
È cambiato poco o nulla. Nel bene e nel male. Il rapporto di Legambiente “Ecosistema bambino 2008″, l’annuale fotografia sulla vivibilità delle città dal punto di vista dei più piccoli, è praticamente identica a quella, con molte ombre e poche luci, scattata lo scorso anno. Classifica compresa: in testa di nuovo Torino (per aver dimostrato di essere dotata di uffici comunali competenti), seguita da Ravenna (la migliore tra le città dell’Emilia Romagna alle politiche sociali), Roma (per la ricca offerta di stimoli e iniziative culturali, per i tanti progetti, in periferia e in centro città, dentro e fuori dalla scuola) e Modena. Maglia nera a Lecco, Enna, Agrigento e Crotone, posizionate agli ultimi quattro posti dei 61 centri urbani che hanno risposto al questionario.
La top list cambia invece quando il bilancio vien fatto su dieci anni di indagine e valutando tutti i 103 capoluoghi italiani. Ecco allora che al primo posto sale Modena, con Pistoia al secondo, Torino al terzo, quindi Pesaro, Siena, Piacenza, Belluno, Reggio Emilia, La Spezia e Firenze. Pochi lampi di sensibilità in un panorama tutto sommato poco stimolante che nell’ultimo decennio, cioè da quando è partita la ricerca di Legambiente, risulta praticamente fermo.
Insomma, i comuni, dopo un iniziale entusiasmo che in molti posti, per esempio, ha portato alla nascita dei consigli comunali dei ragazzi, non sono seguiti relativi fatti. “Da molti anni purtroppo non si vedono esperienze interessanti” dice Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente. E invece servirebbe “che le città italiane e i loro sindaci in prima fila si rendessero protagoniste di una riscossa culturale che metta al centro le generazioni più giovani, puntando su loro coinvolgimento e sulla loro partecipazione”.
La pagella di “Ecosistema Bambino 2008″ tiene conto di diversi parametri indicatori dell’attenzione al benessere dei minori. Si va dagli strumenti di coinvolgimento (consulte giovanili, consigli comunali dei ragazzi, incontri con le istituzioni), alle forme di partecipazione, alla presenza e al funzionamento di strutture e uffici dedicati ai giovani, alla quantità e qualità dell’offerta culturale (musei, aree riservate, eventi, teatri, ludoteche, biblioteche), fino alle iniziative di promozione culturale e sociale ad hoc per i piùpiccoli (pubblicazioni e riviste per ragazzi, rassegne, soggiorni in città e fuori, corsi, laboratori).
E il quadro, sconfortante, si chiude con una riflessione ancor più amara da parte degli esperti di Legambiente. Quale sarebbe la città ideale per i bambini? Una vera città a misura di bimbo, in Italia, non esiste. A meno che, osservano, non siano i bambini stessi a inventarla.
Gli stessi bambini, ha concluso Rossella Muroni, di cui “tv e giornali parlano solo quando sono vittime di fatti violenti, a scuola, in famiglia o per strada. Senza che l’attenzione dei media si sposti sia al ruolo attivo che i più piccoli possono esercitare, sia alla loro capacità di essere i primi suggeritori nelle scelte a loro destinate”.
Il VIDEO servizio:
- Venerdì 4 Gennaio 2008
Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.