
A tarda sera, dopo il fallimento del vertice sulla legge elettorale dell’Unione, il capogruppo alla Camera del Pd, Antonello Soro, uomo di grande moderazione e trattativa, esprime a Panorama.it la sua arrabbiatura e il suo pessimismo: “La riforme non possono essere motivo di divisione della maggioranza”. Quindi una frase sibillina: “La crisi non è nell’interesse dei partiti minori della coalizione. La crisi produrrebbe un risultato che per gli stessi partiti piccoli sarebbe assai più sfavorevole… Mi auguro un supplemento di riflessione”. Insomma un “Non tirate troppo la coperta”.
Ma il problema è che la coperta della legge elettorale è molto, troppo, corta per l’Unione. Se la tirano i nanetti si arrabbia il Pd; se la tira il Pd, magari flirtando con Berlusconi, si arrabbiano i nanetti. A subire è sempre Romano Prodi. Che accusa ogni giorno scosse telluriche che, sono in molti pronti a giurarlo, lo stanno logorando e lo vedono vicino alla fine.
Ieri sera il vertice di maggioranza al Senato sulla legge elettorale è finito con un nulla di fatto. Anzi, con uno strappo dei piccoli. Che minacciano molto seriamente non solo di far saltare la bozza Bianco (che proprio oggi viene esaminata in Senato), ma addirittura il governo. L’accusa dei nanetti? Contro il Pd per aver gestito le riforme con Berlusconi e avergli presentato una bozza di legge elettorale che sostanzialmente li elimina.
A Panorama.it il capogruppo al Senato di Sinistra Democratica, Cesare Salvi, spiega: “Spero che non si vada verso la crisi di governo, ma purtroppo il Pd ha impostato il confronto in modo solitario, con un rapporto privilegiato con Berlusconi. Ci hanno convocato soltanto per comunicarci una legge fatta tutta contro di noi”. Pessimista? “Sì – ribatte l’esperto Salvi – aspettiamo il ritorno di Enzo Bianco dalla Sicilia e tratteremo anche con lui, visto che ieri sera non c’era. Noi non diciamo no ad una legge proporzionale con sbarramento. Ma se una formazione supera quello sbarramento poi deve avere seggi che merita. Senza altri giochini dovuti ai resti o ai collegi di recupero”. Un colonnello prodiano, il deputato Mario Barbi, prova a salvare il vaso di cocci Romano: “L’unità della maggioranza è un valore che va difeso. Magari anche facendo un percorso più laborioso”. Tradotto: facciamo una legge che non ammazzi i nanetti che altrimenti ammazzano Prodi.
Intanto il Pd va avanti. Oggi in Senato si discute la bozza Bianco e Anna Finocchiaro (nella foto sopra), la presidente dei senatori del Pd ha detto che la voteranno. Ieri dall’esecutivo del partito guidato da Walter Veltroni è uscita una linea che vada verso una buona riforma, che anticipi la Consulta. Una riforma di ampio consenso, ma non snaturata per rispondere a tutte le esigenze, e da fare subito, altrimenti via al referendum. Insomma Veltroni accelera, e mantiene la rotta nonostante la rottura - in parte attesa - nel vertice di maggioranza al Senato. Una linea discussa nel pomeriggio con il premier, che dà atto a Veltroni dello sforzo, ma chiede ancora un consenso ampio, una tutela dei piccoli, tutti.
LEGGI ANCHE: Legge elettorale, chi ha paura del referendum - Le riforme dei cittadini: più poteri a chi governa

Un momento del vertice
- Martedì 15 Gennaio 2008
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Commenti
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Il 15 Gennaio 2008 alle 12:00 ftotino ha scritto:
Un appello a tutti i partiti ….per un rinascimento della politica !!
Come appassionato di politica mi sto rendendo conto, nonostante abbia voluto credere nelle buone intenzioni del Partito Democratico oggi e circa 15 anni fa nelle buone intenzioni del Cavaliere Berlusconi, di quanto ancor oggi sia difficile consentire alla politica di fare un salto di qualità . Ma dobbiamo essere fiduciosi . L’operazione condotta da Veltroni e ovviamente dalla buona volontà dei responsabili e soprattutto dagli aderenti di Margherita e DS ha costituito un grande primo passo in avanti per superare la obsolescenza della politica .
