
E stavolta il richiamo del Pontefice è ai mezzi di comunicazione. Tv, cinema, radio, giornali e internet, “con il pretesto di rappresentare la realtà”, di fatto tendono “a legittimare e ad imporre modelli distorti di vita personale, familiare o sociale”. Questo il messaggio con cui Benedetto XVI, nella 42esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, ha denunciato il rischio che i media “si trasformino in sistemi volti a sottomettere l’uomo a logiche dettate dagli interessi dominanti del momento”.
“È il caso” spiega il Papa “di una comunicazione usata per fini ideologici o per la collocazione di prodotti di consumo mediante una pubblicità ossessiva”. “La loro straordinaria incidenza nella vita delle persone e della società” rileva il Papa “è un dato largamente riconosciuto, ma va posta oggi in evidenza la svolta, direi anzi la vera e propria mutazione di ruolo, che essi si trovano ad affrontare”. Infatti, “l’impatto degli strumenti della comunicazione sulla vita dell’uomo contemporaneo pone pertanto questioni non eludibili, che attendono scelte e risposte non più rinviabili”.
“Occorre” si legge nel testo ancora nel testo “chiedersi se sia saggio lasciare che gli strumenti della comunicazione sociale siano asserviti a un protagonismo indiscriminato o finiscano in balia di chi se ne avvale per manipolare le coscienze”.
Secondo Papa Ratzinger, “sarebbe doveroso far sì che restino al servizio della persona e del bene comune e favoriscano la formazione etica dell’uomo, nella crescita dell’uomo interiore”.
“Quando la comunicazione perde gli ancoraggi etici e sfugge al controllo sociale, finisce per non tenere più in conto la centralità e la dignità inviolabile dell’uomo, rischiando di incidere negativamente sulla sua coscienza, sulle sue scelte, e di condizionare in definitiva la libertà e la vita stessa delle persone”. Così “per favorire gli ascolti, la cosiddetta audience, a volte non si esita aricorrere alla trasgressione, alla volgarità e alla violenza”.
- Giovedì 24 Gennaio 2008
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Il 29 Gennaio 2008 alle 18:53 Lele Mora chiede udienza dal Papa » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:
[...] Lele Mora spera di avere udienza dal Papa. L’agente dei vip, coinvolto nello scandalo di Vallettopoli - ma il procedimento è archiviato - ha deciso di confessare la sua passione per il Pontefice. E - come ha dichiarato all’Ansa - spera di essere ricevuto da Benedetto XVI per comunicargli tutta la sua ammirazione. E non importa se Benedetto XVI giovedì scorso ha strigiato i media e lo star system accusandoli di “imporre modelli distorti di vita personale, familiare o sociale”. Ratzinger è stato chiaro: “per favorire gli ascolti, la cosiddetta audience” ha detto in occasione della 42esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali “a volte non si esita aricorrere alla trasgressione, alla volgarità e alla violenza”. Ma il Talent Scout non vede nessuna contraddizione tra quelle parole e la propria attività. Anzi, vede il suo mestiere come “una missione: quella di portare al successo le persone, facendo le cose nel miglior modo possibile, inseguendo il bene e non il male”. E un sassolino dalla scarpa se lo toglie pure lui: “I giornali mi dipingono come un lupo mannaro e invece sono l’opposto” dice l’agente dei vip. E se il Benedetto XVI non piace a tutti, basta dare tempo al tempo: “Anche Papa Wojtyla non era stato apprezzato immediatamente, e c’e’ voluto tempo perché la gente capisse il suo valore” rievoca l’impresario. E se a qualcuno venisse voglia dare giudizi affrettati sull’accostamento Mora/Ratzinger, si legga prima le parole che l’agente dei vip dispensa su Papanews.it, il quotidiano on line sul pontificato di Benedetto XVI: “Qualcuno ora si scandalizzerà e dirà: ‘Mora adesso vuole fare il religioso’. Ma so di essere sincero e ai moralisti di turno dico: non giudicate se non volete essere giudicati”. [...]
Il 8 Marzo 2008 alle 20:05 Lele Mora chiede udienza al Papa | cultura ha scritto:
[...] Non importa se Benedetto XVI, giovedì scorso, ha strigiato i media e lo star system accusandoli di “imporre modelli distorti di vita personale, familiare o sociale”. E non importa nemmeno se Ratzinger se l’è presa esplicitamente con certa televisione che: “per favorire gli ascolti non esita a ricorrere alla trasgressione, alla volgarità e alla violenza”. Il Talent Scout non vede nessuna contraddizione tra quelle parole e la propria attività. Anzi, vede il proprio mestiere come “una missione: quella di portare al successo le persone, facendo le cose nel miglior modo possibile, inseguendo il bene e non il male”. E già che c’è ne approfitta per togliersi pure un sassolino dalla scarpa: “I giornali mi dipingono come un lupo mannaro” dice “e invece sono l’opposto”. L’ammirazione dell’agente dei vip per Benedetto XVI è sincera. E se il pontefice non piace a tutti, basta dare tempo al tempo: “Anche Papa Wojtyla non era stato apprezzato immediatamente, c’e’ voluto tempo perché la gente capisse il suo valore” rievoca l’impresario. Ma attenzione a dare giudizi affrettati sull’accostamento Mora/Ratzinger. Servano da monito le parole che l’agente dei vip dispensa su Papanews.it, il quotidiano on line sul pontificato di Benedetto XVI: “Qualcuno ora si scandalizzerà e dirà: ‘Mora adesso vuole fare il religioso’. Ma so di essere sincero e ai moralisti di turno dico: non giudicate se non volete essere giudicati”. Sembrano davvero parole sante. [...]
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