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	<title>Italia &#187; Casi irrisolti e guai legali, blogger in cerca di giustizia</title>
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	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 08:03:23 +0000</pubDate>
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		<title>Casi irrisolti e guai legali, blogger in cerca di giustizia</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Dec 2007 14:27:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina bassi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Dal caso di Federico Aldrovandi, pestato dalla polizia, a quello di Paola Romano, morta nell'incidente di un aliscafo, ai detenuti italiani per reati più o meno gravi dimenticati nelle carceri straniere. Ecco come il web può dare lezioni di diritto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/displayimage.php?pos=-17252"><img src="http://gallery.panorama.it/albums/userpics/14259/normal_federicoaldrovandi.JPG" alt="Patrizia Aldrovandi, madre di Federico, insieme a Giuliano e Heidi Giuliani a una manifestazione |foto Ansa" border="0" /></a><br />
<em>Patrizia Aldrovandi, al centro, a una manifestazione con Giuliano e  Heidi Giuliani  </em></p>
<p>La petizione, la raccolta di firme porta a porta, il volantinaggio in strada sono la vecchia maniera di chiedere giustizia. Il modo più efficace per raccontare la propria storia e ricevere dimostrazioni di solidarietà, raggiungendo un pubblico molto più vasto, è mettere tutto il materiale su un blog monotematico. Testi, video, foto e rassegne stampa cercano di richiamare l&#8217;attenzione su casi aperti. O chiusi nel peggiore dei modi.</p>
<p>&#8220;Scrivo la storia di quel che è successo a Federico, mio figlio&#8221;. Così Patrizia, la madre di Federico Aldrovandi, ha dato inizio il 2 gennaio 2006 al più noto caso di giustizia ottenuta attraverso il web. È stato grazie al <a href="http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/" target="_blank">blog</a> che porta il nome del ragazzo, diventato in poco tempo uno dei più visitati d&#8217;Italia, che le indagini sulla sua morte sono state riaperte. Il 25 settembre 2005 Federico, che aveva 18 anni, rientra all&#8217;alba a Ferrara da una serata in un centro sociale di Bologna. Secondo gli agenti che lo fermano per strada, reagisce violentemente perché drogato e viene ammanettato. Ma muore subito dopo. Per un malore, dicono. La madre del ragazzo denuncia un pestaggio da parte della polizia. A gennaio di quest&#8217;anno quattro agenti sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo. Il blog di Federico riporta i resoconti delle indagini e delle udienze, ma è diventato anche il luogo delle riflessioni e delle proposte costruttive di chi conosceva Federico e di chi non lo conosceva.</p>
<p>Il <a href="http://amicidipaola.wordpress.com/" target="_blank">blog degli Amici di Paola</a> vuole essere &#8220;un&#8217;inchiesta alla ricerca della verità sulla morte di Paola Romano&#8221;, oltre che la continuazione del suo impegno nell&#8217;adozione a distanza di bambini indiani poveri. La sorella Serena, giornalista, cerca di ricostruire le fasi dell&#8217;incidente in cui Paola è morta a 53 anni il 9 agosto 2007. L&#8217;aliscafo su cui viaggiava si è schiantato contro la scogliera a Trapani. &#8220;La verità&#8221;, scrive Serena, &#8220;verrà fuori grazie a Internet&#8221;. Il nodo è la sicurezza in mare e la domanda è: è stato fatto tutto il possibile per evitare la tragedia?</p>
<p>Gli amici di Alberto Mercuriali invece attaccano il giornalismo e col <a href="http://amicidialberto.blogspot.com/" target="_blank">blog che gli hanno dedicato</a> propongono un&#8217;alternativa al sistema dell&#8217;informazione esistente. Il ragazzo, 28 anni di Castrocaro Terme, si è ucciso col gas di scarico delle propria auto lo scorso luglio. Qualche giorno prima i giornali locali avevano scritto del ritrovamento da parte dei carabinieri di alcuni grammi di hashish a casa sua. Il blog si occupa tra l&#8217;altro del rapporto tra droga, legalità e mezzi di informazione.<br />
Anche la segnalazione di persone scomparse sono spesso divulgate online. I genitori di Fabrizio Catalano, 19 anni di Collegno (Torino), sparito da Assisi il 21 luglio 2005, hanno sparso nella Rete <a href="http://penelopeitalia.org/FABRIZIO_CATALANO.html" target="_blank">manifesti</a> e appelli.</p>
<p>La denuncia e la richiesta di aiuto via web sono il mezzo scelto da chi si ritiene vittima di errori giudiziari. O da chi è detenuto all&#8217;estero e si sente dimenticato dalle autorità italiane. Giovanni Falcone racconta in un <a href="http://giovannifalcone.blogspot.com/" target="_blank">blog</a> la storia di suo figlio Angelo, in carcere in India per droga dal marzo scorso insieme al suo amico Simone. &#8220;Siamo lasciati soli&#8221;, dice Giovanni, &#8220;non sappiamo più a chi chiedere aiuto&#8221;. I detenuti italiani all&#8217;estero, non vengono tutelati in nessun modo, spiega ancora. Né diplomaticamente né legalmente. L&#8217;impegno è per una <a href="http://www.secondoprotocollo.org/index.php?option=com_performs&amp;formid=11" target="_blank">raccolta firme</a> a favore dell&#8217;istituzione del patrocinio gratuito anche per loro.</p>
<p>Carlo Parlanti, 43 anni di Montecatini, è detenuto in California dal giugno 2003. La sua ex compagna americana lo accusa di averla seviziata e violentata nel periodo in cui vivevano insieme negli Stati Uniti e lui lavorava per una multinazionale. Il <a href="http://www.carloparlanti.it/" target="_blank">blog</a> che descrive i fatti, dal punto di vista delle persone vicine a Parlanti, smonta le imputazioni e riporta elementi a suo favore, ma soprattutto denuncia il silenzio sulla vicenda. L&#8217;uomo è stato condannato a 9 anni di carcere.</p>
<p>Le cose sono finite bene invece per Lorenzo Bassano, regista 40enne emiliano finito in cella a Dubai lo scorso marzo per il possesso di 0,78 grammi di hashish. Rischiava almeno quattro anni di reclusione, ma (grazie alla partecipazione di molte persone al <a href="http://tutticonlorenzo.blogspot.com/" target="_blank">blog</a> aperto per aiutarlo, alla raccolta firme del <a href="http://www.helplorenzo.com/" target="_blank">sito</a> col suo nome, e ai politici che si sono mossi per lui a fine maggio), l&#8217;emiro del Dubai gli ha concesso la grazia.</p>
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