Giustizia e riforme, Prodi si prepara a un’altra settimana calda

Romano Prodi
Un intricato labirinto di prove parlamentari attende il premier Romano Prodi, che si lascia alle spalle una settimana già difficile: il ciclone giustizia che ha investito l’Udeur, le dimissioni di Mastella, la spada di Damocle della mozione di sfiducia ad Alfonso Pecoraro Scanio si saldano con la partita della legge elettorale, rendendo gli equilibri del governo ancora più precari. A complicare tutto ci si mette la roulette delle notizie legate alle inchieste giudiziarie: il rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi, la condanna in primo grado per Totò Cuffaro. La confusione è alta, ma c’è una certezza: si avvicinano ore decisive e prima o poi il pallino dovrà fermarsi.

I fronti aperti sono davvero molti. Nella ricerca di un’intesa sulla riforma del sistema di voto sono al lavoro le diplomazie di entrambi gli schieramenti. Il Partito democratico sa che andare alle elezioni sarebbe una mossa ad alto rischio, e così gioca ancora la carta dell’accordo. La parola d’ordine è avanti tutta sulla Bozza Bianco, magari in versione corretta. Ed è proprio di legge elettorale che avrebbero parlato a lungo oggi il vicepremier Massimo D’Alema e Walter Veltroni. Il leader del Pd in serata fa mostra di ottimismo: “Siamo ad un passo da una soluzione. Si tratta di trovare un compromesso tra quanto chiedono gli azzurri e il testo messo a punto dalle altre forze politiche”. Apertura non ripagata oggi, almeno apparentemente, dal presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi, che intuisce l’estrema fragilità dell’esecutivo, e torna a insistere per votare, e votare subito.

L’Unione ha davanti a sé ancora qualche giorno per cercare di rimettere insieme i pezzi del puzzle. Primo appuntamento in Parlamento: martedì con il voto sulla relazione giustizia il premier sarà presente in veste di Guardasigilli. Una prassi complicata quest’anno dalla vicenda Mastella. L’Udeur punta i piedi e fa intendere di voler ottenere una votazione non solo sul testo depositato ma anche sull’intervento tenuto dall’ex Guardasigilli a Montecitorio il giorno delle sue dimissioni. Se così fosse sarebbe difficile convincere l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro a mantenere la disciplina di coalizione, dal momento che il partito dell’ex pm non è disposto a votare l’affondo contro le toghe. Prodi per restare alla guida dovrà comunque superare più di una prova: ammesso che riesca a passare indenne il passaggio alla Camera, si troverà a dover fare scudo a due diverse partite che si giocano a Palazzo Madama. Il bicameralismo perfetto pretende che sulla Giustizia giovedì vada in onda il bis al Senato, mentre il giorno prima i senatori voteranno la mozione di sfiducia al ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. E i numeri a Palazzo Madama traballano più del solito: i diniani non sembrano disposti a dare il loro appoggio, di senatori a vita non si sa ancora quanti potranno essercene, sull’atteggiamento dell’Udeur non si sa, e lo spettro di qualche imboscata aleggia insistentemente.

Commenti

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Il 19 Gennaio 2008 alle 18:53 fercas ha scritto:

Penso che Prodi non abbia dignità (se mai ne ha avuta); in queste condizioni di governo non capisco cosa speri o aspiri! Certamente sà che cadendo il governo lui politicamente sarà un uomo morto ma ciò non giustifica un comportamento politico che porta solo del danno e nulla più. La politica è corrotta ai massimi livelli, si cerca disperatamente di stoppare il magistrato che, per motivi vari, cerca di inchiappettare il politico e dico motivi vari perchè non si capisce altrimenti i comportamenti omissivi della magistratura napoletana nell’affare rifiuti mentre è stata di una sollecitudine eccezzionale nel caso delle raccomandazioni berlusconiane! Nel feudo di Mastella la gente fà quadrato intorno al suo monsignore e questo indica soltanto che le elargizioni di favori da parte di Mastella e consorte sono state numerosissime! Peccato però che i relativi costi li ha dovuti sopportare la collettività e non il clan mastelliano! Procuratori che vengono defenestrati perchè indagano sui politici! Politici che giustificano il loro malcostume con il fatto che così fan tutti! Senza tener in nessun conto che quei comportamenti sono delittuosi! Cuffàro che viene condannato a cinque anni di reclusione diconsi cinque anni e non giorni e lui che dice? Di essere contento perchè non ha aiutato la mafia e, per tale motivo, non si dimette! Inaudito! due miliardi di euro ingoiati in Campania per l’emergenza rifiuti e nessun indagato, ma l’ex ministro Mastella si è ben guardato di mandare gli ispettori a controllare perchè la magistratura fosse latitante! A De Magistris viene avocata l’inchiesta perchè si è dato troppo da fare, ma i testi di giurisprudenza insegnano che l’avocazione è istituto che viene attivato per l’inerzia del magistrato inquirente qui, le parti si sono invertite! Che spettacolo indegno!!! Ma cosa aspettano gli italiani ad alzare la voce ed a farsi sentire anziche limitarsi a mandarli a fare in c..o! Cordialità.

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