Affaire Visco-Speciale: dal generale l’ultimo scacco al Governo

Il Gen. Roberto Speciale, ex comandante della Guardia di Finanza
Con una lettera al Presidente della Repubblica, inviata per conoscenza al presidente del Consiglio e ai ministri dell’Economia e della Difesa, il generale Roberto Speciale ha rassegnato le sue dimissioni “dalle funzioni di comandante generale della Guardia di Finanza”. Un’irrituale missiva per rinunciare ad un comando dal quale il Governo lo aveva rimosso, tra infuocate polemiche, il primo giugno scorso: eppure una sentenza di due giorni fa del Tar aveva dichiarato illegittima quella rimozione. Quello di Speciale è un atto che per il premier romano Prodi “non cambia la posizione del Governo” che vedrà “nelle prossime ore gli aspetti procedurali da seguire”. Come non ferma le inchieste avviate dalla procura militare e dalla Corte di conti a carico di Speciale sull’utilizzo dei mezzi aerei delle Fiamme gialle per scopi privati.

Le dimissioni sono state rese note stamani, dopo la conclusione di un incontro a Palazzo Chigi tra Prodi e Padoa Schioppa per valutare la situazione aperta dalla sentenza del Tar, e le modalità del ricorso al Consiglio di stato. È stato lo stesso Speciale a rendere nota la sua rinuncia con una missiva al Capo dello Stato. “Sig. Presidente della Repubblica, indirizzo a Lei questa lettera non solo perché, il primo giugno scorso, è stato chiamato a controfirmare la mia rimozione.., ma soprattutto perché, allora ed oggi, Lei rappresenta questa Nazione.., al di sopra di tutto, anche della politica e del Governo. Il mio senso, immutevole, di obbedienza verso lo Stato e, dunque, verso di Lei, mi spinge a rassegnare nelle Sue mani le mie irrevocabili dimissioni dal Comando, proprio oggi che questo Comando, come le sarà certamente noto, mi è stato nuovamente restituito dai Giudici e, perciò, mi spetta di diritto”.
Il generale spiega che questo “è l’ultimo atto che, da militare, intendo fare a servizio della Guardia di Finanza e dello Stato, non desiderando più collaborare con il Governo in carica”. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha risposto con poche righe, confermando di aver ricevuto la missiva e di aver “provveduto ad investire della questione le competenti autorità di Governo”, e ricambiando gli auguri per Natale ed il nuovo anno.

Il ministro dell’Economia Padoa Schioppa ha accettato le dimissioni con una lettera resa nota in serata, informando il generale Speciale che il Governo si riserva di valutare se fare ricorso contro la sentenza del Tar. E si è appreso che l’ex comandante delle fiamme Gialle aveva chiesto al Capo di Stato maggiore della Finanza di leggere “ai reparti” il testo della sua missiva al presidente Giorgio Napolitano. Un ordine, afferma il ministro dell’Economia, “invalido” poiché “quand’anche si ritenesse immediatamente applicabile” la sentenza del Tar, “Ella avrebbe dovuto essere ricollocato in servizio, al fine di poter riprendere l’esercizio del comando”.

LEGGI ANCHE: Ancora una settimana Speciale per Prodi, con poco da festeggiare - “Una lettera irrituale”: l’ira del premier per le dimissioni


Commenti

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Il 17 Dicembre 2007 alle 22:31 “Una lettera irrituale”: l’ira di Prodi per le dimissioni di Speciale » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Affaire Visco-Speciale: al generale l’ultimo scacco al Governo Panorama   Canali   Italia   “Una lettera irrituale”: l’ira di Prodi per le dimissioni di Speciale [...]

Il 18 Dicembre 2007 alle 10:16 nhico ha scritto:

Il Tar del Lazio certifica che Prodi e il suo ministro all’Economia hanno commesso un vero e proprio scippo, destituendo il generale Speciale dal suo incarico. E il Presidente del Consiglio, mancando ancora una volta di rispetto al Generale e all’Ufficio che quella sentenza ha emesso, fa il comico e si dà alle battute senza grazie e stile.

Il 18 Dicembre 2007 alle 11:47 vincenzod ha scritto:

Irrituali le dimissioni a napolitano? Ha ragione Prodi, prima speciale doveva inviare velina a lRepubblica & Corsera, unico potere in italia! Per questo meglio cambiare, né?

Il 18 Dicembre 2007 alle 12:32 robin ha scritto:

Ma è mai possibile che gli Italiani, quelli seri e coerenti, possano sopportare ancora questo Governo composto da gente di bassissimo livello, inadeguata e con nessuna serietà? Stiamo facendo ridere tutto il mondo da quando si è insediato il governo Prodi: prima con le modifiche alle leggi berlusconiane (senza nemmeno un’analisi sommaria per verificare se erano giuste o sbagliate, ma soltanto perchè emesse dall’odiato nemico di centrodestra) poi con la TAV (la UE è sconcertata), poi con l’allargamento della base USA di Vicenza (gli USA sono perlomeno stupiti), poi con l’aumento delle tasse (non aumenteremo le tasse di un euro, diceva il cantastorie Prodi in campagna elettorale!) poi con il consigliere RAI Petrone (che figura barbina) ed ora con il gen. Speciale (Padoa Schioppa e Visco sono i veri bamboccioni!).
Ma perchè non raccogliamo le firme - e sarebbero tante - per abrogare il decreto firmato da Napolitano che ha insediato questo governo di buffoni?

Il 18 Dicembre 2007 alle 13:43 luanmagi ha scritto:

stante la sua posizione dopo la sentenza, il generale era abilitato a scrivere al Presidente, sia per legge sia per dignità personale. Il Presidente è pur sempre il capo delle Forze Armate e il generale un suo “dipendente”. Le reazioni stizzite, e per questo infantili, dei due vecchi (giovani non sono) non trovano giustificazione alcuna. La vendetta sarà eseguita dalla magistratura perchè lo incolperanno, e, forse, condanneranno, per l’uso improprio di aereo di stato per 6,000 euro.
auguri

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