![[i]8 gennaio 2008[/i] - Scortata da circa duecento poliziotti, una pala meccanica adibita alla rimozione di ostacoli (cassonetti di spazzatura e cumuli di immondizia) in via Campana, a Pozzuoli (Na), una delle strade di accesso alla discarica di contrada Pisani nel quartiere Pianura.<br /> [i](Credits: Ansa)[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/upload/foto-gennaio/rifiuti-new/normal_05pala-meccanica1.jpg)
A Cagliari, il sagrato della Basilica di Nostra Signora di Bonaria, dove entro la fine dell’estate dovrebbe arrivare Papa Benedetto XVI, è stato devastato dai teppisti che hanno assaltato, a partire dalle 23 di ieri notte, la villa del presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Renato Soru, che sorge sul lato destro della piazza. I sassi lanciati contro le forze di polizia, infatti, sono stati ricavati dai manifestanti spaccando gradini e pavimenti con spranghe di ferro ottenute sradicando dal terreno i dissuasori di parcheggio che circondano la zona, pavimentata con un prezioso e antico acciottolato che riproduce lo stemma dei Padri Mercedari, custodi della Basilica. Una notte di guerriglia, con sette arresti e numerosi feriti, per dire no all’arrivo dei rifiuti campani nell’isola. Ma potrebbe non essere bastato, perché già sembra che dal porto di Napoli siano partiti due traghetti carichi di monnezza e diretti l’uno in Sardegna, l’altro in Sicilia dove è previsto lo sbarco di 1.500 le tonnellate di spazzatura.
Anche il governatore Soru, che era in casa durante gli scontri, non sembra intenzionato a fare marcia indietro, limitandosi a stigmatizzare duramente quanto accaduto: “Ci sono uomini politici della destra, anche con responsabilità istituzionali, che hanno istigato gruppi di facinorosi e violenti solleticando i loro peggiori istinti”, ha detto. Pare infatti che uno dei motivi scatenanti dei tafferugli sia la rivalità calcistica tra i gruppi di ultrà del Cagliari e quelli del Napoli. La vicenda sarebbe quindi stata sfruttata in modo strumentale per dare sfogo a vecchi rancori. Della stessa opinione anche il questore di Cagliari, Giacomo Deiana, per il quale i disordini sono stati provocati da “gente che non aveva niente a che fare con la protesta, pagata per andare lì”.
Nonostante quanto accaduto, molte regioni potrebbero seguire l’esempio della Sardegna. almeno è quello che si augura il presidente del Consiglio Romano Prodi, che a margine delle celebrazioni per l’ingresso di Malta nell’euro è tornato sul tema dell’emergenza rifiuti. “Io sto lavorando, ieri, stanotte e stamani”, ha detto, “perché il medesimo senso di responsabilità e solidarietà venga dato anche da altre Regioni, alcune hanno già risposto e altre stanno rispondendo”. Resta da vedere come la prenderanno i cittadini.
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Commenti
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Il 12 Gennaio 2008 alle 18:57 bapilu ha scritto:
Intanto a Pozzuoli assaltano i pompieri mentre a cagliari smerdano la casa di Soru. Il quale antepone gli interessi di partito a quelli della region che governa.
E poi i napoletani in questo caso meritano rispetto?
Hanno rifiutato gli inceneritori per inondare di rumenta il loro territorio.
Da vent’anni votano Bassolino che li prende in giro. Hanno dato a prodi quei 25mila voti in più per mandarlo al governo …
Hanno voluto la bicicletta?
Adesso pedalino !!
Il 12 Gennaio 2008 alle 22:39 gladiatore1979 ha scritto:
Ma quale solidarietà…. L’unica vera forma di solidarietà sarebbe quella di non aiutare in alcun modo la Campania, che se la sbrogli DA SOLA!!! Non hanno voluto NON costruire gli inceneritori (che TUTTE le altre Regioni Italiane hanno) buttando una marea di soldi pubblici???! Se la sbroglino: quest’emergenza aiuterà la Campania a crescere civilmente, ma se la deve sbrogliare da sola!!! Chi li ha votati quei dementi di Pecoraro Scanio, Bassolino, Iervolino, Caruso, Cirino Pomicino???? Chi???? LORO!!!
Quanto a AsSorueta, altro che solidarietà nazionale, cerca solo di togliere d’impaccio il suo compagnetto di coalizione Bassolino che, è il caso di dirlo, si trova proprio in un mare di …: ci resti, la colpa è solo sua. E (parla un sardo): NO ALLA MUNNEZZA BASSOLINO, IERVOLINO, PECORARO SCANIO E CARUSO IN SARDEGNA!!! Questa munnezza se la tengano loro. Mortadellaccia!!!!
