[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10027/normal_mastella-divita-02.jpg)
Roma – Napoli solo andata. Il treno della crisi di governo, invocata e finora sempre scongiurata dal centrosinistra, corre lungo questa tratta, e vede Romano Prodi e Antonio Bassolino mediatori all’ultima stazione.
La situazione del governatore campano è più chiara di quella del Premier: c’è una data, il 25 gennaio, per la quale è fissata la mozione di sfiducia dell’opposizione, e ci sono due dimissionari di fatto perché coinvolti nell’inchiesta, l’assessore alla Legalità Andrea Abbamonte e quello all’Ambiente Luigi Nocera. Bassolino ha deciso di tenere per sé le due deleghe: l’equilibro politico è così precario da far correre il rischio di una crisi della giunta regionale, con un Udeur sempre più irritato e sul piede di guerra.
Quanto a Sandra Lonardo, se gli arresti non verranno revocati, sarà sospesa dalle sue funzioni. Con il rischio di una beffa. La prima dei non eletti, dunque destinata alla sostituirla, è Stefania Cascone, ovvero la rappresentante dell’Italia dei Valori nel listone Bassolino. Il partito di quel Di Pietro, ex pm e ministro delle Infrastrutture, che fino a ieri sul suo blog ha sparato a zero su “la casta” e su Mastella: Bassolino non si troverebbe in una situazione facile, rischiando di far implodere la sua maggioranza.
Se Sparta piange, Atene non ride. Romano Prodi, se vogliamo, è in una crisi ancora più delicata. L’Udeur di Clemente Mastella una degli aghi della bilancia di questa maggioranza: le sue dimissioni dal governo (”Ho sentito Prodi e confermo le dimissioni per la mia dignità, per la mia onorabilità, perché non voglio sentirmi della ‘casta”, ha detto oggi a Benevento) potrebbero diventare le campane a morto per l’attuale esecutivo. Anche se Mastella ha tuonato: ”È la crisi del sistema, non del governo”.
Non è un caso che Prodi gli avesse chiesto inizialmente di restare, nonostante nel suo discorso alla Camera il ministro della Giustizia abbia attaccato certe “frange estremiste della magistratura”. Parole che non sono affatto piaciute al premier e che, secondo alcuni dei suoi uomini più vicini, “sono troppo simili alle cose che pensa il centrodestra” .
Le “24 ore di tempo per pensarci”, che Prodi avrebbe inizialmente proposto al leader Udeur, sono state così l’ultimo tentativo di rinviare una crisi e prendere tempo. Tentativo però caduto nel vuoto. Dopo aver saputo di essere finito un’altra volta nel registro degli indagati, Clemente Mastella ha deciso di passare la mano, consegnando le deleghe sulla giustizia a Romano Prodi.
A tal proposito, le dichiarazioni, rilasciate nella conferenza stampa a Benevento, non hanno certo facilitato il compito a chi assumerà il posto di Mastella in via Arenula: “Vorrei dire agli italiani fidatevi della magistratura, della magistratura seria, ma non fidatevi di Gip particolari. Di quei Gip che per ragioni di incompetenza territoriale, prima arrestano, e poi dichiarano la propria incompetenza…”.
Ora, la soluzione che si prospetta è il tentativo (insperato) di una ricucitura interna alla maggioranza, attraverso la nomina di un tecnico, (magari gradito all’ex Guardasigilli). Resta il problema delle frasi di fuoco del leader Udeur che oggi ha rilanciato: “Se in questo Paese un gruppo di magistrati vuole mandare a casa un governo può farlo”. Per quanto riguarda il suo partito, poi, Mastella è chiaro: per il momento al Governo, in cui “non abbiamo più ministri daremo appoggio esterno”. E poi si chiede: “‘Per una nomina fatta che riguarda una persona illustre io sono accusato di concussione, ma allora perché non sono accusati anche gli altri partiti che in Campania hanno fatto nomine?” . Difficile immaginare come si potrà garantire adesso la compatibilità dell’Udeur con questa maggioranza. Il quadro non può essere più complicato.
