
“Il referendum è la madre di tutte le battaglie. Noi l’avevamo detto da tempo che la legge elettorale avrebbe sconvolto il quadro politico”, queste parole di Adolfo Urso di Alleanza Nazionale a Panorama.it, prima dell’intervento di Prodi, la dicono lunga sulla crisi innescata da Clemente Mastella.
Altro che giustizia. Altro che Pd che non ha dato la giusta solidarietà al Guardasigilli: il problema sta tutto nel referendum che è stato ammesso la settimana scorsa dalla Corte Costituzionale. E che, se votato in primavera, farebbe scomparire tanti nanetti. Tra cui l’Udeur di Mastella.
E allora si comprende facilmente come il caso Lonardo, con tutto quello che ne è seguito, è stato per Mastella uno splendido appiglio per rompere. Per passare da carnefice a vittima. E magari, proprio sul tema giustizia, avvicinarsi al Cavaliere.
E già, perché per il centrosinistra il fattore B. è stato fondamentale per far divampare la crisi. Sempre nell’affollatissimo Transatlantico del mattino, un autorevole esponente del Pd (che preferisce restare anonimo) rivela le proprie paure per un passaggio di campo di Mastella: “Sono mesi che trattano. Non mi stupirei di vederlo di là a breve”.
Un salto della quaglia che per uno che è ben conosce il Cavaliere come il leader del Partito Repubblicano, Francesco Nucara, è praticamente un dato di fatto: “Credo sia ovvio” spiega a Panorama.it “che Mastella verrà nel centrodestra”. Anche perché con Berlusconi salda l’alleanza anti-toghe. Anche se per Nucara il governo non è in crisi per via di Mastella, ma per un diktat del Vaticano: “Prodi lo ha fatto cadere Bagnasco”.
Intanto il premier è riuscito, ancora una volta, a stupire tutti: dimissioni? Macché. Parlamentarizza la crisi, chiede la fiducia e sfida Mastella a dirgli di no in aula. Entrando alla Camera prima del suo intervento sfida anche i giornalisti: “Ce la farò anche questa volta”. Ed effettivamente Prodi l’Highlander, ne ha passate molte. Nel suo discorso prova ancora a lisciare il pelo a Mastella (“Non lo abbiamo mai lasciato solo”). E poi conferma l’analisi per cui il problema è la legge elettorale. Chiede alla sua maggioranza di assumersi le sue responsabilità e sollecita: “Se entrano in modo opaco preoccupazioni di altro genere come la riforma elettorale, è bene che vengano fuori”.
Insomma, Prodi non si sente affatto fuorigioco. Cosa che crea ulteriori attriti con il leader del Pd. Tanto che non sono in pochi a definire a rischio, qualora si andasse a votare, la leadership di Veltroni. Ipotesi confermata dalle parole del leader di An, Gianfranco Fini, poco dopo la relazione del premier: “Si sente il candidato del centrosinistra alle prossime, imminenti, elezioni. Infatti, visto che ha rivendicato quello che a suo avviso il governo ha fatto e che al Senato non ha i numeri, significa che ha aperto la campagna elettorale. Il suo non era il discorso di chi getta la spugna”.
- Martedì 22 Gennaio 2008
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Commenti
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Il 22 Gennaio 2008 alle 13:47 carlo.tosi ha scritto:
Ma certo che è così, il problema è che questo insulso uomo non vuole che si faccia il referendum. Il suo partitucolo di 4 gatti riesce a mettere in scacco il paese, provocando una crisi di governo, molto inopportuna in questo momento. Vero è che il governo sembra più un’armata Brancaleone, lontani dai problemi del paese e con una incapacità cronica di decidere e realizzare qualcosa. Ma andare alle votazione senza una nuova lege elettorale, è quanto mai una disgrazia. Serve solo a mantenere in vita (e stipendiati) una quantità di piccoli movimenti politici rissosi e portatori solo di instabilità.
Scommettiamo che il bel mastella fa di nuovo il salto della quaglia per offrire i suoi sporchi servigi al solito berlusca? Sarebbe una nuova disgrazia nazionale! ma quando ce le liberiamo veramente?
Il 22 Gennaio 2008 alle 15:56 luanmagi ha scritto:
il problema non è liberarsi di mastella, ma di prodi. l’economia, almeno la mia, va male, la sicurezza, almeno la mia, va male, i rapporti sociali tra le classi, non solo i miei, vanno male,l’europa ci ride dietro, il mondo ci ride dietro. e quello crede di essere il salvatore.
delle due l’una: o ci è o ci fa.
che resti tutto il tempo che vuole ma metta in conto la possibilità che regioni di destra e di sinistra incomincino a pensare ad una secessione, perchè? ma ci sta tutta!
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