Scuola privata: quei compagni nelle aule più esclusive

[i](Foto da Flickr di [url=http://www.flickr.com/photos/anniemole/139434476/]Annie Mole[/url])[/i]
di Romana Liuzzo

Dagli scranni del Parlamento o dalle poltrone dei talk-show esaltano la scuola pubblica, la celebrano come unica fonte del sapere democratico e chiedono di tagliare (e tagliano) i finanziamenti statali alla scuola privata. Poi, però dove mandano i loro figli? Nelle più prestigiose scuole a pagamento, con rette non certo accessibili a tutti. Sono i politici del centrosinistra e vip di area, girotondini e imprenditori radical chic, che non si fermano di fronte alle file per poter accedere in questi istituti a cinque stelle.
Raccontano alcune madri del San Giuseppe De Merode, scuola privata, rigorosa, cattolica, che il ministro per i Beni culturali, Francesco Rutelli, ha fatto di tutto per inserire ad anno iniziato una delle figlie nelle splendide aule con vista su piazza di Spagna. Raccontano pure che una delle signore in questione, la cui erede non era stata accolta per numero chiuso (30 al massimo), non abbia affatto gradito di sentirsi scavalcata. E pare sia successo il putiferio.
Intanto, mentre l’ex sindaco di Roma insediava la giovane rampolla (il primogenito Giorgio ha studiato dai gesuiti), Antonio Tajani, la cui famiglia al San Giuseppe va da generazioni, dopo le scuole medie ha deciso di spostare il figlio per mandarlo in un liceo statale ai Parioli («Si trova benissimo» spiega l’europarlamentare di Forza Italia).
Rutelli non è il solo: Nanni Moretti, l’ultimo leader dei girotondini, dopo aver invitato Massimo D’Alema e gli altri compagni a dire «qualcosa di sinistra», ha iscritto il proprio bimbo in un’esclusiva scuola anglo-americana, l’Ambritt, frequentata solo da ricchi rampolli dell’alta borghesia. Idem per Claudio Velardi, ex golden boy del governo D’Alema: il figlio ha frequentato la scuola americana.
Marco Follini, neoresponsabile della comunicazione del Partito democratico, ha iscritto il proprio discendente, seguendo le procedure, nella scuola dei fratelli salesiani in pieno centro, a Roma. E al richiamo radical chic non ha saputo resistere nemmeno l’ex ds, ministro allo Sport, Giovanna Melandri. Per la sua progenie è stato ritenuto adeguato l’istituto San Giuseppe di via del Casaletto. Anche questo ambitissimo. Gestito da amorevoli suore.
Istruzione a pagamento anche per Anna Finocchiaro, ex ministro per le Pari opportunità, uno dei 45 membri del comitato nazionale per il Partito democratico: le due figlie vanno in un istituto a Catania.
Mettersi in fila, prego. L’attrazione della sinistra per la scuola privata non è roba di oggi: anche Piero Fassino ha studiato dai gesuiti. E chi avrebbe mai detto che un nonno di cognome Bertinotti andasse a prelevare i propri nipoti in uno degli istituti più chic di Roma, a gomito a gomito con la fondatrice del Manifesto, ex deputata e scrittrice di sinistra, Luciana Castellina?
Politici ma anche giornalisti, tutti attirati come calamite dagli istituti a cinque stelle. Qualche esempio? Michele Santoro ha optato per il francese Chateaubriand. Il giornalista di Anno zero è in ottima compagnia. È francese e privata la scuola scelta dalla giornalista del Tg3, Bianca Berlinguer, per la bambina avuta dal sociologo Luigi Manconi. Lo stesso vale per molti altri fanciulli con genitori dalle spiccate tendenze a sinistra: da quelli dell’imprenditore Alfio Marchini a quelli dell’ex direttore della Stampa Marcello Sorgi, fino a quelli dell’ex senatore ulivista Vittorio Cecchi Gori. Noblesse oblige.

