
Elezione diretta del premier, norme antiribaltone, legge elettorale senza più liste “blindate” dai partiti, maggiori poteri a Comuni e Regioni e meno spazio alle province.
Se potesse partecipare alla riscrittura delle norme elettorali, queste sarebbero le riforme che il popolo degli elettori vorrebbe vedere realizzate. Indicazioni che sono state raccolte dalla Fondazione per la Sussidiarietà (presieduta da Giorgio Vittadini), in una classifica piuttosto chiara delle riforme istituzionali considerate migliorative dall’opinione pubblica.
E così nell’anno in cui ricorre il 60° anniversario della Costituzione, e dopo un periodo segnato nello stesso tempo da una forte contrapposizione politica e da chiari segnali di antipolitica, il sondaggio, condotto su un campione di 1.600 intervistati, mette in luce una spontanea propensione verso modifiche che possano snellire lo Stato centrale, aumentare l’efficienza con un progressivo trasferimento di competenze alle amministrazioni più vicine ai cittadini (il cosiddetto principio di “sussidiarietà”) anche a livello fiscale, e l’individuazione di strumenti per garantire la governabilità. Primo tra tutti, l’elezione diretta del premier, su cui si esprime favorevolmente più del 76% degli intervistati, contro poco meno del 21% che lo vorrebbe eletto dal Parlamento.
Sullo stesso solco la risposta positiva (più del 60%) all’ipotesi di introdurre nella Costituzione norme antiribaltone, che impediscano cioè la formazione di un governo diverso dalla coalizione uscita vincente dalle elezioni. Sulle consultazioni, poi, la stragrande maggioranza (89%) chiede di poter tornare a esprimere una o più preferenze tra i candidati presentati dai partiti, mentre sulla legge elettorale gli intervistati si orientano più sul maggioritario (47%) che sul proporzionale (29%). Ancora sul tema governabilità il 74% degli intervistati si esprime a favore di un premio di maggioranza per il vincitore, e oltre il 67% si dichiara favorevole alle clausole di sbarramento contro i “partitini”. Un deciso no (43%) anche alla nomina diretta dei senatori a vita da parte del capo dello Stato e alle riforme fatte dalla sola maggioranza. Secondo l’83% degli intervistati la modifica della Costituzione è una responsabilità che deve essere condivisa da Parlamento, società civile e poteri locali.
Se il governo è considerato l’organismo più idoneo per promuovere lo sviluppo economico, è il Comune quello che ispira più fiducia (37,7%). La maggioranza è favorevole a un incremento dei poteri legislativi delle Regioni e ad una trasformazione del Senato in un seconda Camera federale. Nel complesso però, riguardo all’effetto del decentramento finora realizzato, gli intervistati si dividono tra quelli che pensano che la situazione sia invariata (35%) e quelli convinti che sia addirittura peggiorata (35%).
In definitiva il 70% ritiene che il decentramento, con la redistribuzione dei poteri tra Stato centrale e autonomie locali, non abbia portato miglioramenti significativi in termini di sicurezza e delle condizioni di vita dei cittadini. Oltre il 60% tuttavia pensa che il federalismo fiscale possa avere effetti positivi sulla riduzione degli sprechi, sull’evasione e anche essere un’opportunità per lo sviluppo delle aree depresse.
- Lunedì 14 Gennaio 2008
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Commenti
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Il 14 Gennaio 2008 alle 19:39 ftotino ha scritto:
Un appello a tutti i partiti ….per un rinascimento della politica !!
Come appassionato di politica mi sto rendendo conto, nonostante abbia voluto credere nelle buone intenzioni del Partito Democratico oggi e circa 15 anni fa nelle buone intenzioni del Cavaliere Berlusconi, di quanto ancor oggi sia difficile consentire alla politica di fare un salto di qualità . Ma dobbiamo essere fiduciosi . L’operazione condotta da Veltroni e ovviamente dalla buona volontà dei responsabili e soprattutto dagli aderenti di Margherita e DS ha costituito un grande primo passo in avanti per superare la obsolescenza della politica .
Ora tutti i partiti devono fare un ulteriore grande sforzo che comporta un passo indietro in termini di potere e personalismi e che azzeri definitivamente infiltrazioni di illegalità .
Se i due maggiori partiti ( ma questo dovrebbe coinvolgere tutti) del nostro paese si accorderanno e soprattutto attueranno, oltre che le riforme istituzionali e le riforme elettorali oggi in discussione, alcune regole comuni che di seguito ho voluto enunciare … allora potremo veramente cominciare a sperare in un nuovo risorgimento italiano.