Nel pomeriggio, Romano Prodi sarà prima alla Camera, poi al Senato: dovrà trovare una soluzione da riferire al Parlamento. Con simili premesse, nonostante la sua arcinota duttilità, la stabilità del suo esecutivo (così come quello di Bassolino) sembra essere un miracolo, se non addirittura un miraggio.
LEGGI ANCHE: Il discorso di Prodi alle Camere - Mastella e le intercettazioni: le ultime parole famose - Le notti insonni di Clemente, dall’indulto a De Magistris - Il dossier sul caso Mastella e l’inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere
DOCUMENTI: Gli atti dell’inchiesta pubblicati dal quotidiano online Casertace.it - La diretta VIDEO della seduta alla Camera
- Giovedì 17 Gennaio 2008
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Commenti
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Il 17 Gennaio 2008 alle 15:03 ppx ha scritto:
Mastella ha pronunciato frasi pesanti nei confronti della magistratura ed ha lasciato il Governo (Prodi) in una situazione molto imbarazzante, o Prodi prende le distanze o… cade, e sarebbe ora.
Il 17 Gennaio 2008 alle 15:26 olaffo ha scritto:
Vorrei dire al Ministro Mastella che ha la mia più totale comprensione e stima.
Si trova in un bel pasticcio e a me mi viene da pensare, almeno fino a quando gli atti processuali non saranno noti, che il motivo di tutto potrebbe essere il tentativo del giudice Maffei di mettersi in mostra, così da conquistare finalmente un pò di notorietà alla fine della sua finora oscura carriera, finita un pò nell’esilio di Santa Maria Capuavetere, lontano dalla sua Napoli dove abitava al Vomero, quartiere elegante della città partenopea.
La magistratura è sicuramente, mediamente, un organo rispettabilissimo e assai professionale. Ma non si offendino i magistrati per il “mediamente” che ricordo usò anche un notevolissimo ancorchè un pò stronzo personaggio di scienza quando, osservati tutti noi ricercatori in un aula universitaria, ci disse “mediamente avete la faccia intelligente”. Così anche i magistrati sono mediamente onesti e quindi è matematicamente possibile che capitino casi come quello di Mastella.
Allora con parziale accordo con l’ex ministro Tremonti, dovremmo prevedere un organo “al di sopra di ogni sospetto (non so, magari il Papa Ratzinger o qualcuno più in alto)” che controlli gli atti più delicati depositati dai signori Magistrati.
Vorrei che il Ministro Mastella tornasse al suo dicastero e mandasse un pochino a fan… la magistratura, almeno per la quota parte non appartenente a quella mediamente onesta.
Con i migliori saluti
Arrivederci
Il 17 Gennaio 2008 alle 15:47 Corrado Buccieri ha scritto:
Credo che l’immondizia stia dando i suoi risultati. Ci stanno dentro tutti.
Per quanto agli osanna di solidarietà a Mastella che pur avendo giustamente lasciato il ministero continua ad avere
il suo lauto stipendio e la sua bella villa, penso solo se il caso fosse successo ad un dipendente lavoratore che a stento
arriva a fine mese…. se disprezzato, avesse avuto il coraggio di perdere quel poco…. di sopravvivenza.
Il 17 Gennaio 2008 alle 19:04 gianniguelfi ha scritto:
Ma quale crisi.