Commenti

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Il 13 Gennaio 2008 alle 11:52 CiroCipolla ha scritto:

Molti vip mandano i propri figli alle scuole private perchè hanno la puzza al naso. Predicano bene ma razzolano male! Sono comunisti a chiacchere, per snobismo sociale, ma razzisti puri.

Il 13 Gennaio 2008 alle 12:16 mammamarina ha scritto:

non sono vip, credevo nell’istruzione pubblica e mi sono impegnata a suo tempo per renderla migliore,ma mi sono trovata a dover scegliere per il bene di mio figlio il trasferimento in una scuola privata salesiana che ha poi frequentato per i restanti 10 anni di vita scolastica, ho fatto anche i debiti per questo e sono contenta della scelta fatta.
purtroppo le scuole private danno quello che la scuola pubblica non è più in grado di dare ormai da tanto tempo: l’attenzione all’individuo , in queste scuole in bambino è al centro dell’attenzione,così come dovrebbe essere per diventare un adulto consapevole, attento e maturo.

Il 13 Gennaio 2008 alle 12:57 pino ha scritto:

E ci credo che i vip sinistri mandino i propri figli nelle scuole private piu’ esclusive, questo per un motivo semplicissimo, sono i primi a sapere lo stato comatoso ed il degrado irreversibile della scuola pubblica perche’ sono loro i responsabili di questo stato di cose.
E siccome lo sanno benissimo cercano di evitare ai figli un futuro di ignoranza al quale sono costretti i figli dei poveracci che non hanno altra scelta.
La scuola pubblica e’ la scuola della “veperata questio”.

Il 13 Gennaio 2008 alle 13:04 nhico ha scritto:

Della serie quelli che sono di sinistra con il culo degli altri.

Il 13 Gennaio 2008 alle 13:33 david69 ha scritto:

La mafia è bruttissima cosa, Berlusconi una pessima anomalia tutta italiana, ma la cosa di gran lunga più disgustosa è l’ipocrisia della sinistra italiana.
Ex comunisti che scalano banche e scimmiottano, negandolo con faccia da bronzo, le usanze delle classi più elevate. Combattono, questi sordidi e viscidi individui, per difendere i diritti dei deboli con risultati molto scadenti.
“Lavoriamo per gli ultimi!”: così ha avuto il coraggio di dichiarare il più forattinianamente verminoso di loro che infatti li guida. E’ comunque colpa di chi da loro il voto, è colpa sua anche se non ha grandi alternative.

Il 13 Gennaio 2008 alle 16:15 iole3 ha scritto:

I comunisti non esistono più, o meglio in Italia non sono forse mai esistiti, il dio denaro compra tutto e tutti! La cosa peggiore è che siamo noi a pagare ai loro pargoletti la scuole a cinque stelle!

Il 13 Gennaio 2008 alle 16:40 kafiruna ha scritto:

Se la redazione consente, un pensiero di Alain Filkielkrant.
- Hanno lo sterotipo sulfureo,il clichè ribelle, l’opinione sopra le righe e più buona coscienza ancora che i notabili del
museo di Bouville descritti da Satre ne “la Nausea”. Perchè essi occupano tutti i posti: quello vantaggioso del  Maestro, quello,prestigioso del Maledetto. Vivono come una sfida eroica all’ordine delle cose la loro adesione piena di sollecitudine alla norma del giorno. Il dogma sono loro; la bestemmia pure. E per darsi arie da emarginati insultano urlando i loro rari avversari. In breve,coniugano senza vergogna l’euforia del potere con l’ebrezza della sovversione. Stronzi.

Il 13 Gennaio 2008 alle 19:21 giovanni.agretti ha scritto:

Cara Liuzzo, apprezzo vivamente il tuo pezzo. Giunge con decenni di ritardo, ma qualcuno doveva pure scriverlo - presto o tardi - no?
Per tua conoscenza, da sempre a Bologna i figli dei comunisti studiano al Collegio S.Luigi, come i miei che comunista non sono.
Restano amici nella vita e continuano a frequentarsi. Particolare curioso: dopo il S. Luigi pochi, pochissimi, quasi niente restano comunisti. Non fanno politica in collegio: aprono solo gli occhietti. Pare che sia sufficiente…!