Ora tutti i partiti devono fare un ulteriore grande sforzo che comporta un passo indietro in termini di potere e personalismi e che azzeri definitivamente infiltrazioni di illegalità .
Se i due maggiori partiti ( ma questo dovrebbe coinvolgere tutti) del nostro paese si accorderanno e soprattutto attueranno, oltre che le riforme istituzionali e le riforme elettorali oggi in discussione, alcune regole comuni che di seguito ho voluto enunciare … allora potremo veramente cominciare a sperare in un nuovo risorgimento italiano.
Questa è una grandissima occasione che abbiamo, auspicabile spero …da tutte le migliori persone del nostro paese …non sprechiamola !!!!
………….
1) Il partito deve essere libero dal potere delle correnti e dalle posizioni di potere , questo per accrescere il livello qualitativo e di partecipazione alla politica.
Le correnti che designano a forza i loro rappresentanti a scapito di altri, bloccano questo processo, la persone di qualità non si dedicano alla politica se hanno sentore di questa operazione in atto, si sentiranno pedine di un gioco più grande … noi abbiamo bisogno di una moderna politica che abbia rispetto degli individui e ne motivi il loro miglioramento e la loro partecipazione.
2) I partiti devono cambiare anche le regole interne di accesso alla attività politica che sono, non solo incancrenite e vecchie, ma anche non più compatibili con una informazione non più verticistica e oscurantista , ma per fortuna a matrice…. che mette a nudo qualsiasi magagna in poco tempo .
I partiti devono affidare la responsabilità di gestione delle cose sia politiche che tecniche per competenze e non necessariamente per anni di militanza, altrimenti si torna a quello stesso meccanismo che ha ammazzato e continua ad ammazzare l’efficienza del lavoro nella nostra burocrazia nel parastato e in tutte le cariche pubbliche .. dove siamo quasi gli ultimi in Europa ….
La carriera in politica quindi , (vale a dire una sempre maggior e assunzione di responsabilità nel partito).. deve essere sottoposta a un largo e soprattutto eterogeneo spettro di elettori che conoscono il curriculum della persona , le sue qualità morali, la sua “capacita di sapere tirare fuori cose straordinarie da persone ordinarie” ……
3) I partiti devono selezionare alla perfezione i candidati . I curricula dei candidati aspiranti a qualsiasi incarico politico, oltre che essere approvati da una commissione etica costituita anche da esterni al partito, vanno resi pubblici e soprattutto resi noti a tutti i cittadini nei comuni, nelle scuole, nelle università nelle associazioni etc….
La pubblicazione e diffusione dei curricula và fatta molti mesi prima delle elezioni politiche e amministrative per potere essere attentamente valutati.
5) I partiti non devono quindi dedicarsi alla gestione del potere ( non necessariamente il capo di partito o la struttura dello stesso deve essere designato alla Presidenza del Consiglio o a cariche di politica esecutiva) ma essere un punto di riferimento e formazione per eccellenze del nostro paese, questo servirà da un lato a convincere una nuova e sana fetta di elettori a votare e dall’altro stimolare la partecipazione alla politica attiva di una nuova valida , trasparente e onesta cittadinanza .
6) Ultimo e più importante punto… Le nuove riforme istituzionali e la nuova legge elettorale (vedi mio articolo su forum PD) vanno viste anche in questa prospettiva … dovranno riuscire oltre che a fare governare in modo stabile e soprattutto efficiente la coalizione anche e soprattutto a creare dei meccanismi che obblighino tutti i partiti a procedere in questa direzione (selezionare una classe politica estremamente competitiva e altamente qualificata) e rendere il posizionamento di questa classe politica duraturo e influente nel panorama politico generale.
La Presidenza della Repubblica e gli organi Istituzionali competenti dovranno fare uno sforzo maggiore per informare adeguatamente i cittadini tramite televisione e stampa di queste nuove riforme al fine di incentivare in modo bipartisan la partecipazione e l’avvicinamento dei cittadini alla politica.
