Questione di fiducia: Napolitano fa tremare Prodi più delle bizze di Dini

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Nella maggioranza sapevano che il presidente era arrabbiato, ma non che avrebbe lanciato una vera a propria bomba. Erano tutti al Quirinale questa mattina. L’intera classe politica italiana riunita per il tradizionale scambio di auguri con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Che non ha perso l’occasione per richiamare duramente il governo contro l’uso della fiducia nella finanziaria, e contro gli errori sul decreto sicurezza: “Abbiamo avuto nei giorni scorsi esempi clamorosi delle distorsioni che un esame concitato, da posizioni contrapposte, di leggi delicate può provocare. Anche quest’anno l’approvazione della legge Finanziaria è stata in ultima istanza affidata a congegni di abnorme accorpamento - con conseguenti voti di fiducia - di norme accresciutesi senza misura nel corso del dibattito parlamentare. Un sistema che deve essere cambiato superando la difficoltà di intese efficaci sulle procedure e sui tempi in Parlamento, il persistente ed ingiustificabile ritardo nell’affrontare una riforma razionalizzatrice delle normative vigenti in materia di contabilità e di bilancio dello Stato nel suo insieme”. Dopo queste durissime parole pronunciate nella Sala degli arazzi del Quirinale non pochi sono stati i tremiti tra i politici (erano presenti tutti): da chi, nell’opposizione gongolava, a chi, nella maggioranza, tremava. La botta è stata così grande che il premier Romano Prodi, prima del cocktail con il presidente (che è stato l’occasione per ampi conciliaboli tra politici e che ha visto un dialogo fitto e appartato tra Napolitano e Walter Veltroni per alcuni minuti), circondato dai cronisti, ha subito replicato mettendo le mani avanti: “Il presidente ha ragione ma se non cambiamo procedure, regolamenti e modo di lavorare nel Parlamento, è difficile evitare questo aspetto. Ci sono vincoli regolamentari che spingono verso una finanziaria di troppo ampia portata”.
Nei corridoi del Quirinale questa mattina veniva più volte sottolineato che il presidente non tollererà più errori come quello sul decreto sicurezza. E che la fiducia va razionalizzata, magari cambiando proprio la legge che regola il suo utilizzo (in effetti Prodi ha già fatto un record: l’ha chiesta 30 volte in diciannove mesi di governo, contro i 29 voti di fiducia in tre anni e 10 mesi del Berlusconi bis della scorsa legislatura). Chissà che non ritorni in auge quel progetto di riforma della legge finanziaria che giace ormai da mesi - non per colpa sua, ma per i veti incrociati di tutti - sulla scrivania del presidente della commissione Bilancio del Senato, Enrico Morando (tra l’altro persona molto vicina a Napolitano).
Sulle dure parole di Napolitano è netto il commento che il presidente dei deputati di Alleanza Nazionale, Ignazio La Russa, rilascia al volo Panorama.it: “Napolitano ha fatto bene”.
Alla luce delle parole del presidente della Repubblica e con Lamberto Dini che fa le bizze questi tre giorni conclusivi della finanziaria al Senato fanno tremare il governo? No. Il numero due dell’Udeur, il capogruppo al Senato, Stefano Cusumano spiega: “Non credo assolutamente che ci saranno ripercussioni sul voto al Senato. La maggioranza è coesa e ce la farà. È a gennaio che dobbiamo ripartire. Da lì si vedrà”.

Commenti

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Il 20 Dicembre 2007 alle 15:05 zoccolante ha scritto:

il tiggiddue delle tredici ha riferito della esternazione e della replica. Presidenziali entrambe. Non è stata quella del Capo dello Stato, bensi’ quella del Presidente del Consiglio a mandarmi semiditraverso la minestra. Eh si, perchè m’è parso di ascoltare che il secondo Presidente abbia dato piena ragione al primo e allora delle due l’una: o ci fa…

Il 20 Dicembre 2007 alle 15:41 Corrado Buccieri ha scritto:

Se ne è convinto anche il presidente
della repubblica..forse siamo a buon
punto.