So long.

Il 14 Gennaio 2008 alle 0:39 esse2006 ha scritto:

E poi, quando tornano in parlamento o al senato, hanno il coraggio di aumentare la tassazione su bot e affini. Per armonizzare le aliquote col resto d’Europa, ha detto qualche bugiardone.
Ma perché tanti italiani si sono comportati da persone responsabili resistendo a sputtanarsi a tallarucci e vinoi i loro quattrini onestamente guadagnati e giustamente tassati ?
Forse perché è difficile prevedere e credere che un bel giorno alla “guida” del tuo paese arrivi un branco di avidi cinici incapaci come questo, che ridacchiano anzi sogghignano e si coprono l’uno con l’altro tanto che se a Napoli,putacaso, dovesse scoppiare la Peste a causa di tutta quella monnezza riuscirebbero a dar la colpa, che ne so, a Berlusconi tanto per citarne uno …
Qualcuno ricorda ancora l’ormai lontano 1992, quando un personaggio (che oggi ricopre ancora un’alta carica in questo governo da strapazzo) pensò bene di avallare il “prelievo” notturno del 6 per mille da conti correnti degli italiani ?
Qualcuno protestò ??? Nooo, tutti zitti e con la coda tra le gambe.
La lezione è servita, l’hanno imparata perfettamente. Ora sanno che non devono chiedere mai, come recitava una pubblicità. Basta allungare le mani e prendersi quello che vogliono.
Tanto continueremo a restare tutti zitti.
Infine chi ce ne frega,mica si parla di calcio perdio !

Il 18 Gennaio 2008 alle 12:28 Massimo Sozzi blog » scuole private ha scritto:

[...] Purtroppo però, come lo Stato sostiene i giornali che stampano copie in più da mandare al macero, così sostiene le scuole private. E tra i “grandi elettori” di queste scuole, chi ci troviamo? Leggete cosa scrive Romana Liuzzo su Panorama.it: «Dagli scranni del Parlamento o dalle poltrone dei talk-show esaltano la scuola pubblica, la celebrano come unica fonte del sapere democratico (…). Poi, però dove mandano i loro figli?». E scopriamo così che il «ministro per i Beni culturali, Francesco Rutelli, ha fatto di tutto per inserire ad anno iniziato una delle figlie nelle splendide aule» del San Giuseppe De Merode, scuola privata, rigorosa, cattolica. Nanni Moretti, dopo aver invitato a dire “qualcosa di sinistra”, «ha iscritto il proprio bimbo in un’esclusiva scuola anglo-americana, l’Ambritt, frequentata solo da ricchi rampolli dell’alta borghesia. Idem per Claudio Velardi, ex golden boy del governo D’Alema (…). Marco Follini, neoresponsabile della comunicazione del Partito democratico, ha iscritto il proprio discendente (…) nella scuola dei fratelli salesiani in pieno centro, a Roma». Il ministro allo Sport, Giovanna Melandri «ha ritenuto adeguato l’istituto San Giuseppe di via del Casaletto (…) gestito da amorevoli suore. Istruzione a pagamento anche per Anna Finocchiaro, ex ministro per le Pari opportunità, uno dei 45 membri del comitato nazionale per il Partito democratico: le due figlie vanno in un istituto a Catania». All’elenco dei politici si aggiunge quello di giornalisti e imprenditori vicini alla sinistra: «Michele Santoro (…) Bianca Berlinguer (…) Marcello Sorgi, fino a quelli dell’ex senatore ulivista Vittorio Cecchi Gori». [...]

Il 24 Marzo 2009 alle 13:13 La coerenza ha scritto:

[...] http://blog.panorama.it/italia.....esclusive/ [...]

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