Il compagno Clemente assicurerà l’ appoggio esterno. Intanto, in attesa del suo ritorno, zio Romano penserà a tenergli in caldo la poltrona con il suo ben noto fattore Q.
http://gianniguelfi.ilcannocch.....iale.it
Il 18 Gennaio 2008 alle 9:17 luanmagi ha scritto:
se pur contento delle dimissioni, da tempo dovute, mi rattristo per le modalità con cui sono maturate. E mi spiego. le coincidenze dell’attacco fatto da un p.m. che si dichiara incompetente, mi creano un duplice dubbio:
il primo, da tutti citato, che alla magistratura non stesse bene la relazione “politica” che il ministro doveva presentare al parlamento, e fin qui ci potrebbe stare, ancorchè rappresenti una rottura del sistema;
il secondo dubbio, atroce, che mi rode, viste le coincidenze, è che si stia assistendo a una una guerra di camorra ai vertici “alti”, e mastella sia per ora sconfitto, mentre Bassolino e Pecoraro restano in sella e sono vincitori. Con l’aiuto della magistratura. Spero che la magistratura faccia in fretta il suo lavoro e fughi qualsiasi dubbio. se così non fosse, difficile sostenere che una certa parte non sia collusa con la stessa camorra che dovrebbe combattere.
E’ vero che il fine giustifica i mezzi, ma non così si rifonda il paese. noi non abbiamo bisogno di aiuti del genere, siamo la maggioranza democratica del paese. Prodi se ne deve andare, che è finito lo dovrebbe aver ormai capito, è il vecchio che deve cedere il passo al nuovo…
Il 18 Gennaio 2008 alle 15:39 Rifiuti e non solo sul Carrozzone Bassolino » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Un carrozzone dove i costi scriteriati sono ordinari: convegni di dubbia utilità, corsi fantasma, ben pagati consulenti, società create per far poco o niente. “La corruzione moderna non si fa con le mazzette, ma con le iniziative inutili, i posti di lavoro, le poltrone nei consigli d’amministrazione” sostiene il senatore Massimo Villone, un passato da fedelissimo di Bassolino e un presente da strenuo polemista contro il governatore. “Un meccanismo quasi sempre lecito, perfetto. Ma basato sugli sprechi. Che impedisce la modernizzazione e influenza la vita dei campani”. Le tonnellate di rifiuti che soffocano la città lo dimostrano. La Finanziaria approvata dalla Regione a fine anno è stata annunciata come rigorosissima. Eppure, a leggerla attentamente, qualche dubbio viene. Tenete a mente questa sigla: Arcadis. In futuro potrebbe far parlare di sé. Dietro il nome poetico si nasconde la nascitura Agenzia regionale per la difesa del suolo. Secondo quanto scritto nella Finanziaria, verrà costituita in primavera. Ricordate la frana che il 5 maggio del 1998 seppellì il Sarno e uccise 136 persone? Allora venne creato un commissariato guidato da Antonio Bassolino, dello stesso tipo di quello per l’emergenza rifiuti. Altrettanto elefantiaco: 185 dipendenti. Ugualmente succhiasoldi: tanto da aver già bruciato 650 milioni di euro. E i risultati? Non disastrosi come la struttura che avrebbe dovuto risolvere il problema dell’immondizia, ma nemmeno confortanti. Ci sono paesi come Bracigliano e San Felice a Cancello dove, ammette il coordinatore Agostino Magliulo, “i lavori sono fermi al 30 per cento”. Adesso c’è chi teme il peggio. La struttura, per volere della giunta regionale, confluirà nell’Arcadis. Non da sola, ma assieme al Commissariato per l’emergenza bonifica e tutela delle acque, guidato ancora da Bassolino. Con quali risultati? “Modestissimi: solo qualche pulizia superficiale” sostiene il forzista Paolo Russo, ex presidente della commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti. “Anche perché i fondi