Da questa mattina, Salvatore Cuffaro non è più il presidente della regione Sicilia. Intorno alle 13, il governatore ha presentato infatti al parlamento isolano le “proprie irrevocabili dimissioni”.
“Già al momento della sentenza”, ha detto Cuffaro, “sentivo dentro di me il dovere di compiere questo passo, ma ho deciso di attendere sino all’approvazione del Bilancio e della legge Finanziaria per senso di responsabilità”.
Ieri, nel frattempo, il governo dimissionario di Romano Prodi aveva avviato le procedure per la sua sospensione in attesa di ricevere il parere del Quirinale e dei suoi uffici legislativi circa la controversa questione sugli effetti della pena inflitta in primo grado al governatore.
Nella sentenza, Cuffaro era stato interdetto dai pubblici uffici, ma diversi giuristi ritenevano che la pena non si potesse applicare al ruolo istituzionale di presidente della Regione prima di una condanna passata in giudicato.
Dubbi spazzati via dalla decisione del governatore di presentarsi questa mattina al parlamentino regionale per alcune “comunicazioni urgenti”. È stato lo stesso presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, a raccontare l’iter istituzionale che ha portato alla convocazione straordinaria dell’assemblea: “Stanotte il presidente Cuffaro mi ha telefonato e, con voce serena, dopo avere avuto le informazioni richiestemi sul calendario dei lavori, mi ha chiesto la cortesia di convocare per le ore 12 di oggi una seduta straordinaria per comunicazioni urgenti del presidente”.
“Non è usuale”, ha proseguito Miccichè, “che si richieda una seduta d’aula straordinaria e di sabato e per comunicazioni urgenti del presidente. Ho detto che mi sarei recato subito in aula per informare i deputati. In quel momento l’aula stava discutendo sulla finanziaria. È apparso chiaro a tutti che, probabilmente, il presidente avrebbe voluto comunicare le sue decisioni dopo le necessarie riflessioni, che lo stesso aveva preannunciato, a seguito del dibattito sulla fiducia di giovedì scorso”.
Il discorso di Cuffaro è durato meno di dieci minuti. Poche parole, che non sembrerebbero ipotizzare un nuovo incarico. Nonostante la Cdl gli abbia manifestato infatti “un invito affettuoso e istituzionale a restare presidente della Regione Sicilia”, è verosimile che entro sei mesi saranno indette nuove elezioni regionali.
- Sabato 26 Gennaio 2008

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Commenti
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Il 26 Gennaio 2008 alle 15:14 ppx ha scritto:
Doveva farlo prima - comunque - lo ha fatto, probabilmente su giuste indicazioni ricevute, si è dimostrato una persona che capisce quando si deve ascoltare il giusto insegnamento.
Il 26 Gennaio 2008 alle 15:32 alcambi ha scritto:
Mi spiace, ma, pur non essendo siciliano, sto dalla parte di Cuffaro costretto alle dimissioni.
Dove va a finire la presunzione di innocenza?
Se tra qualche tempo dovesse essere assolto, chi ripagherebbe ai siciliani lo stravolgimento istituzionale oltre al costo delle nuove elezioni?
In questo modo, la nostra tanto decantata carta costituzionale scaturita dalla querra di liberazione, diverrebbe carta straccia.
Forse occorre dire che la legge in materia, che prevede la sospensione anche per la signora Mastella, sia stata
pensata con i piedi anziché con la testa pensante dei parlamentari.
Poveri italiani creduloni. E poi dicono che la magistratura non condiziona gli atti politici.
alcambi
Il 27 Gennaio 2008 alle 1:34 wildwald ha scritto:
Non siamo ingenui sino al punto di credere a dimissioni spontanee o alla storiella dei cannoli di ricotta di pecora. Cuffaro è stato suicidato dalla cupola del suo partito o dal consesso che detiene le libertà in una casa chiusa. Si aprono le danze delle elezioni politiche e bisogna nascondere i panni sporchi.
Il 27 Gennaio 2008 alle 13:26 Carlalberto Iacobucci ha scritto:
Sono dimissioni volute dal quartiere generale e non spontanee. Per Cosimo Mele si passò al Misto seppur il consueto quartiere generale pretendeva l’allomtanamento.