Il 20 Dicembre 2007 alle 17:39 luanmagi ha scritto:

giornata interessante ed educativa per me.
ho sentito il nostro Presidente, ho visto il sorriso del mortadella. Fin qui nulla di nuovo. Poi, nel pomeriggio, ho sentito anche il Presidente Francese parlare in Laterano. Parlava di come Chiesa, Religioni, e Laicità possano e debbano convivere nello Stato come forme in grado di arricchirlo e contribuire al suo sviluppo. Mentre parlava, ho rivisto le facce dei comunisti, dei filosofi, dei sociologi, dei doubleface, dei coglioni che ci assillano su questi temi con il loro dotto sciorinare di teorie, di perchè e di percome. La depressione mi ha fulminato, che sottorazza politica ci governa, senz’anima, senza dignità, senza pudore. Volevo essere francese, mi sono sentito umiliato. Qulcuno in un post ha scritto che sarebbe tempo di ricorrere alle armi per ristabilire le cose. E’ inutile, noi siamo esattamente come i nostri politicucci del cazzo, come Napolitano, che doveva già da tempo constatare la mancanza di maggioranza politica in senato, come mortadella che non darà le dimissioni neanche se battuto sulla fiducia, come Casini che fà la vergine cuccia, come …
Fateci votare e andate, andate, andate…

Il 20 Dicembre 2007 alle 18:45 cini ha scritto:

Per quanto io cerchi di avere lo stesso cauto ottimismo di Corrado Buccieri,finisco per concludere che il richiamo all´attenzione del Presidente é tardivo ed un pó troppo fievole,stá di fatto che il Governo continua imperterrito, con altri tre ricorsi alla fiducia,tra stasera e domani.
Prodi dovrebbe chiederlo a noi, al popolo,se,quanta e quale fiducia abbiamo ancora in lui ed il suo governo.
Nutrivamo grossi dubbi sin dall´inizio della legislatura,da allora,partendo dal fatto che una promessa di riduzione fiscale, che si trasformó quasi immediatamente in un incremento fiscale con moto costante ed esponenziale, ad oggi, i cittadini sono incappati in una discesa di fiducia a moto accelerato che ormai ha toccato il fondo dell´abisso ,dal quale é impossibile risalirne e nel quale é impossibile continuarci a vivere.
Il Presidente farebbe una cosa giusta e di comprensibile ragione se mettesse fine a questo impossibile delirio a cui i cittadini sono stati sottoposti, mandando questo irrazionale,confuso governo a casa.
Gliene saremmo tanto ma tanto riconoscenti.
Nel frattempo auguro al Presidente Buone Feste e nello stesso tempo mi auguro che possano esserlo anche per noi.

Il 20 Dicembre 2007 alle 21:41 kalibano ha scritto:

Sì, figuriamoci, Napolitano che fa la figura del garante, così appare che, qualunque fesseria venga fatta, c’è lui che ci difende. Stesso giochino della menata dei due centesimi di aumento del prezzo industriale del carburante; il ministro convocherà i petrolieri e così farà la figura del difensore, ma chi convocherà il ministro per le tasse sui prodotti petroliferi che incidono su tutta l’economia, visto che qua tutto va a petrolio?
Vadano a casa, ch’è ora ormai da un pezzo.
“Timeo danaos, et dona ferentes.”

Il 21 Dicembre 2007 alle 11:36 nhico ha scritto:

Napolitano e Dini sono la faccia della stessa medaglia coniata con l’ipocrisia della loro casta, in un gioco a scarica barile per cercare di rifarsi quella verginità morale che hanno già perso da tantissimo tempo. E dall’uno e dall’altro, se veramente vogliono farci vedere di che pasta diversa sono impastati, vogliamo fatti e non parole. Perché niente è più abietto di chi è sempre pronto a buttare la croce addosso agli altri, continuando a far parte dello stesso club.

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