Il 15 Gennaio 2008 alle 18:54 Rifiuti: le soluzione di Nola, San Severino e gli altri. Ma a Napoli è sempre dramma » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Sono solo 30 Km di distanza, tra Napoli e Nola, centro della provincia partenopea (30mila abitanti a nord del Vesuvio). Detta così, sembra nulla. Invece, nei giorni del dramma dei rifiuti, può essere un abisso. Perché con una raccolta differenziata al 49%, e nessun sacchetto per strada, Nola può essere considerata la “mosca bianca” del napoletano, zona allo stremo, sepolta com’è dalla monnezza. Orgoglioso di tanta pulizia, il sindaco nolano, Felice Napolitano, ora si dice anche disposto a far realizzare sul suo territorio un inceneritore o un altro impianto per la distruzione delle ecoballe, che accolga, però, i soli rifiuti dei comuni dell’area che effettuano la differenziata. “Se il commissariato di Governo per l’emergenza ce ne desse la possibilità” afferma “saremmo disposti a realizzare le strutture adatte alla completa lavorazione dei rifiuti, utilizzando, però, tecnologie all’avanguardia che tutelino la salute dei cittadini. Il territorio nolano dovrebbe avere l’opportunità di autodeterminarsi e di gestire un ciclo dei rifiuti completo: sarebbero circa 17 i comuni che, in questo modo, avrebbero la possibilità di affrancarsi dall’emergenza”. Il segreto di Nola per restare zona franca dell’emergenza, è la raccolta differenziata: “Grazie all’impegno dei cittadini che separano i rifiuti” spiega ancora il sindaco “ed all’allestimento di un sito di stoccaggio provvisorio per la frazione del secco indifferenziato, Nola non sta avendo nessuna ripercussione negativa dall’emergenza che ha investito il resto della provincia”. Nel solo mese di dicembre, secondo i calcolo del comune, si è raggiunto il 49 per cento nella raccolta differenziata, mentre su base annua ci si attesta al 37 per cento. In realtà il buon esempio non viene solo da Nola. Stando ai dati di Legambiente Campania, esiste, oltre a quella sommersa dall’immondizia, anche una Campania senza emergenza spazzatura. Piccoli paesi (Athena Lucana, Rofrano e Mercato San Severino in provincia di Salerno) e grandi centri (come Cava dei Tirreni e Scafati): in tutto 145 comuni che nel 2006 hanno superato l’obiettivo minimo del 35% previsto dal Decreto Ronchi. Numeri che fanno arrossire (di vergogna o di rabbia) i napoletani e i cittadini di quasi tutti gli altri centri campani, tuttora sommersi dai rifiuti. Anche dopo una settimana dalla nomina del supercommissario Gianni De Gennaro, supportato dagli uomini dell’esercito. Le strade napoletane abbondano ancora di migliaia di tonnellate di spazzatura, al contrario le scuole restano vuote. E nessuna delle discariche provinciali della Campania (Serre, Sant’Arcangelo Trimonte, Savignano Irpino e Terzigno) è stata riaperta. Ma non doveva arrivare, come un incantesimo, una soluzione “radicale” del problema in “ventiquattro ore” come promesso dall’ottimistico comunicato di Palazzo Chigi del 7 gennaio? “Le discarica di Pianura e le altre discariche che dovranno essere aperte nella provincia di Napoli e nella regione saranno aperte a giorni”, aveva confermato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta, in collegamento con Porta a porta quella stessa sera. Siamo a metà mese e la situazione non è cambiata di molto. Nemmeno l’appello accorato del Capo dello Stato, che ha ritenuto opportuno stigmatizzare l’attenzione dell’Europa sulla questione che va, a suo dire, oltre “ogni giusta misura” è riuscito a far sì che il dramma scomparisse. Tanto più che l’ “ecosolidarietà” delle Regioni procede a singhiozzo. In Sardegna il presidente della Regione Renato Soru ha pubblicato a pagamento una intera pagina sul quotidiano L’Unione sarda per spiegare le ragioni che lo hanno portato a decidere di far smaltire in Sardegna una parte dei rifiuti campani e per chiedere ai sardi di archiviare gli episodi di intolleranza e violenza (con tanto di attentato alla sua villa) di questi ultimi giorni. Il governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro, ha detto “basta” all’invio dell’immondizia. A Torino il centrodestra protesta contro il governatore Mercedes Bresso. E al coro di no si sono aggiunte anche Basilicata e Molise. [...]