Il 27 Gennaio 2008 alle 14:50 nhico ha scritto:
Nella generosa Sicilia, ricca di sole, di mare e di bellissimi tramonti, i cannoli, insieme all’agnello pasquale, ai dolci di mandorla e a tutte le altre leccornie legate alla tradizione dolciaria siciliana, sono conosciuti in tutto il mondo. E molto apprezzati. Ma questo simbolo fallico, che crea più brividi di schiena di tutti i clarinetti della terra messi insieme ogni volta che una donna lo porta alla bocca, e nell’immaginario collettivo ha preso il posto del caffè avvelenato che in più di una occasione ha liberamente circolato nelle carceri dell’Isola, e che per un momento ha oscurato gli incendi carichi di diossina della Campania, d’ora in poi sarà anche ricordato come la causa prima di un terremoto politico. Di quel terremoto politico che ha portato il governatore Cuffaro a presentare le sue irrevocabili dimissioni. Poco importa che il nostro ordinamento giudiziario prevede tre gradi di giudizio e che siamo solo alla prima tappa di un iter processuale molto lungo. O che Cuffaro è stato condannato da un tribunale che neanche avrebbe dovuto processarlo, essendo la sua presunzione di colpevolezza saltata fuori mentre dei pm della procura di Palermo stavano impropriamente indagando su se stessi per stanare la talpa che si era annidata nei loro uffici. O che quelle stesse persone che scavavano nella vita di Cuffaro per trovare la prova della sua colpevolezza fossero presenti in manifestazioni pubbliche che davano appoggio all’avversario politico del loro indagato. E così Cuffaro, quel Cuffaro che un voto plebiscitario aveva riconfermato nella sua carica di governatore, viene azzerato sul replay di una vecchia canzone che non avremmo mai più voluto ascoltare.
Il 28 Gennaio 2008 alle 10:20 CiroCipolla ha scritto:
Presidente Cuffaro,
motivando le sue dimissioni per il superamento di un muro d’odio politico da parte del centro-sinistra, Lei ha dato dimostrazione del suo spessore morale e una personalità non comune tra tanti altri “governatori”.
Nella vita politica si chiude una porta e si apre un portone. Auguri.
Il 30 Gennaio 2008 alle 19:17 Caduta del governo: gli italiani la prendono a ridere » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Sui blog ci si interroga anche su un tema politico altrettanto attuale, le dimissioni del governatore siciliano Salvatore Cuffaro. E the basthard Blog pone questo divertente sondaggio: “Secondo voi le dimissioni di Cuffaro sono dovute a 1) Pressioni politiche 2) Pressioni mafiose 3) Non c’è differenza tra i due punti precedenti 4) Intossicazione dovuta ai cannoli 5) Integrità morale e senso di responsabilità”. Teresa De Sio canta “Ridere è l’arma che accomuna gli esclusi”. Già. [...]
Il 3 Febbraio 2008 alle 13:42 2008, fuga da Palazzo. A sinistra è partita la corsa alla poltrona sicura » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] La capogruppo al Senato del Pd, la siciliana Anna Finocchiaro, pare stia seriamente valutando di andare a correre per la prestigiosa, quanto difficile, carica di presidente della Regione Siciliana dove, dopo l’addio di Totò Cuffaro, si voterà tra poche settimane (tra sabato e domenica Finocchiaro e Veltroni saranno insieme a Palermo per un’iniziativa politica). Stessa possibilità, ma con tempi diluiti e sull’altra isola, per il presidente dei deputati Pd, Antonello Soro, che potrebbe andare succedere al suo quasi omonimo Renato Soru in Sardegna. Le voci di fuga da palazzo Chigi hanno investito tutti. Anche l’inquilino più importante: se è vero che Romano Prodi tornerà a Bologna a fare il nonno per sua stessa ammissione, c’è chi, tuttavia, parla in maniera assolutamente informale, di una sua possibile candidatura alle comunali a Bologna per il post Sergio Cofferati. [...]
Il 4 Dicembre 2009 alle 18:52 Spatuzza e le stragi del ‘93. Aridatece il procuratore Caselli - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] coordinatore dell’arresto di Bernardo Provenzano, coordinatore del pool che ottenne condanna e dimissioni di Totò Cuffaro, coordinatore del gruppo di uomini molto vicini all’attuale capo della Direzione nazionale [...]
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