Sette milioni di euro in fumo. Una pioggia di polemiche che hanno accompagnato il progetto fin dall’esordio. E, dallo scorso weekend, la definitiva scomparsa dalla rete. Risultato: Italia.it non è riuscito a raggiungere neanche il primo anno di vita. Presentato in pompa magna lo scorso febbraio da Francesco Rutelli (insieme al contestato logo “a forma di cetriolo” e all’esilarante video “Please visit our country”), il “mostro” - come è stato subito etichettato dai blogger - non è riuscito a sopravvivere a se stesso.
Doveva essere la vetrina del Made in Italy nel mondo, il punto d’accesso privilegiato per “riportare l’Italia al posto che le spetta”. Invece, si è rivelato solo un’altra occasione persa. O, meglio, un’ordinaria storia di burocrazia e “rimpallo di non-decisioni” all’italiana. Un’esperienza travagliata ricostruita nei dettagli sia dal basso (è il caso del blog Scandalo Italiano) sia da parte del Governo (qui il documento finale in pdf della commissione d’indagine istituita dal ministro Nicolais). E su cui si è pronunciata anche dall’Avvocatura di Stato.
Di qui il dietro-front dello scorso ottobre, quando il ministro per i Beni culturali ha dichiarato: “Quel sito o cambia oppure è meglio chiuderlo”. Ovviamente, nessuno ha fatto niente, come denuncia questa lettera inviata a LaStampa.it dal caporedattore Luca Palamara proprio alla vigilia della chiusura: “Il portale è ancora online grazie anche al lavoro gratuito della redazione, anche se formalmente è stato dichiarato chiuso da un paio di mesi (ironia della sorte, nell’ultimo mese sono aumentati anche gli accessi). Ma intanto nessuno decide: classico esempio di bizantinismo politico di stampo kafkiano”.
Alla fine qualcuno, però, ha deciso. E il portale è stato definitavemente oscurato alle ore 8 dello scorso venerdì. Senza nessuna conferenza stampa o comunicato.
Solo una dichiarazione del Capo dipartimento per l’Innovazione tecnologica, Ciro Esposito, raccolta dall’Ansa: “Ci sono tutte le risorse per riprendere il lavoro” ha spiegato “bisognerà decidere con quali attori, se indire un nuovo bando di gara o no e individuare il nuovo gestore”. In effetti, dei 45 milioni di euro stanziati per il funzionamento del portale, ne restano altri 38 a disposizione. Quanto basta a generare un nuovo “mostro”? È quello che temono diversi blogger italiani. “Molto probabilmente significa buttare tutto nel cestino e ripartire da zero con enormi sprechi di denaro pubblico. Niente male” scrive TomStarDust. “Ora chi paga?” si chiedono gli autori di The Million Portal Bay.
Massimo Mantellini sintetizza il tutto con un titolo efficace: “Italia.fu”. Un altro blogger rilancia l’idea di un portale creato dal basso: “Forse è arrivato anche il momento di riprendere in mano l’iniziativa di Ritalia con tutta l’umiltà possibile, se non altro valorizzando progetti paralleli al mega portalone”.
Il VIDEO del Ministro Francesco Rutelli
Il VIDEO parodia che circola su Youtube
- Lunedì 21 Gennaio 2008













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Commenti
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Il 22 Gennaio 2008 alle 20:59 bamboccioni alla riscossa » Blog Archive » Quanto valgono le parole ha scritto:
[...] Quali fossero questi benedetti username e password richiesti all’ignaro turista, non si è mai scoperto. Fatto sta che a presentare il sito - dopo il berlusconiano Stanca - ci ha riprovato (in tempi più recenti) anche il vicepremier (e ministro dei Beni Culturali) di Prodi, Francesco Rutelli. Che – come ricorda Panorama.it – alzò (per la seconda volta) il sipario sul portale nel febbraio dell’anno scorso, alla Borsa del Turismo di Milano. Mettendo sul piatto anche un logo nuovo di zecca. E un suo videomessaggio - in inglese - da mettere on line. Ma nè il logo (che per la sua grande “T†verde si guadagnò in rete il soprannome di “cetrioloneâ€), né lo sforzo linguistico di Rutelli (che suscitò l’ilarità di Beppe Grillo) servirono a fare decollare “Italia.itâ€. Che si scontrò con alcuni errori di percorso. [...]
Il 23 Gennaio 2008 alle 10:06 Genova per noi | fiordisale ha scritto:
[...] blog.panorama.it/italia [...]
Il 6 Febbraio 2008 alle 11:45 » Pliz, visit … ha scritto:
[...] Napoli, Campania, Turismo, Politiche, Cultura Puoi lasciare un messaggio, o utilizzare il trackback direttamente dal tuo sito oppure leggerti i feed dei commenti: RSS2.0. [...]
Il 17 Luglio 2009 alle 20:48 bamboccioni alla riscossa » Blog Archive » Il portale d’ ‘o sole e il mare di Montepulciano ha scritto:
[...] Quali fossero questi benedetti username e password richiesti all’ignaro turista, non si è mai scoperto. Fatto sta che a presentare il sito - dopo il berlusconiano Stanca - ci ha riprovato (in tempi più recenti) anche il vicepremier (e ministro dei Beni Culturali) del governo Prodi numero 2, Francesco Rutelli. Che – come potete leggere sulle pagine di Panorama – alzò (per la seconda volta) il sipario sul portale nel febbraio 2007, alla Borsa del Turismo di Milano. Mettendo sul piatto anche un logo nuovo di zecca. E un suo videomessaggio - in inglese - da mettere on line. Ma nè il logo (che per la sua grande “T†verde si guadagnò in rete il soprannome di “cetrioloneâ€); né lo sforzo linguistico di Rutelli (che con il suo english molto “maccaroni” suscitò l’ilarità di mezza blogosfera italiana; e ispirò anche un’irrestibile parodia) servirono a fare decollare “Italia.itâ€. Che si scontrò - tra le altre cose - con i terrificanti svarioni geografici di cui sopra. [...]
Il 18 Luglio 2009 alle 15:35 Il portale d’ ‘o sole e il mare di Montepulciano | Reset Italia ha scritto:
[...] Quali fossero questi benedetti username e password richiesti all’ignaro turista, non si è mai scoperto. Fatto sta che a presentare il sito – dopo il berlusconiano Stanca – ci ha riprovato (in tempi più recenti) anche il vicepremier (e ministro dei Beni Culturali) del governo Prodi numero 2, Francesco Rutelli. Che – come potete leggere sulle pagine di Panorama – alzò (per la seconda volta) il sipario sul portale nel febbraio 2007, alla Borsa del Turismo di Milano. Mettendo sul piatto anche un logo nuovo di zecca. E un suo videomessaggio – in inglese – da mettere on line. Ma nè il logo (che per la sua grande “T†verde si guadagnò in rete il soprannome di “cetrioloneâ€); né lo sforzo linguistico di Rutelli (che con il suo english molto “maccaroni” suscitò l’ilarità di mezza blogosfera italiana; e ispirò anche un’irrestibile parodia) servirono a fare decollare “Italia.itâ€. Che si scontrò – tra le altre cose – con i terrificanti svarioni geografici di cui sopra. [...]
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