
I boss della mafia, si sa, non compilano la denuncia dei redditi. Così, quando magari dopo molti anni, capita loro di finire sotto processo, possono godere del gratuito patrocinio, ovvero il pagamento da parte dello Stato delle spese legali a cui vanno incontro durante il giudizio.
Ma le maestre sospettate (con molti colpi di scena) degli abusi su 19 bambini nella scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio, che uno stipendio l’hanno sempre dichiarato, devono affrontare le niente affatto economiche spese in questione. Ma a volte accade che gli stessi avvocati si rendano conto che quando è troppo è troppo. Per quanto possano limare i loro onorari, si trovano di fronte al conto della giustizia (non quello finale dell’eventuale pena, ma quello della cassa della cancelleria) a dir poco esoso.
Per la sola copia di atti processuali, relativa all’incidente probatorio, gli indagati nell’inchiesta della procura di Tivoli dovrebbero sborsare 25 mila euro. Sì, insomma, per avere le carte dell’accusa, per poterle leggere, studiare e per potersi difendere. Data la cifra, gli avvocati Franco Coppi e Roberto Borgogno, difensori di Gianfranco Scancarello e della moglie, la maestra Patrizia Del Meglio, hanno rinunciato formalmente alla copia degli atti processuali - in dvd - con una istanza formale al gip Elvira Tamburelli.
”I difensori - si legge nell’atto di rinuncia a cui si dovrebbero associare anche i legali degli altri indagati - anche a nome dei propri assistiti, dichiarano di rinunciare alle copie degli atti processuali con tutte le conseguenze che tale rinuncia comporta anche sul piano del sacrificio dei diritti della difesa”. Per ottenere i dischetti con la copia delle migliaia di pagine del procedimento penale, gli avvocati Coppi e Borgogno avevano messo a disposizione, a proprie spese, 50 dischetti. ”Ma la cancelleria - si legge nell’atto - si dichiarava nella impossibilità di fornire copia di tali dvd per insufficienza dei macchinari a disposizione del tribunale”.
”I nostri assistiti - concludono gli avvocati - per i quali vige fino ad eventuale sentenza di condanna definitiva la presunzione di innocenza, pur non essendo in condizioni di indigenza e non trovandosi certamente nelle condizioni reddituali per avanzare richiesta di gratuito patrocinio, non sono comunque in condizione, tenendo conto degli oneri che un processo come questo comporta, di affrontare per la sola copia di atti, comunque indispensabili per l’esercizio del diritto di difesa, spese di questo tipo, che, anche in caso di esito positivo del processo, a norma delle disposizioni vigenti non verranno mai rimborsate”.
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Commenti
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Il 11 Gennaio 2008 alle 15:38 mary ha scritto:
Leggere l’articolo di Rignano F. mi lascia sgomento, pensavo che i tribunali fossero vicini ai cittadini, vedendo quanto accade da la sensazione che siano di altro pianetà.
Quei fatti li vedevo sotto una luce chiaroscura.
Nella rubrica SCRIVI UN ARTICOLO PER PANORAMA.it! Rispondevo all’articolo di
giovannifalcone.
quanto dico in quellarticolo lo ritengo argomento semplice e chiaro.
Penso che, dire cose diverse c’è da faticare molto. Mi scuserando chi la pensa diversamente.
Il 11 Gennaio 2008 alle 16:21 nhico ha scritto:
La Giustizia a mano armata.
Il 11 Gennaio 2008 alle 19:10 jade ha scritto:
Il corrispondente della Cnn Alessio Vinci, che segue il caso del delitto Kercher a Perugia, partecipando alla puntata di Matrix del 09.01.08, diceva che mai come in Italia, i giornalisti siano in grado di ottenere, direttamente dalle cancellerie dei Tribunali, copie di carteggi, di trascrizioni di autopsie, di memoriali dell’accusa. Bene farebbero, i legali di Rignano, a richiedere quello di cui hanno bisogni, direttamente ai giornalisti..spenderebbero sicuramente di meno.
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