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Gli scontri con la polizia a Pianura, la sera del 7 gennaio
Pianura, vecchia discarica sequestrata e nuovo sito di stoccaggio. Distano pochi metri l’area nel mirino della magistratura per le ipotesi di reato di “epidemia colposa e disastro ambientale” e quella scelta dal commissario straordinario Gianni De Gennaro per depositare 20 mila tonnellate di rifiuti. Si tratterà però, assicura lo stesso commissario, solo di ecoballe. Si concentrano ancora intorno a questo quartiere, teatro delle proteste più violente di due settimane fa, i problemi e le possibili soluzioni dell’emergenza napoletana.
La procura di Napoli ha disposto il “sequestro probatorio” dell’intera discarica di Contrada Pisani, a Pianura. I carabinieri del comando provinciale hanno eseguito il provvedimento che nasce dalle segnalazioni di numerosi abitanti della zona. Da anni infatti le famiglie residenti denunciano malattie gravi, tumori, malformazioni e decessi legati alla vicinanza con la discarica. Ora la magistratura vuole verificare se l’inquinamento dell’impianto ha davvero causato dei morti.
Il sospetto è che in passato nel sito siano stati scaricati rifiuti tossici, speciali e nocivi. Secondo alcune stime, quelli accumulati nel solo periodo che va dal 1989 al 1993 sono pari al 23 per cento del totale. La discarica è rimasta attiva per quarant’anni ed è stata chiusa 12 anni fa. Non ha mai avuto un sistema di impermeabilizzazione, imposto da una legge del 1982, come hanno verificato i magistrati. Il governo aveva però intenzione di riaprirla. “Le malattie e, oggi, il sequestro della magistratura sono la conseguenza di oltre quarant’anni di attività dell’impianto durante i quali nessuno si è preoccupato di controllare che cosa veniva scaricato”, spiega Antonio Cariello, delle Guardie ambientali del Wwf.
Il piano di De Gennaro per superare l’emergenza prevede che proprio a Pianura, oltre che a Marigliano e Ferrandelle, sorga un sito di stoccaggio provvisorio. Sarà però fuori dalla vecchia discarica e solo per il deposito di ecoballe, per le quali verranno inoltre sperimentati i procedimenti di inertizzazione (cioè, un metodo che permette di “immobilizzare” le sostanze inquinanti all’interno delle balle, evitando che queste si disperdano nell’ambiente).
Il VIDEO servizio:
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