di Stefano Brusadelli
Condannato “coram populo” come il peggior sistema elettorale mai impiegato nella storia della Repubblica, e pertanto già avviato a rottamazione, il Porcellum si appresta a un imprevisto richiamo in servizio. Se si dovesse votare in primavera, quasi certamente toccherebbe al meccanismo escogitato nel 2005 dal leghista Roberto Calderoli (che poi lo definì una “porcata”, da cui il nome) disegnare il Parlamento della XVI legislatura.
“Si vada a votare anche con questa legge, della quale in fondo non ho mai parlato male” dichiara il capo dei senatori Verdi-Pdci, Manuela Palermi, facendosi interprete delle simpatie di tutti i piccoli partiti. “Questa legge” spiega a Panorama il senatore Gaetano Quagliariello, esperto elettorale di Forza Italia, “non è la sentina di tutti i mali e non è la ragione per cui l’Italia sta affondando. Anzi, in una situazione limite in cui alla Camera il centrosinistra prevalse per soli 24 mila voti, ha comunque consentito la formazione di un governo”.
“Noi” anticipa il presidente dei deputati del Partito democratico, Antonello Soro, “faremo di tutto per evitare che si torni al voto con il Porcellum. Ma temo che alla fine dovremo subirlo”.
Tramontato il progetto di una riforma condivisa tra i due schieramenti, e con un referendum elettorale disinnescato dalla prospettiva di voto anticipato (che lo rinvierebbe di un anno), il vecchio Porcellum comincia ad apparire come un piatto già pronto nel quale tutti possono trovare un buon boccone.
Per il centrodestra, che conta su sondaggi favorevoli, l’importante è votare al più presto; e qualunque riforma comporterebbe il rinvio del voto in autunno, o alla primavera 2009.
Grazie al Porcellum, è il ragionamento che comincia a circolare dentro il Pd, l’orgoglioso annuncio fatto il 19 gennaio da Walter Veltroni (”alle urne andremo da soli”) può essere coniugato con il realismo. La presenza del simbolo democratico sulle schede non pregiudica, per tentare la conquista del premio di maggioranza, la riedizione dell’alleanza con Rifondazione e i vari “nanetti” come Verdi, Sdi, Italia dei valori. Che in tal modo, anziché doversi misurare con i severi sbarramenti della bozza Bianco (5 per cento) o del Vassallum (di fatto il 6-7), dovranno superare quelli più agevoli previsti per le forze coalizzate: il 2 alla Camera e il 3 al Senato.
E se mai un’aggregazione centrista tra Udc, Udeur e Dca vorrà tentare l’avventura solitaria, le soglie di sbarramento per le forze non coalizzate (4 alla Camera, 8 al Senato) non appaiono proibitive.
Infine, i leader di tutti i colori, sia pure inconfessabilmente, apprezzano nel Porcellum il meccanismo delle liste bloccate (cioè senza il voto di preferenza), che affida a chi le compila, ossia a loro, il potere di scegliere i futuri parlamentari.
Resta il nodo del premio di maggioranza al Senato, bloccato dal pareggio dell’aprile 2006. Mentre alla Camera chi vince si assicura 340 seggi, a Palazzo Madama i premi vengono attribuiti regione per regione, quindi possono neutralizzarsi: come è puntualmente avvenuto. Forza Italia si prepara a rilanciare il premio nazionale anche per il Senato, previsto nella prima versione del Porcellum e poi cancellato dopo gli appelli al Quirinale di vari costituzionalisti, a cominciare dal ds Augusto Barbera, che lo ritengono in contrasto con l’articolo 57 della Costituzione (”Il Senato è eletto a base regionale”). In ambienti azzurri si dice che nel Quirinale di Giorgio Napolitano non ci sarebbe la stessa intransigenza.
La quale potrebbe però arrivare dal centrosinistra, a cui il pareggio apparirebbe come una manna per invocare all’indomani del voto la formazione di un esecutivo di larghe intese.