di questo ente sono stati dirottati altrove”. Ciò non ha impedito di assumere nel corso degli anni 97 dipendenti. Come questo commissariato confluirà nell’Arcadis quello per la bonifica del fiume Sarno: altri 49 lavoratori. Il totale fa 331. “Un carrozzone annunciato” secondo il capo dell’opposizione alla Regione, Francesco D’Ercole. “E di scarsa utilità, visto che di queste cose si occupano già altri”. L’assessore regionale all’Ambiente, Luigi Nocera (uomo di Mastella e finito nell’inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere), afferma che nell’Arcadis confluiranno “non più di 200 dipendenti”. Però i precedenti non fanno ben sperare. Resta comunque il dato storico: tre commissariati straordinari finanziati dal governo procedono senza nessuna urgenza, a una velocità da bradipo. Fino a essere inglobati nei ranghi della Regione. I soldi chi li mette? Nessuno lo sa. Un aiutino lo Stato non potrà probabilmente negarlo. Il resto lo sborserà la Regione. Significa trovare risorse per centinaia di stipendi e alti costi di funzionamento. Ma la Finanziaria appena approvata non prometteva rigore? Non sempre. Non per tutti. Come giustificare altrimenti i 5 milioni di euro destinati al Madre, il museo d’arte contemporanea diventato il fiore all’occhiello di don Antonio? Un fiore costosissimo. I conti li ha fatti recentemente il consigliere regionale di An Salvatore Ronghi: “Più di 61 milioni di euro spesi in meno di 4 anni. Per un museo che ha pochissimi visitatori e non espone un solo artista napoletano”. In effetti, l’ex viceré di Napoli per l’arte non lesina. Alla mostra Un anno al Madre il 17 dicembre 2007 sono stati concessi 3.812.939 euro. Il 7 dicembre si sono volatilizzati altri soldi: 1.009.330 euro. Il 28 settembre, per le esposizioni di Rachel Whiteread, Marisa Merz e Claude Closky la giunta ha elargito 1 milione tondo. Lo stesso giorno altri 300 mila euro sono serviti ad acquistare un cavallo dello scultore Mimmo Paladino; e qualche tempo prima alcune opere dell’artista indiano Anish Kapoor erano costate oltre 2 milioni di euro (spesa “molto contenuta” secondo la delibera d’acquisto). Ora, anche a rischio di apparire insensibili verso l’arte: più di 10 milioni di euro in 3 mesi per autori contemporanei sono o no un’enormità? Soprattutto in Campania, e in questo momento. Specialmente con i soldi dei cittadini. E come considerare i 750 mila euro stanziati, ancora nell’ultima Finanziaria, per la Fondazione culturale Ezio De Felice? Ha avuto addirittura l’onore di meritare da sola l’articolo 77 della legge. Di che si occupa? Mistero. L’unica cosa certa è il nome della presidentessa: Eirene Sbriziolo, ex assessore regionale all’Urbanistica, di sicura fede bassoliniana. Enti, fondazioni, istituzioni: i beneficiati dagli stanziamenti sono innumerevoli. “Anche negli ultimi tempi, sebbene il mastodontico debito regionale continui a crescere, l’andazzo non cambia” lamenta il consigliere regionale azzurro Fulvio Martusciello. Le voci di spesa sono le più fantasione. Il 29 gennaio 2007 viene comunicato che 211 mila euro andranno all’Università Federico II per il progetto di ricerca “Valutazione dei rischi per il consumatore da molluschi bivalvi”. Il 2 marzo è approvato l’ennesimo finanziamento per la scorsa edizione del Vinitaly: 200 mila euro da sommare a 1,1 milioni già concessi e a 1,850 milioni serviti per allestire lo stand della Regione Campania. Cifra alta, ma giustificata dal coinvolgimento dell’architetto Gae Aulenti, incaricato di progettare una struttura “a cielo capovolto”. A fare due conti, 3,150 milioni di euro per promuovere i vini