- Tags: cecità, frode, invalidi, magistrati, Palermo, pensioni, sordità
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Abitanti di quartieri ridotti d’un tratto a cecità (manco fossero i protagonisti del romanzo del Nobel José Saramago), virus che provocano sordità a buona parte dei residenti in piccole cittadine sul mare.
Lo scenario, che può sembrare apocalittico, è in realtà grottesco. Sono queste infatti le motivazioni addotte da alcuni falsi invalidi palermitani per incassare un migliaio di pensioni negli ultimi dieci anni. Nella sola provincia di Palermo, 979 falsi invalidi sono stati così smascherati da un’indagine della Procura, che ha intercettato un giro d’affari di 98 milioni di euro ed uno tangentizio di poco più di 6.
Per i magistrati, a coordinare le frodi era una vera e propria cupola di funzionari corrotti e di “spiccia faccende” composta da poco meno di quaranta persone, che per ogni pratica da falsificare chiedeva circa 2.000 euro insieme al primo conguaglio della pensione ottenuta. Un’organizzazione saldissima e gerarchicamente organizzata in vere e proprie zone d’influenza, gestite da veri e propri uffici di accoglimento delle richieste.
Evidentemente, a dispetto delle presunte sordità, in alcun quartieri la voce delle false pensioni correva velocissima, trovando quasi sempre pronte (e generose) risposte. Risposte che, ora, grazie all’indulto, resteranno impunite: anche se saranno condannati, quasi tutti i falsi invalidi inquisiti non rischiano neppure un giorno di galera, ma solo la restituzione degli emolumenti intascati.
- Venerdì 14 Dicembre 2007
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