Il 16 Gennaio 2008 alle 9:08 Rifiuti: le soluzioni di Nola, San Severino e gli altri. Ma a Napoli è sempre dramma » eBlog Network - Magazine ha scritto:
[...] Sono solo 30 Km di distanza, tra Napoli e Nola, centro della provincia partenopea (30mila abitanti a nord del Vesuvio). Detta così, sembra nulla. Invece, nei giorni del dramma dei rifiuti, può essere un abisso. Perché con una raccolta differenziata al 49%, e nessun sacchetto per strada, Nola può essere considerata la “mosca bianca” del napoletano, zona allo stremo, sepolta com’è dalla monnezza. Orgoglioso di tanta pulizia, il sindaco nolano, Felice Napolitano, ora si dice anche disposto a far realizzare sul suo territorio un inceneritore o un altro impianto per la distruzione delle ecoballe, che accolga, però, i soli rifiuti dei comuni dell’area che effettuano la differenziata. “Se il commissariato di Governo per l’emergenza ce ne desse la possibilità” afferma “saremmo disposti a realizzare le strutture adatte alla completa lavorazione dei rifiuti, utilizzando, però, tecnologie all’avanguardia che tutelino la salute dei cittadini. Il territorio nolano dovrebbe avere l’opportunità di autodeterminarsi e di gestire un ciclo dei rifiuti completo: sarebbero circa 17 i comuni che, in questo modo, avrebbero la possibilità di affrancarsi dall’emergenza”. Il segreto di Nola per restare zona franca dell’emergenza, è la raccolta differenziata: “Grazie all’impegno dei cittadini che separano i rifiuti” spiega ancora il sindaco “ed all’allestimento di un sito di stoccaggio provvisorio per la frazione del secco indifferenziato, Nola non sta avendo nessuna ripercussione negativa dall’emergenza che ha investito il resto della provincia”. Nel solo mese di dicembre, secondo i calcolo del comune, si è raggiunto il 49 per cento nella raccolta differenziata, mentre su base annua ci si attesta al 37 per cento. In realtà il buon esempio non viene solo da Nola. Stando ai dati di Legambiente Campania, esiste, oltre a quella sommersa dall’immondizia, anche una Campania senza emergenza spazzatura. Piccoli paesi (Athena Lucana, Rofrano e Mercato San Severino in provincia di Salerno) e grandi centri (come Cava dei Tirreni e Scafati): in tutto 145 comuni che nel 2006 hanno superato l’obiettivo minimo del 35% previsto dal Decreto Ronchi. Numeri che fanno arrossire (di vergogna o di rabbia) i napoletani e i cittadini di quasi tutti gli altri centri campani, tuttora sommersi dai rifiuti. Anche dopo una settimana dalla nomina del supercommissario Gianni De Gennaro, supportato dagli uomini dell’esercito. Le strade napoletane abbondano ancora di migliaia di tonnellate di spazzatura, al contrario le scuole restano vuote. E nessuna delle discariche provinciali della Campania (Serre, Sant’Arcangelo Trimonte, Savignano Irpino e Terzigno) è stata riaperta. Ma non doveva arrivare, come un incantesimo, una soluzione “radicale” del problema in “ventiquattro ore” come promesso dall’ottimistico comunicato di Palazzo Chigi del 7 gennaio? “Le discarica di Pianura e le altre discariche che dovranno essere aperte nella provincia di Napoli e nella regione saranno aperte a giorni”, aveva confermato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta, in collegamento con Porta a porta quella stessa sera. Siamo a metà mese e la situazione non è cambiata di molto. Nemmeno l’appello accorato del Capo dello Stato, che ha ritenuto opportuno stigmatizzare l’attenzione dell’Europa sulla questione che va, a suo dire, oltre “ogni giusta misura” è riuscito a far sì che il dramma scomparisse. Tanto più che l’ “ecosolidarietà” delle Regioni procede a singhiozzo. In Sardegna il presidente della Regione Renato Soru ha pubblicato a pagamento una intera pagina sul quotidiano L’Unione sarda per spiegare le ragioni che lo hanno portato a decidere di far smaltire in Sardegna una parte dei rifiuti campani e per chiedere ai sardi di archiviare gli episodi di intolleranza e violenza (con tanto di attentato alla sua villa) di questi ultimi giorni. Il governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro, ha detto “basta” all’invio dell’immondizia. A Torino il centrodestra protesta contro il governatore Mercedes Bresso. E al coro di no si sono aggiunte anche Basilicata e Molise. [...]
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