campani. Attività forse utile, certamente cara. L’11 maggio la giunta decide di finanziare con la bellezza di 400 mila euro il progetto “Una voce per Padre Pio”, programma tv condotto da Massimo Giletti. Mentre risale al 9 luglio l’attesissima comunicazione dell’accordo per l’”Osservatorio sul nocciolo“. C’è poco da ridere. Già nel 2004 la Campania aveva incaricato la Nomisma, società di studi economici fondata da Romano Prodi, di svolgere uno studio di fattibilità. Ottenuto parere positivo, Bassolino e i suoi si erano industriati. Il contributo concesso ammonta a 334.772 euro: Giffoni Valle Piana, Salerno, diverrà la capitale del noto frutto. Per l’Osservatorio non si baderà a spese: sono previste sette assunzioni. Tra cui un coordinatore, che percepirà 100 mila euro l’anno. A Giffoni hanno gradito l’interessamento. Difatti lo scorso 16 dicembre il Comune ha consegnato nelle mani di Andrea Cozzolino, assessore regionale alle Attività produttive e bassoliniano di ferro, il premio Nocciola d’oro. È andata peggio all’assessore per le Politiche giovanili Rosa D’Amelio, fischiata a più non posso lo scorso 18 luglio mentre annunciava trionfale, a nome del governatore si capisce, lo stanziamento (regionale, ovviamente) di 30 milioni per la nascita della Multimedia Valley. Con Giffoni la regione non ha fatto economia. Altri 5 milioni di euro serviranno per un altro ambizioso progetto: il Museo del mare. Splendida idea, non fosse che a Giffoni il mare non lo vedono neppure con il binocolo. Come si giustifica tanto attivismo? L’ex sindaco della città, Ugo Carpinelli, compagno di partito di Bassolino, siede in consiglio regionale. Sarà un caso? Progetti, programmi, tavole planimetriche: attività in cui a Palazzo Santa Lucia, sede della giunta, sembrano eccellere. Lo scorso 17 luglio la giunta si è però superata: 21,385 milioni da investire in 36 studi di fattibilità. Il bello però deve ancora venire. Il 15 per cento di questa montagna di soldi servirà per gli studi di prefattibilità. Che significa? Con più di 3 milioni si stabilirà se è davvero il caso di avviare un progetto, che a sua volta studierà la possibilità di avviare lo stesso progetto di prima. In una parola: fuffa. Miriadi di dettagli inutili, cavilli buoni per sperperare. Qualche esempio: per 1,5 milioni un gruppo di teste d’uovo pagate dalla Regione stabilirà se e come “valorizzare le risorse endogene” del turismo; un altro manipolo, grazie a 700 mila euro, dirà quanto è stringente “la riqualificazione urbana dei siti Unesco”. [...]
Il 18 Gennaio 2008 alle 16:12 Rifiuti e non solo sul Carrozzone Bassolino » eBlog Network - Magazine ha scritto:
[...] Un carrozzone dove i costi scriteriati sono ordinari: convegni di dubbia utilità, corsi fantasma, ben pagati consulenti, società create per far poco o niente. “La corruzione moderna non si fa con le mazzette, ma con le iniziative inutili, i posti di lavoro, le poltrone nei consigli d’amministrazione” sostiene il senatore Massimo Villone, un passato da fedelissimo di Bassolino e un presente da strenuo polemista contro il governatore. “Un meccanismo quasi sempre lecito, perfetto. Ma basato sugli sprechi. Che impedisce la modernizzazione e influenza la vita dei campani”. Le tonnellate di rifiuti che soffocano la città lo dimostrano. La Finanziaria approvata dalla Regione a fine anno è stata annunciata come rigorosissima. Eppure, a leggerla attentamente, qualche dubbio viene. Tenete a mente questa sigla: Arcadis. In futuro potrebbe far parlare di sé. Dietro il nome poetico si nasconde la nascitura Agenzia regionale per la difesa del suolo. Secondo