LEGGI ANCHE: Il dossier sulla crisi di governo
- Martedì 29 Gennaio 2008


Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 29 Gennaio 2008 alle 12:46 astro ha scritto:
La sinistra, non ha mai preso coscienza delle sue malefatte, se non dopo 10 o 20 anni.Le sue mistificazioni sono una tecnica di sopravvivenza e riescono a fare cambiare idea ai loro instabili elettori. Io non mi fido delle sinistre e quindi meglio votare con l’attuale legge elettorale subito. Per il bene della nostra Italia.Astro
Il 29 Gennaio 2008 alle 13:31 Prat_Pratico ha scritto:
La sinistra conservatrice e post comunista è in rotta .La sua è una parabola discendente che parte dal 1992 ed in questi giorni raggiunge i suoi minimi storici.Mi dispiace però che questa debacle si limiti alle valenze culturali e agli strumenti programmatici e politici e non si allarghi a quelle stratificazioni di potere amministrativo e mediatico che ne costituiscono la formidabile retroguardia.Per abbattere questi potentati clientelari è necessario molto più tempo ma non dispero…
Ormai siamo giunti ai toni pietistici che invocano otto mesi,dieci mesi ed altro. Walter Veltroni come al solito ha sbagliato i conti…Il primo vero carnefice di Romano Prodi ha posticipato troppo il suo intervento per emarginare la sinistra a sinista del Partito Democratico ed ha consentito che il malessere verso le forze governative toccasse i vertici che tutti noi conosciamo presso l’opinione pubblica totalmente disgustata dalle scelte dell’esecutivo e dalla sua cronica insipienza nell’affrontare le mille emergenze che attanagliano il Paese .
Ora a Weltroni (per dirla come dice la nostra ottima Maria Serena Peterlin, alla quale sono sicuro non dispiacerà prestarci questo gioco) non rimane altro che il
FATTORE M
La lettera C,per lungo tempo abbinata alla fortuna di Prodi ha abbandonato i frutti geneticamente modificati dell’Ulivo,figlio dei postcomunisti e dei democazzariloro.Il culo è finito come è finita la sua filosofia costituente detta Prodismo.
L’alfabeto corre tuttavia in soccorso dei sopravvissuti di questo serial tragicomico del Potere istituzionalizzato che stenta a terminare.
Un piccolo inciso :questa fase di potere iniziò con il golpe pseudo-giustizialista di Mani Pulite che distrusse l’unica sinistra moderna,anticomunista ,liberale e socialista che si aggregava nel pensiero e nella leadership culturale e politica di Bettino Craxi.
E’ giunto il momento del fattore M,vediamo cosa racchiude l’emblema della salvezza di Weltroni e del PD,il più grande partito ogm del mondo intero.
M come Marini = Marini premier di un governo di transizione libererebbe il posto di presidente del senato da bararttare con la UDC ,sempre in ricerca di posti al sole,in cambio di un sostegno effettivo.
M come Montezemolo = Un governo di transizione darebbe il tempo a Montezemolo,Pezzotta ed al corriere della Sera di organizzare la “Cosa Bianca” ,considerata in logica ,naturale alleata del PD.Veltroni potrebbe aggiungere un altro 10/12% alla sua coalizione per tentare una vittoria elettorale che in questo momento sembra totalmente irrealistica.
M come Magistratura = si nutre sempre la speranza di poter collegare il nome del Nemico ,per antonomasia, Silvio Berlusconi a qualche super reato che ne consenta la totale soppressione dal panorama parlamentare.Scommetto che le Procure più sensibili allo spegnimento del Cavaliere stanno già alacremente lavorando per scatenare la Madre di tutte le battaglie giustizialiste.
M come Malattia = Berlusconi è un vecchio (per me solo anagraficamente) e ai 70 anni avanzati si sa sono sempre possibili seri malanni e così molti squallidi individui si possono augurare che una tale evenienza possa accadere .Io sono stato già testimone involontario prima e disgustato poi di questo odio personale verso Silvio Berlusconi.Infatti ebbi modo di sapere da un famoso clinico pisano che aveva avuto un consulto con il Prof Scapagnini ( amico e medico di Berlusconi ) delle condizioni gravi del Cavaliere .Egli aveva il cancro.Qualche mese più tardi fui trascinato ad una riunione conviviale dove tra professionisti,avvocati e medici, si annidavano consulenti -amici di Bassolino e della claque di Palazzo Santa Lucia.Uno tra questi tromboni seppe la notizia :indusse l’ospite a stappare la miglior bottiglia .Io scappai da quel covo di lestofanti mentre gli altri ospiti brindavano alla malattia che avrebbe sicuramente sconfitto l’odiato nemico.Silvio Berlusconi vinse anche quella battaglia così come vincerà anche questa.
Concludo con un modesto e personale appello .Il fattore M non ribalterà un risultato che è scritto nella volontà popolare .il Popolo vuole andare al voto e non penso che accetterà pretestuosi temporeggiamenti e squallidi trucchetti collegati.La pervicacia nel sostenere falsi teoremi di leggi elettorali migliori ed altri pateracchi consociativisti ed antidemocratici finirà con il punire ancora più severamente i suoi stessi portatori.
Cortese Presidente Napolitano ci conduca alle urne !
