
Scarcerata ma con l’obbligo di dimora nel comune di residenza, a Ceppaloni (Benevento). È questa la decisione presa dal Tribunale del Riesame su Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella e presidente del consiglio regionale della Campania. La Lonardo era ai domiciliari dal 16 gennaio per tentata concussione. L’ordinanza, già depositata in cancelleria, non ha accolto in toto la richiesta della Procura di Napoli che si era pronunciata per l’annullamento degli arresti domiciliari, ritenendo cessate le esigenze cautelari.
La richiesta avanzata dal pm Curcio, a cui è stata assegnata l’inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere, passata a Napoli per competenza, era arrivata dopo le parole del senatore Pd ed ex numero due di Mani Pulite Gerardo D’Ambrosio (”L’arresto di Sandra Lonardo Mastella è un errore, da parte dei magistrati ci vuole più rispetto per le istituzioni) e in seguito al giudizio del vice presidente del Csm, Nicola Mancino, per il quale “Non c’erano le condizioni per l’arresto” di Lady Mastella.
La decisione del Tribunale è stata accolta con grande soddisfazione a Ceppaloni, davanti alla villa dell’ex Guardasigilli. E cresce l’attesa per la decisione del riesame. Numerose le persone davanti ai cancelli della villa dei Mastella. Le donne dell’Udeur, che da giorni, in un gazebo, testimoniano la loro vicinanza a Sandra Lonardo, offrono caffè in attesa che “finalmente finisca questa brutta storia”. Che ha causato prima le dimissioni da ministro della Giustizia di Clemente Mastella e, conseguentemente, la crisi del governo Prodi.
- Martedì 29 Gennaio 2008
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Commenti
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Il 30 Gennaio 2008 alle 1:51 aldo1110 ha scritto:
Dopo le critiche di Gerardo D’Ambrosio contro gli arresti domiciliari alla Sig.ra Mastella (senti da che pulpito vengono le critiche!) non sarebbe il caso che il prossimo nuovo governo,nell’improrogabile azione parlamentare con il fine di ripulire la magistratura da innumerevoli presenze di magistrati,pm,gip,in odore di mafia politica,incominciasse fin da ora a preparare avvisi di garanzia con sospensione dai pubblici uffici ,contro quelli che sono coinvolti nel caso Mastella e consorte?Intendiamo con questo, la sospensione dello stipendio unito a privazione della liberta’.La motivazione si puo’ cosi’ riassumere:concorso attivo dei soggetti inquisiti,per fabbricare e usare prove false con il fine di destabilizzare un gruppo politico.
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