
Falsificavano marche da bollo e francobolli di posta prioritaria e poi li commercializzavano in diverse regioni italiane, in particolare in Abruzzo e in Campania.
L’organizzazione, scoperta dalla Guardia di Finanza di Ancona, utilizzava marche di modesto valore, ovvero di 0,50 euro solitamente utilizzate per le cambiali. Le acquistavano in una tabaccheria di Senigallia, poi con un solvente le scolorivano e attraverso un software e un apparecchiatura elettronica le ristampavano con un importo maggiorato tra i 14,62 e 40,29 euro. “E’ stato possibile individuare le marche contraffatte- spiega il generale Fabrizio Cuneo, del Comando Provinciale Guardia di Finanza di Ancona- grazie al riscontro effettuato con l’agenzia delle Entrate, sul codice a barre che identifica di ciascuna di esse”.
La banda, composta da quattro persone residenti nei comuni di Ancona e Pesaro, utilizzava e rivendeva le marche da bollo contraffatte non solo per le cambiali ma anche per la documentazione del Pra e della Motorizzazione civile, oltre che per altri atti per i quali è prevista la registrazione e che sono stati ritrovati durante le perquisizioni.
Ma proprio durante le perquisizioni i finanzieri marchigiani hanno ritrovato anche un software e alcuni campioni per la falsificazione di francobolli di posta prioritaria assieme a timbri delle Poste Italiane. L’associazione era riuscita persino procurasi diversi quintali di carta speciale con la quale sarebbe riuscita a produrre un rilevantissimo quantitativo di francobolli falsi.
L’operazione delle fiamme gialle, che ha portato al sequestro di due stamperie, di un immobile, due automezzi, solventi e attrezzature informatiche, ha fermato la commercializzazione di 2mila marche falsificate dirette alle tabaccherie abruzzesi e napoletane per un valore nominale totale di circa 32mila euro.
Dalle indagini, condotte dal pm Rosario Lionello, è stato accertato che l’organizzazione manteneva per sé il corrispettivo del 30% del valore nominale delle marche falsificate mentre al distributore spettava il 20%. Questo è il primo sequestro in Italia, dopo quello avvenuto una quindicina di anni fa nel napoletano, di contraffazione di valori bollati. Gli investigatori non escludono che il materiale contraffatto sia stato venduto e utilizzato anche in altre regioni.
Guarda il VIDEO girato dalla guardia di Finanza durante l’irruzione nella stamperia:
Valori bollati contraffatti
- Lunedì 14 Gennaio 2008
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