Cordialità Roma 13 gennaio 2008
Francesco Totino
Per riscontri, commenti e sostenere questo appello scrivere a totinofrancesco@tiscali.it
Sito web: http://economia,politica,svilu.....iscali.it/
Il 15 Gennaio 2008 alle 15:58 Legge elettorale: la versione di Bianco, tra concessioni e ultimatum » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Lui dice speranzoso: “È un testo equilibrato che recepisce le osservazioni delle forze politiche ed è un buon testo sui cui ritengo sia possibile lavorare”. A parlare è il presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato, Enzo Bianco, presentando, all’indomani del flop del vertice dell’Unione sulla riforma elettorale, la bozza che spera venga adottata come base per la riforma elettorale. [...]
Il 16 Gennaio 2008 alle 9:06 Legge elettorale: la versione di Bianco, tra concessioni e ultimatum » eBlog Network - Magazine ha scritto:
[...] Lui dice speranzoso: “È un testo equilibrato che recepisce le osservazioni delle forze politiche ed è un buon testo sui cui ritengo sia possibile lavorare”. A parlare è il presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato, Enzo Bianco, presentando, all’indomani del flop del vertice dell’Unione sulla riforma elettorale, la bozza che spera venga adottata come base per la riforma elettorale. [...]
Il 16 Gennaio 2008 alle 9:06 Legge elettorale: la versione di Bianco, tra concessioni e ultimatum » eBlog Network - Magazine ha scritto:
[...] Lui dice speranzoso: “È un testo equilibrato che recepisce le osservazioni delle forze politiche ed è un buon testo sui cui ritengo sia possibile lavorare”. A parlare è il presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato, Enzo Bianco, presentando, all’indomani del flop del vertice dell’Unione sulla riforma elettorale, la bozza che spera venga adottata come base per la riforma elettorale. [...]
Il 16 Gennaio 2008 alle 18:01 Sì ai referendum. Vincono il Cav e Veltroni. Prodi e i piccoli nei guai » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Una spinta al bipartitismo che va più o meno nella stessa direzione della trattativa avviata tra Pd e Pdl, cioè tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi. Un dialogo, però, che via via ha incontrato sempre maggiori ostacoli proprio a causa delle pressioni delle forze più piccole. Interessi di cui si era fatto in qualche modo garante Prodi. La decisione della Corte dunque rafforza Veltroni e Berlusconi. In realtà, un punto fermo c’è: a primavera, in una data tra il 15 aprile ed il 15 giugno, si terrà la consultazione. A meno che non si trovi quel famoso accordo sulla legge elettorale (che però, per legge, per vanificare il referendum dovrebbe rispecchiarne i contenuti). Oppure non venga interrotta la legislatura; insomma, non cada il governo. Stamani Romano Prodi ha respinto le dimissioni del ministro della Giustizia. Mastella ha preso alcuni giorni per riflettere. Chissà che, al di là del merito dell’inchiesta che coinvolge la consorte e mezzo partito, la riflessione non si protragga a lungo. [...]
Il 16 Gennaio 2008 alle 18:06 Sì ai referendum. Vincono il Cav e Veltroni. Prodi e i piccoli nei guai » eBlog Network - Magazine ha scritto:
[...] Una spinta al bipartitismo che va più o meno nella stessa direzione della trattativa avviata tra Pd e Pdl, cioè tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi. Un dialogo, però, che via via ha incontrato sempre maggiori ostacoli proprio a causa delle pressioni delle forze più piccole. Interessi di cui si era fatto in qualche modo garante Prodi. La decisione della Corte dunque rafforza Veltroni e Berlusconi. In realtà, un punto fermo c’è: a primavera, in una data tra il 15 aprile ed il 15 giugno, si terrà la consultazione. A meno che non si trovi quel famoso accordo sulla legge elettorale (che però, per legge, per vanificare il referendum dovrebbe rispecchiarne i contenuti). Oppure non venga interrotta la legislatura; insomma, non cada il governo. Stamani Romano Prodi ha respinto le dimissioni del ministro della Giustizia. Mastella ha preso alcuni giorni per riflettere. Chissà che, al di là del merito dell’inchiesta che coinvolge la consorte e mezzo partito, la riflessione non si protragga a lungo. [...]
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