Prat Pratico
Il 29 Gennaio 2008 alle 15:30 Napolitano solo contro troppi. Verso un governo che finisce nell’urna » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Adesso Giorgio Napolitano ha un quadro completo di ciò che vogliono i partiti. Ma - questo dicono le fonti ufficiose del Quirinale - non ha in tasca la soluzione ottimale. E dunque la scelta che prenderà, probabilmente domani, sarà inevitabilmente destinata a scontentare gran parte dello schieramento politico e ad attirare sul presidente della Repubblica non poche critiche. Quale che sia questa scelta. La delegazione di Forza Italia (Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti, Elio Vito e Renato Schifani) ha confermato a Napolitano l’indicazione secca delle elezioni anticipate. Subito, presumibilmente ad aprile, senza porre in mezzo né mandati esplorativi né tanto meno governi di transizione, tecnici, istituzionali o “di scopo” che siano. Poiché ciò che sta più a cuore al Quirinale è non andare alle urne con l’attuale legge elettorale, Berlusconi ha fatto presente che se non si è riusciti a modificarla nei due ultimi anni, e soprattutto negli ultimi due mesi, è impensabile farcela in quattro settimane. Sarebbe una perdita di tempo, “e il Paese ha bisogno urgente di un governo, anche per la situazione internazionale e la pessima immagine dell’Italia”, ha detto il Cavaliere, che ha citato ad esempio le immagini dei cumuli dei rifiuti a Napoli che hanno fatto il giro delle tv mondiali. Unica concessione berlusconiana, un’ampia disponibilità a correggere la legge elettorale dopo, a governo eletto, e in accordo con l’opposizione. [...]
Il 29 Gennaio 2008 alle 17:34 bepiro ha scritto:
Per Prat_Pratico: complimenti sinceri, un bellissimo post che condivido in pieno.
Il 1 Febbraio 2008 alle 10:44 D’Alema e il piano (inclinato) del referendum » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] D’Alema sponsor di quel referendum che è fumo negli occhi per più di mezzo Parlamento? Ebbene sì. E, precisa il vicepremier, non è una scusa per rimandare l’appuntamento con le urne: “Quanto io propongo è perfettamente compatibile con la possibilità di votare entro la primavera”. L’attacco è tutto al centrodestra che vuole elezioni subito e comunque, anche con il “porcellum” di Calderoli. Ammesso (e non concesso) che a Baffino dispiaccia, a sostenere il suo piano palese non sono in tanti. Nel Pd, tranne i vertici, molti sono rimasti spiazzati dalla proposta del titolare della Farnesina. Figurarsi negli altri partiti del centrosinistra. A iniziare dall’ala massimalista. “Il referendum sarebbe una iattura”, dice il leader dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto. Mentre Sinistra democratica quasi sorride, commentando “l’avventurismo del Partito democratico”, dice Cesare Salvi, che “raggiunge ormai livelli che stupiscono persino chi, come me, è stato critico del progetto sin dall’inizio”. Per Franco Giordano, segretario di Rifondazione comunista, sarebbe come “passare dalla padella alla brace”. Anche per Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, si tratta “di un’ipotesi improbabile”. [...]
Il 6 Febbraio 2008 alle 10:12 Partito democratico è tornato all’antica: niente primarie per aprile? » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Una doppia beffa, per il popolo del Pd, tanto più che i dirigenti nazionali del partito, in primis il segretario Veltroni, si sono sempre opposti al “porcellum” (la legge elettorale attualmente in vigore) proprio perché lasciava alle segreterie tutta la libertà di scegliere i candidati da eleggere, senza la possibilità di preferenze da parte dell’elettorato. Ma c’è di più: oltre che per le elezioni politiche, il metodo “anti-primarie” potrebbe essere applicato anche in Sicilia, dove, dopo le dimissioni di Salvatore Cuffaro, si andrà a votare per rieleggere il parlamentino regionale entro la prima decade di aprile. Per quanto Walter Veltroni abbia infatti detto che “il nome del nostro candidato si deciderà in Sicilia, non certo a Roma”, è molto probabile che a sceglierlo saranno dirigenti e capi-corrente locali. Gli elettori del Partito (poco?) Democratico sono avvisati. [...]
Il 1 Settembre 2010 alle 10:35 Il trilemma del Pd: mattarellum, alla tedesca o alla francese? - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] quando una legge non piace a molti in parlamento. Come la legge Calderoli del dicembre 2005, attualmente in vigore e passata alla storia come Porcellum, grazie alla fantasia [...]
Il 1 Settembre 2010 alle 11:05 Il trilemma del Pd: mattarellum, alla tedesca o alla francese? | " NONSOLOFOLE " ha scritto:
[...] quando una legge non piace a molti in parlamento. Come la legge Calderoli del dicembre 2005, attualmente in vigore e passata alla storia come Porcellum, grazie alla fantasia [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.