quanto scritto nella Finanziaria, verrà costituita in primavera. Ricordate la frana che il 5 maggio del 1998 seppellì il Sarno e uccise 136 persone? Allora venne creato un commissariato guidato da Antonio Bassolino, dello stesso tipo di quello per l’emergenza rifiuti. Altrettanto elefantiaco: 185 dipendenti. Ugualmente succhiasoldi: tanto da aver già bruciato 650 milioni di euro. E i risultati? Non disastrosi come la struttura che avrebbe dovuto risolvere il problema dell’immondizia, ma nemmeno confortanti. Ci sono paesi come Bracigliano e San Felice a Cancello dove, ammette il coordinatore Agostino Magliulo, “i lavori sono fermi al 30 per cento”. Adesso c’è chi teme il peggio. La struttura, per volere della giunta regionale, confluirà nell’Arcadis. Non da sola, ma assieme al Commissariato per l’emergenza bonifica e tutela delle acque, guidato ancora da Bassolino. Con quali risultati? “Modestissimi: solo qualche pulizia superficiale” sostiene il forzista Paolo Russo, ex presidente della commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti. “Anche perché i fondi di questo ente sono stati dirottati altrove”. Ciò non ha impedito di assumere nel corso degli anni 97 dipendenti. Come questo commissariato confluirà nell’Arcadis quello per la bonifica del fiume Sarno: altri 49 lavoratori. Il totale fa 331. “Un carrozzone annunciato” secondo il capo dell’opposizione alla Regione, Francesco D’Ercole. “E di scarsa utilità, visto che di queste cose si occupano già altri”. L’assessore regionale all’Ambiente, Luigi Nocera (uomo di Mastella e finito nell’inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere), afferma che nell’Arcadis confluiranno “non più di 200 dipendenti”. Però i precedenti non fanno ben sperare. Resta comunque il dato storico: tre commissariati straordinari finanziati dal governo procedono senza nessuna urgenza, a una velocità da bradipo. Fino a essere inglobati nei ranghi della Regione. I soldi chi li mette? Nessuno lo sa. Un aiutino lo Stato non potrà probabilmente negarlo. Il resto lo sborserà la Regione. Significa trovare risorse per centinaia di stipendi e alti costi di funzionamento. Ma la Finanziaria appena approvata non prometteva rigore? Non sempre. Non per tutti. Come giustificare altrimenti i 5 milioni di euro destinati al Madre, il museo d’arte contemporanea diventato il fiore all’occhiello di don Antonio? Un fiore costosissimo. I conti li ha fatti recentemente il consigliere regionale di An Salvatore Ronghi: “Più di 61 milioni di euro spesi in meno di 4 anni. Per un museo che ha pochissimi visitatori e non espone un solo artista napoletano”. In effetti, l’ex viceré di Napoli per l’arte non lesina. Alla mostra Un anno al Madre il 17 dicembre 2007 sono stati concessi 3.812.939 euro. Il 7 dicembre si sono volatilizzati altri soldi: 1.009.330 euro. Il 28 settembre, per le esposizioni di Rachel Whiteread, Marisa Merz e Claude Closky la giunta ha elargito 1 milione tondo. Lo stesso giorno altri 300 mila euro sono serviti ad acquistare un cavallo dello scultore Mimmo Paladino; e qualche tempo prima alcune opere dell’artista indiano Anish Kapoor erano costate oltre 2 milioni di euro (spesa “molto contenuta” secondo la delibera d’acquisto). Ora, anche a rischio di apparire insensibili verso l’arte: più di 10 milioni di euro in 3 mesi per autori contemporanei sono o no un’enormità? Soprattutto in Campania, e in questo momento. Specialmente con i soldi dei cittadini. E come considerare i 750 mila euro stanziati, ancora nell’ultima Finanziaria, per la Fondazione culturale Ezio De Felice? Ha avuto addirittura l’onore di meritare da