze. Ed i taxi, a differenza dei tir, non muovono l’economia italiana. [...]

Il 12 Dicembre 2007 alle 16:14 kant ha scritto:

Voglio provare a fare un minimo di chiarezza sull’articolo di Abbate, perche arrabbiarsi e imprecare serve poco quindi.
Lui dice che è stato 10 ore sul taxi con un collega, chiunque fa questo lavoro sa:
che è vietato, a Milano si rischia di prendere 3 giorni di sospensione della licenza, quindi nessun collega sano di mente lo farebbe;
Statisticamente una corsa su tre viene effettuata da un equipaggio di di 4 persone, quindi farne 18 senza avere questo tipo di problema e alquanto singolare;
anche i paracarri sanno che iniziare alle 16 presso la stazione Garibaldi vuol dire farsi un’ora, un’ora e mezza di attesa se non si ha la radio;
è da circa un anno che non esiste più la possibilità di depositare i bagagli presso la stazione Centrale;
dall’aeroporto di Linate non parte, dal 1948, nessun volo intercontinentale;
l’ultimo volo da Catania arriva a Linate alle 23.30,
tassametro alla mano fare 18 corse con un incasso di 343 € vuol dire una media di 20 € a corsa, ma per far maturare 20 € bisogna che il tasametro vada per 38/40 min che moltiplicato per 18 significherebbe lavorare 12 ore senza fermarsi………….c’è qualcosa che non quadra. (eufemismo)
La verità è che non esiste questo Marco che si è inventato tutto magari prendendo qualche notizia qui (vari taxi) e qualche notizia la (pane tulipani, break, cagliero club) e dando voce al vero mandante dell’articolo cioè le coop (come risulta chiaro dall’occhiello con un’altro tassista Fabio decerebrato ed inventato) delle quali fa verosimilmente da megafono.

Il 12 Dicembre 2007 alle 19:53 taxidriver63 ha scritto:

Faccio il taxista a Milano da 22 anni,e un incasso del genere non l’ho mai fatto. Puntualizzo che ho avuto 4 radiotaxi diversi. Faccio quindi un appello: collega dell’articolo, vieni a spiegarmi come fai a lavorare così bene, può darsi che non ci ho capito ancora una mazza di sto lavoro, grazie. Ah dimenticavo sono Ariete 1 del radiotaxi 02 5353.

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