Questa è una grandissima occasione che abbiamo, auspicabile spero …da tutte le migliori persone del nostro paese …non sprechiamola !!!!
………….
1) Il partito deve essere libero dal potere delle correnti e dalle posizioni di potere , questo per accrescere il livello qualitativo e di partecipazione alla politica.
Le correnti che designano a forza i loro rappresentanti a scapito di altri, bloccano questo processo, la persone di qualità non si dedicano alla politica se hanno sentore di questa operazione in atto, si sentiranno pedine di un gioco più grande … noi abbiamo bisogno di una moderna politica che abbia rispetto degli individui e ne motivi il loro miglioramento e la loro partecipazione.
2) I partiti devono cambiare anche le regole interne di accesso alla attività politica che sono, non solo incancrenite e vecchie, ma anche non più compatibili con una informazione non più verticistica e oscurantista , ma per fortuna a matrice…. che mette a nudo qualsiasi magagna in poco tempo .
I partiti devono affidare la responsabilità di gestione delle cose sia politiche che tecniche per competenze e non necessariamente per anni di militanza, altrimenti si torna a quello stesso meccanismo che ha ammazzato e continua ad ammazzare l’efficienza del lavoro nella nostra burocrazia nel parastato e in tutte le cariche pubbliche .. dove siamo quasi gli ultimi in Europa ….
La carriera in politica quindi , (vale a dire una sempre maggior e assunzione di responsabilità nel partito).. deve essere sottoposta a un largo e soprattutto eterogeneo spettro di elettori che conoscono il curriculum della persona , le sue qualità morali, la sua “capacita di sapere tirare fuori cose straordinarie da persone ordinarie” ……
3) I partiti devono selezionare alla perfezione i candidati . I curricula dei candidati aspiranti a qualsiasi incarico politico, oltre che essere approvati da una commissione etica costituita anche da esterni al partito, vanno resi pubblici e soprattutto resi noti a tutti i cittadini nei comuni, nelle scuole, nelle università nelle associazioni etc….
La pubblicazione e diffusione dei curricula và fatta molti mesi prima delle elezioni politiche e amministrative per potere essere attentamente valutati.
5) I partiti non devono quindi dedicarsi alla gestione del potere ( non necessariamente il capo di partito o la struttura dello stesso deve essere designato alla Presidenza del Consiglio o a cariche di politica esecutiva) ma essere un punto di riferimento e formazione per eccellenze del nostro paese, questo servirà da un lato a convincere una nuova e sana fetta di elettori a votare e dall’altro stimolare la partecipazione alla politica attiva di una nuova valida , trasparente e onesta cittadinanza .
6) Ultimo e più importante punto… Le nuove riforme istituzionali e la nuova legge elettorale (vedi mio articolo su forum PD) vanno viste anche in questa prospettiva … dovranno riuscire oltre che a fare governare in modo stabile e soprattutto efficiente la coalizione anche e soprattutto a creare dei meccanismi che obblighino tutti i partiti a procedere in questa direzione (selezionare una classe politica estremamente competitiva e altamente qualificata) e rendere il posizionamento di questa classe politica duraturo e influente nel panorama politico generale.
La Presidenza della Repubblica e gli organi Istituzionali competenti dovranno fare uno sforzo maggiore per informare adeguatamente i cittadini tramite televisione e stampa di queste nuove riforme al fine di incentivare in modo bipartisan la partecipazione e l’avvicinamento dei cittadini alla politica.
Cordialità Roma 13 gennaio 2008
Francesco Totino
Sito web: http://economia,politica,svilu.....iscali.it/
Il 15 Gennaio 2008 alle 7:20 asxmur ha scritto:
Si parla sempre di più poteri al Premier ma si dimentica sempre di citare il popolo italiano, che è stato completamente estromesso dalla politica. Non si parla del fatto che Berlusconi si possa far eleggere in cento seggi dando la possibilità truffaldina a 100 persone a noi sconosciute di essere eletti; inoltre le persone vengono scelte dai partiti e non dal popolo. Basterebbe una selezione e poi mettere fuori il senato in modo che le leggi vengono votate una sola volta, e poi potremmo votare.
Il 15 Gennaio 2008 alle 9:21 CiroCipolla ha scritto:
Vi ricordo che il referendum è prossimo.Dare al popolo la scelta dei candidati.No allo strapotere dei segretari dei partiti e delle correnti o lobby di maggioranza.
Il 16 Gennaio 2008 alle 9:04 Unione: fallisce il vertice con troppe punte che fa barcollare Prodi » eBlog Network - Magazine ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Legge elettorale, chi ha paura del referendum - Le riforme dei cittadini: più poteri a chi governa Un momento del vertice [...]
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