sola l’articolo 77 della legge. Di che si occupa? Mistero. L’unica cosa certa è il nome della presidentessa: Eirene Sbriziolo, ex assessore regionale all’Urbanistica, di sicura fede bassoliniana. Enti, fondazioni, istituzioni: i beneficiati dagli stanziamenti sono innumerevoli. “Anche negli ultimi tempi, sebbene il mastodontico debito regionale continui a crescere, l’andazzo non cambia” lamenta il consigliere regionale azzurro Fulvio Martusciello. Le voci di spesa sono le più fantasione. Il 29 gennaio 2007 viene comunicato che 211 mila euro andranno all’Università Federico II per il progetto di ricerca “Valutazione dei rischi per il consumatore da molluschi bivalvi”. Il 2 marzo è approvato l’ennesimo finanziamento per la scorsa edizione del Vinitaly: 200 mila euro da sommare a 1,1 milioni già concessi e a 1,850 milioni serviti per allestire lo stand della Regione Campania. Cifra alta, ma giustificata dal coinvolgimento dell’architetto Gae Aulenti, incaricato di progettare una struttura “a cielo capovolto”. A fare due conti, 3,150 milioni di euro per promuovere i vini campani. Attività forse utile, certamente cara. L’11 maggio la giunta decide di finanziare con la bellezza di 400 mila euro il progetto “Una voce per Padre Pio”, programma tv condotto da Massimo Giletti. Mentre risale al 9 luglio l’attesissima comunicazione dell’accordo per l’”Osservatorio sul nocciolo“. C’è poco da ridere. Già nel 2004 la Campania aveva incaricato la Nomisma, società di studi economici fondata da Romano Prodi, di svolgere uno studio di fattibilità. Ottenuto parere positivo, Bassolino e i suoi si erano industriati. Il contributo concesso ammonta a 334.772 euro: Giffoni Valle Piana, Salerno, diverrà la capitale del noto frutto. Per l’Osservatorio non si baderà a spese: sono previste sette assunzioni. Tra cui un coordinatore, che percepirà 100 mila euro l’anno. A Giffoni hanno gradito l’interessamento. Difatti lo scorso 16 dicembre il Comune ha consegnato nelle mani di Andrea Cozzolino, assessore regionale alle Attività produttive e bassoliniano di ferro, il premio Nocciola d’oro. È andata peggio all’assessore per le Politiche giovanili Rosa D’Amelio, fischiata a più non posso lo scorso 18 luglio mentre annunciava trionfale, a nome del governatore si capisce, lo stanziamento (regionale, ovviamente) di 30 milioni per la nascita della Multimedia Valley. Con Giffoni la regione non ha fatto economia. Altri 5 milioni di euro serviranno per un altro ambizioso progetto: il Museo del mare. Splendida idea, non fosse che a Giffoni il mare non lo vedono neppure con il binocolo. Come si giustifica tanto attivismo? L’ex sindaco della città, Ugo Carpinelli, compagno di partito di Bassolino, siede in consiglio regionale. Sarà un caso? Progetti, programmi, tavole planimetriche: attività in cui a Palazzo Santa Lucia, sede della giunta, sembrano eccellere. Lo scorso 17 luglio la giunta si è però superata: 21,385 milioni da investire in 36 studi di fattibilità. Il bello però deve ancora venire. Il 15 per cento di questa montagna di soldi servirà per gli studi di prefattibilità. Che significa? Con più di 3 milioni si stabilirà se è davvero il caso di avviare un progetto, che a sua volta studierà la possibilità di avviare lo stesso progetto di prima. In una parola: fuffa. Miriadi di dettagli inutili, cavilli buoni per sperperare. Qualche esempio: per 1,5 milioni un gruppo di teste d’uovo pagate dalla Regione stabilirà se e come “valorizzare le risorse endogene” del turismo; un altro manipolo, grazie a 700 mila euro, dirà quanto è stringente “la riqualificazione urbana dei siti Unesco”. [...]
