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	<title>Italia &#187; Sprechi digitali: chiude il portale Italia.it. Sette milioni di euro in fumo</title>
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	<description>Canale Italia di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 12:46:41 +0000</pubDate>
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		<title>Sprechi digitali: chiude il portale Italia.it. Sette milioni di euro in fumo</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 17:51:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicolabruno</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Doveva essere la vetrina del made in Italy. Invece, l'avventura del sito turistico del nostro Paese si è rivelata un'occasione persa. Insieme con undici mesi di lavoro e una montagna di euro buttati. Ecco le reazioni in rete, tra blogger indignati e nuove proposte. <strong>I VIDEO</strong>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/displayimage.php?pos=-1164"><img src="http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10028/normal_italiait.jpg" alt="La home page del sito internet che dovrebbe servire a pubblicizzare l'immagine dell'Italia" border="0" /></a></p>
<p>Sette milioni di euro in fumo. Una pioggia di <a href="http://blog.panorama.it/italia/2007/03/18/italiait-non-piace-per-google-e-un-sito-di-m/" title="polemiche" id="qo5j">polemiche</a> che hanno accompagnato il progetto fin dall&#8217;esordio. E, dallo scorso weekend, la definitiva scomparsa dalla rete. Risultato: Italia.it non è riuscito a raggiungere neanche il primo anno di vita. Presentato in pompa magna lo scorso febbraio da Francesco Rutelli (insieme al contestato logo &#8220;a forma di cetriolo&#8221; e all&#8217;<a href="http://blog.panorama.it/italia/2007/03/07/rutelli-please-visit-italiait/" title="esilarante video" id="nicv">esilarante video</a> &#8220;Please visit our country&#8221;), il &#8220;mostro&#8221; - come è stato subito etichettato dai blogger - non è riuscito a sopravvivere a se stesso.</p>
<p>Doveva essere la vetrina del Made in Italy nel mondo, il punto d&#8217;accesso privilegiato per &#8220;riportare l&#8217;Italia al posto che le spetta&#8221;. Invece, si è rivelato solo un&#8217;altra occasione persa. O, meglio, un&#8217;ordinaria storia di burocrazia e &#8220;rimpallo di non-decisioni&#8221; all&#8217;italiana. Un&#8217;esperienza travagliata ricostruita nei dettagli sia dal basso (è il caso del blog <a href="http://scandaloitaliano.wordpress.com/italiait-in-breve/" title="Scandalo Italiano" target="_blank" id="djtg">Scandalo Italiano</a>) sia da parte del Governo (<a href="http://www.lastampa.it/redazione/rela.pdf" title="qui" target="_blank" id="dpla">qui</a> il documento finale in pdf della commissione d&#8217;indagine istituita dal ministro Nicolais). E su cui <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2165721&amp;p=2" target="_blank" id="bgyd">si è pronunciata</a> anche dall&#8217;Avvocatura di Stato.<br />
Di qui il dietro-front dello scorso ottobre, quando il ministro per i Beni culturali <a href="http://blog.panorama.it/italia/2007/10/18/rutelli-ci-ripensa-italiait-o-cambia-o-e-meglio-chiuderlo/" title="aveva dichiarato" id="bm8q">ha dichiarato</a>: &#8220;Quel sito o cambia oppure è meglio chiuderlo&#8221;. Ovviamente, nessuno ha fatto niente, come denuncia <a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/hrubrica.asp?ID_blog=2" title="questa lettera" target="_blank" id="bsi9">questa lettera</a> inviata a LaStampa.it<strong> </strong>dal caporedattore Luca Palamara proprio alla vigilia della chiusura: &#8220;Il portale è ancora online grazie anche al lavoro gratuito della redazione, anche se formalmente è stato dichiarato chiuso da un paio di mesi (ironia della sorte, nell&#8217;ultimo mese sono aumentati anche gli accessi). Ma intanto nessuno decide: classico esempio di bizantinismo politico di stampo kafkiano&#8221;.<br />
Alla fine qualcuno, però, ha deciso. E il portale è stato definitavemente oscurato alle ore 8 dello scorso venerdì. Senza nessuna conferenza stampa o comunicato.</p>
<p>Solo una dichiarazione del Capo dipartimento per l&#8217;Innovazione tecnologica, <a href="http://www.innovazionepa.gov.it/dit/ita/Organizzazione/CapoDipartimentoDIT.shtml" title="Ciro Esposito" id="mfkh">Ciro Esposito</a>, raccolta dall&#8217;Ansa: &#8220;Ci sono tutte le risorse per riprendere il lavoro&#8221; ha spiegato &#8220;bisognerà decidere con quali attori, se indire un nuovo bando di gara o no e individuare il nuovo gestore&#8221;. In effetti, dei 45 milioni di euro stanziati per il funzionamento del portale, ne restano altri 38 a disposizione. Quanto basta a generare un nuovo &#8220;mostro&#8221;? È quello che temono diversi blogger italiani. &#8220;Molto probabilmente significa buttare tutto nel cestino e ripartire da zero con enormi sprechi di denaro pubblico. Niente male&#8221; scrive <a href="http://www.tomstardust.com/archives/chiude-italiait-il-fallimento-e-definitivo/" title="TomStarDust" target="_blank" id="ew-d">TomStarDust</a>. &#8220;Ora chi paga?&#8221; si chiedono gli autori di <em><a href="http://millionportalbay.wordpress.com/2008/01/18/italiait-fine-ingloriosa-ora-chi-paga/" title="The Million Portal Bay" target="_blank" id="s83s">The Million Portal Bay</a></em>.</p>
<p>Massimo Mantellini <a href="http://www.mantellini.it/2008_01_01_archivio.htm#8470760585958584397" target="_blank">sintetizza</a> il tutto con un titolo efficace: &#8220;Italia.fu&#8221;. Un altro blogger <a href="http://www.dariosalvelli.com/2008/01/r-italiait" title="rilancia l'idea" target="_blank" id="pduk">rilancia l&#8217;idea</a> di un <a href="http://blog.panorama.it/italia/2007/03/30/ritaliaeu-quelli-che-vogliono-rifare-litalia-in-rete/" title="portale creato dal basso" id="kgko">portale creato dal basso</a>: &#8220;Forse è arrivato anche il momento di riprendere in mano l’iniziativa di <a href="http://www.ritalia.eu/blog/">Ritalia</a> con tutta l’umiltà possibile, se non altro valorizzando <a href="http://www.ritalia.eu/2007/06/01/progetti-paralleli/">progetti paralleli</a> al mega portalone&#8221;.</p>
<p>Il <strong>VIDEO</strong>  del Ministro Francesco Rutelli</p>

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<p>Il <strong>VIDEO</strong> parodia che circola su Youtube</p>
<p><code>
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