Roma caput crisi: caduto Prodi si apre la corsa per il Campidoglio

Il presidente del Pd Romano Prodi con il sindaco di Roma e segretario, Walter Veltroni | Ansa
E ora fari puntati sul Campidoglio. Novello simbolo dello scontro, sotterraneo e fratricida, all’interno del Partito Democratico. Già, perché archiviato il governo e avviate le consultazioni al Colle, a Roma la poltrona di sindaco è il tema politico del momento.

Il gelo tra il Professore e Walter Veltroni è palpabile da giorni. Così come la rottura tra i due entourage. Ai prodiani (Arturo Parisi e Rosy Bindi in primis) nessuno riesce a togliere dalla mente che il segretario del Pd (e i suoi fedelissimi) abbiano quanto meno accelerato la crisi dell’esecutivo. Sospetto alimentato dalla (quasi) certezza che, salendo al Quirinale, il gruppo dei democratici chiederà un governo per le riforme senza fare il nome di Prodi al capo dello Stato. Nonostante Prodi, parlando coi suoi, non abbia escluso affatto una sua possibile ricandidatura in vista di un ritorno ravvicinato alle urne. Rompendo così “le uova nel paniere” democratico, dove - diceva ieri sera il redivivo Piero Fassino a Porta a Porta - è logico che la scelta per il candidato premier, in caso di elezioni anticipate, cadrà su Veltroni (soprattutto se manterrà la promessa di correre da solo) .
E qui si torna alla Città eterna. Dove, a questo punto, potrebbero aumentare le possibilità di elezioni amministrative anticipate: per non lasciare lo scranno più prestigioso del Campidoglio vuoto, le urne capitoline potrebbero aprirsi già nella prossima primavera.
A essere tentati di raccogliere l’eredità dell’attuale segretario del Pd sono in molti. Negli ultimi giorni, prende sempre più quota l’ipotesi Enrico Gasbarra. Il presidente della provincia di Roma è gradito al coordinatore del partito e braccio destro dell’attuale sindaco, Goffredo Bettini (la possibilità di una sua candidatura è ormai di fatto ridotta al lumicino), ma anche a Francesco Rutelli e Massimo D’Alema.
Il presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra | Ansa
Sempre in corsa c’è Willer Bordon. La scorsa settimana il senatore, ex Ulivo e ora Ud (Unione democratica), ha presentato le proprie dimissioni a Palazzo Madama e ha dichiarato di voler ritornare a fare il notista politico, ma in molti credono che stia preparando un comitato elettorale proprio in vista delle prossime amministrative capitoline. Più deboli appaiono invece le chance del presidente della Camera di Commercio Andrea Mondello (vicino a Veltroni) e dell’assessore capitolino all’urbanistica Roberto Massarut.
Nel centrodestra, la situazione è più nebulosa. Gianfranco Fini non ha mai nascosto il suo interesse alla carica di primo cittadino romano: l’ipotesi di una sua ricandidatura a distanza di quindici anni dalla sconfitta contro Francesco Rutelli sarebbe ben vista da quasi tutto il centrodestra.
Se non dovesse decidersi, per molti degli uomini di Forza Italia, Gianni Letta sarebbe il candidato ideale, anche se già in passato l’ex sottosegretario non si è mai lasciato convincere ad accettare un incarico che lo esporrebbe moltissimo nel panorama politico nazionale. In alternativa, non si escludono le candidature di Marcello Pera e Beppe Pisanu, mentre Gianni Alemanno ha da tempo fatto sapere: “Se non c’è Fini, per Roma sono pronto di nuovo”.
Il sindaco di Roma e segretario del Pd Walter Veltroni, il presidente dell'Unione industriali e delle imprese di Roma Luigi Abete | Ansa
Un’ipotesi che raccoglie consensi trasversali è quella di Luigi Abete, presidente della Bnl e vicepresidente Abi. È stato proposto da alcuni esponenti del Pd, ma è molto gradito anche a politici vicini a Forza Italia.
Resta comunque il nodo Prodi. Se alla fine il premier deciderà di non ripresentarsi ad elezioni anticipate lasciando campo libero a Veltroni, c’è il rischio che Roma sia commissariata per quasi un anno. Per legge, infatti, le dimissioni del sindaco diventano irrevocabili ed efficaci dopo venti giorni dalla loro presentazione al consiglio comunale. E dato che le amministrative romane possono essere indette solo tra il 15 aprile e il 15 giugno di ogni anno, Veltroni dovrebbe formalizzare la sua uscita dal Campidoglio entro i primi di marzo. Altrimenti, l’ipotesi di un supercommissario che assuma per diversi mesi i poteri di sindaco, giunta e consiglieri potrebbe divenire realtà.

LEGGI ANCHE: Italia senza governo. Tutte le ipotesi (e le spine) del Colle per uscire dalla crisi

Commenti

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Il 1 Febbraio 2008 alle 19:21 Campidoglio, staffetta Veltroni-Rutelli per non perdere Roma » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Per il centrosinistra romano, è il candidato del momento. Se, come è ormai quasi certo, in primavera si andrà a votare per le elezioni comunali della capitale, Francesco Rutelli appare come il più probabile dei concorrenti alla poltrona più prestigiosa del Campidoglio. Una proposta sussurrata un paio di giorni fa da alcuni uomini vicini all’ex presidente della Margherita e che sembrerebbe aver già ricevuto il consenso del (quasi) dimissionario Walter Veltroni, “deciso costi quel che costi a convincere Francesco, per non riconsegnare al centrodestra Roma”. [...]

Il 14 Febbraio 2008 alle 13:57 Tutte le strade portano a Roma. Tutte le sfide passano dal Campidoglio » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] La sua vetrina (ma anche il suo potere) equivale almeno quanto quella di un grande ministero e in questa tornata elettorale sta diventando ancora più decisiva. Anche perché, dopo le dimissioni di Walter Veltroni, le elezioni indette per il comune capitolino, hanno aperto una ridda di voci e di indiscrezioni che si sono alimentate durante le ultime 24 ore. [...]

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