Il 22 Gennaio 2008 alle 16:59 Non solo Prodi. Da Nord a Sud è tutta una crisi per il centrosinistra » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Da Torino a Napoli, passando per Firenze e Bologna ma senza dimenticare la Puglia. Il centrosinistra soffre, si spacca e rischia di finire in minoranza non solo a Roma. La fragilità dell’esecutivo fa tremare lo Stivale intero e non risparmia quasi nessuno degli enti locali amministrati dalla stessa coalizione che finora ha tenuto a galla Romano Prodi. Per disegnare il diagramma della crisi basta partire da Torino, dove da giorni è in atto una vera e propria resa dei conti interna al Pd e una rottura sempre più profonda tra moderati e Rifondazione. La tregua è arrivata solo ieri, con un documento che sana le fratture interne al partito di Veltroni, ma che non scioglie le divergenze con gli altri alleati. A Bologna, Cofferati non se la passa meglio. Dopo aver presentato “il piano B” per continuare a governare la città e salvare la sua giunta, la sua situazione non è migliorata di molto. L’ala radicale è rimasta fuori della coalizione, e per amministrare il “sindaco sceriffo” deve così contare sui due voti determinanti della Sinistra Democratica, che non smette di inviare messaggi poco concilianti, continuando a proporre elezioni anticipate. Se Cofferati, seppure con qualche difficoltà, governa, ieri a Firenze la sinistra radicale ha mandato in frantumi la maggioranza comunale. Verdi, Rifondazione, Comunisti italiani e Sinistra democratica hanno fatto affondare una delibera sulla fusione delle Spa dell’acqua, facendo infuriare il sindaco Leonardo Dominici e il Pd toscano, che ha già fatto sapere di voler sfiduciare il presidente del consiglio comunale Cruccolini, targato Sd e considerato uno dei principali oppositori alla delibera. L’opposizione avverte che “la maggioranza non c’è più”, nel frattempo il primo cittadino fiorentino riferisce a Veltroni e a Claudio Martini, presidente della regione toscana. Ma è lo stesso Martini a non trovarsi in una situazione più rosea. La scorsa settimana ha allargato la sua maggioranza a Rifondazione ed è subito scoppiato il problema poltrone. La sinistra massimalista si sente “sottorappresentata” e vuole nominare almeno un assessore in più e il vicepresidente. Al Sud le cose non vanno meglio. Col passare delle ore, in Campania la situazione si complica. Dopo gli arresti del presidente del consiglio regionale Sandra Lonardo e le prime avvisaglie di crisi, gli uomini di Mastella hanno abbandonato la maggioranza sia nella Provincia che nel municipio di Caserta e hanno minacciato di togliere il proprio sostegno anche alla Regione. Intanto, l’Italia dei Valori non perde occasione per dire che “l’esperienza Bassolino deve considerarsi conclusa”, i socialisti si dicono certi che “questo esecutivo non durerà fino al 2010″ e il segretario di Rifondazione Comunista, Franco Giordano dichiara lapidario: “si è chiuso un ciclo politico. Andiamo a votare in autunno”. Persino la Puglia risente dell’effetto-crisi. L’esperimento Vendola, celebrato come “prototipo della sinistra al governo” e “modello vincente delle vere primarie”, inizia a scricchiolare per l’enorme deficit sanitario pregresso. La scorsa settimana, il governatore pugliese ha convocato un vertice di cinque ore con tutti gli assessori. Nessuna poltrona è saltata (almeno per ora), ma alla fine Vendola ha comunque attaccato “una mentalità ministerialista incapace di guardare al d là delle proprie competenze”. Ed il Pd intanto ha avvertito: “sosterremo il governo regionale, ma non in maniera incondizionata. Il partito non vuole coprire scelte che non ha contribuito a determinare, ma compartecipare alla strategia di rilancio secondo regole di evidenza e legalità”. Quattro città (Torino, Bologna, Firenze, Napoli), quattro regioni (Piemonte, Toscana, Campania, Puglia), otto amministrazioni, tutte governate dal centrosinistra. C’è n’è abbastanza perché qualcuno sostenga che “la crisi di un governo sembra la crisi di un’intera stagione politica e di un progetto”, quello dell’Ulivo, iniziato coi migliori auspici ormai tredici anni fa. [...]
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