Mastella contro il giudice Maffei: “Una macchietta di YouTube”. I video

Il procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere Mariano Maffei durante la conferenza stampa di oggi a palazzo di giustizia | Ansa
Impietoso come sa essere, il web sta costruendo un nuovo mito. Si tratta di Mariano Maffei, procuratore capo a Santa Maria Capua Vetere. Il giudice con il quale da qualche giorno l’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella ha incrociato la spada.
Chi è Maffei? “Un servitore dello Stato che per ben 44 anni ha amministrato la giustizia con altissima professionalità, con spiccato senso del dovere, con il massimo impegno, con autonomia e indipendenza assoluta”. E così si descrive lui stesso, nel corso dell’affollata conferenza stampa in cui, oltre a spiegare i motivi dell’azione giudiziaria ai danni dei Mastella (e di metà Udeur campano), il procuratore ha anche risposto all’ex Guardasigilli: “La polemica sollevata in Parlamento dal ministro è disgustosa”.
Se non fosse, che accerchiato dai giornalisti e probabilmente poco abituato alle telecamere, l’anziano magistrato ha dato in escandescenze e dopo che il video intergrale di quella malgestita comunicazione alla stampa è andato in onda a Matrix, è arrivato YouTube a rilanciarlo come clip più cliccata del momento. Complice quel marcato accento campano e quell’aspetto un po’ rigido da personaggio d’altri tempi.
Mastella non si è lasciato sfuggire l’occasione di attaccare: “Essere giudicati da uno come lui è malagiustizia. Per carità, massimo rispetto per tantissimi magistrati ma essere giudicati da gente così fa paura ad un cittadini. È sconvolgente” ha aggiunto Mastella “che un giudice incompetente arresti le persone ammazzando così famiglie. Io posso difendermi pubblicamente attraverso voi giornalisti, però gente come questa comporta drammi umani nelle famiglie. Un giudice che è diventato una macchietta su Youtube…”.

Ecco i VIDEO:


Commenti

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Il 18 Gennaio 2008 alle 18:38 Mastella: mi hanno lasciato solo. Il Governo? Futuro pieno di incognite » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] LEGGI ANCHE: Mastella contro il giudice Maffei: “Una macchietta di YouTube”. I video - Il dossier sul caso Mastella [...]

Il 19 Gennaio 2008 alle 12:38 Libero pensiero e libertà negata « Idee in libertà ha scritto:

[...] Vi fareste giudicare da questo giudice? Mastella contro il giudice Maffei: “Una macchietta di YouTube”. I video [...]

Il 20 Gennaio 2008 alle 10:16 luanmagi ha scritto:

certo che dal punto di vista estetico, tutti e due, in video, fanno un tantinello … diciamo che non sembrano molto adatti per la comunicazione di massa. Il che incide non poco sull’opinione di chi guarda… se fossi come Mastella userei molto di più la radio, dove la gente ascolta…

Il 8 Ottobre 2008 alle 13:04 Faide in procura. E Clemente si gode la rivincita » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] I magistrati della procura di Santa Maria Capua Vetere che hanno indagato su Clemente Mastella e hanno firmato la richiesta d’arresto di sua moglie, Sandra Lonardo, sono finiti sotto inchiesta a Roma. Le accuse (abuso d’ufficio, omissione di atti d’ufficio, ma si parla pure di calunnia) non riguardano direttamente quel procedimento, ma vicende che a esso si intrecciano. Nelle scorse settimane il pm romano Giancarlo Amato ha inviato diversi avvisi di garanzia. Due sono stati recapitati all’ex procuratore sammaritano Mariano Maffei (oggi presidente della commissione tributaria regionale, che dichiara: “Ufficialmente non mi risulta niente. Ma anche se fosse, questa notizia costituirebbe una grave violazione del segreto istruttorio”) e al pm Alessandro Cimmino. Entrambi avevano firmato la richiesta di misura cautelare per Lonardo. Sono finiti sotto indagine anche i pm Maria Di Mauro (accusata da alcuni colleghi di conflitto d’interessi per un paio di inchieste sulla asl di cui il marito è consulente legale) e Luigi Landolfi. Le informazioni di garanzia sono la conseguenza di una guerra intestina alla procura, con accuse di mobbing, esposti, denunce e inchieste che sono stati esaminati nei mesi scorsi dall’ispettorato del ministero della Giustizia, dalla procura generale di Napoli e dal Consiglio superiore della magistratura. E ora sono finiti sul tavolo di Amato e del collega Antonangelo Racanello che si occupa di un filone collegato. A gennaio la procura casertana era diventata la più famosa d’Italia. Infatti, dopo aver ottenuto l’arresto di Lonardo, presidente del consiglio regionale, aveva causato le dimissioni di Mastella che hanno portato alla caduta del governo Prodi. Per l’ex guardasigilli dietro quell’inchiesta c’era un mandante politico e aveva sottolineato i rapporti di parentela di Maffei con Alessandro De Franciscis, nipote della moglie e presidente della Provincia di Caserta, ex papavero dell’Udeur passato al Pd. Ma la sua era sembrata una difesa d’ufficio. Gli avvisi di garanzia spediti dalla capitale ribadiscono, invece, che in quella procura qualcosa, forse, non funzionava per davvero. A mettere in moto l’inchiesta è stato un esposto inviato 10 mesi fa alla procura generale di Napoli da tre magistrati di Santa Maria Capua Vetere: il procuratore aggiunto Paolo Albano, i pm Donato Ceglie e Filomena Capasso. Nel documento parlavano di “un clima insostenibile di sospetti, di comportamenti vessatori, di illecite indagini condotte su colleghi del medesimo ufficio, tra i quali gli scriventi, e di iniziative spesso estranee a qualsiasi perimetro legale di corretto esercizio della funzione giudiziaria”. Comportamenti che avrebbero dilaniato la procura: “Un tale complesso di reiterate, indebite e ingiustificabili condotte poste in essere dal procuratore Mariano Maffei, con il concorso e il sostegno di tre suoi “fidati” sostituti, i dottori Maria Di Mauro, Alessandro Cimmino e Luigi Landolfi, non poteva non riverberarsi, con conseguenze non più rimediabili, sulla serenità di molti dei magistrati in servizio, nonché sulla corretta conduzione della procura”. Non basta. Per loro ci sarebbe stato un “accanimento nei confronti di coloro anche solo sospettati di non essere omologhi alla volontà di chi lo dirige”. Ora i pm romani dovranno stabilire se queste accuse siano veritiere. Una cosa è chiara: a Santa Maria Capua Vetere nei mesi scorsi si sono fronteggiati due schieramenti di magistrati con visioni molto diverse sulla conduzione delle inchieste e su chi indagare. Da una parte Maffei e i suoi, dall’altra Albano, Ceglie, Capasso, Carlo Fucci (già segretario dell’Associazione nazionale magistrati ritenuto vicino a Mastella) e Silvio Marco Guarriello. [...]

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