Napolitano solo contro troppi. Verso un governo che finisce nell’urna

Adesso Giorgio Napolitano ha un quadro completo di ciò che vogliono i partiti. Ma - questo dicono le fonti ufficiose del Quirinale - non ha in tasca la soluzione ottimale. E dunque la scelta che prenderà, probabilmente domani, sarà inevitabilmente destinata a scontentare gran parte dello schieramento politico e ad attirare sul presidente della Repubblica non poche critiche. Quale che sia questa scelta. Ladelegazione di Forza Italia (Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti, Elio Vito e Renato Schifani) ha confermato a Napolitano l’indicazione secca delle elezioni anticipate. Subito, presumibilmente ad aprile, senza porre in mezzo né mandati esplorativi né tanto meno governi di transizione, tecnici, istituzionali o “di scopo” che siano. Poiché ciò che sta più a cuore al Quirinale è non andare alle urne con l’attuale legge elettorale, Berlusconi ha fatto presente che se non si è riusciti a modificarla nei due ultimi anni, e soprattutto negli ultimi due mesi, è impensabile farcela in quattro settimane. Sarebbe una perdita di tempo, “e il Paese ha bisogno urgente di un governo, anche per la situazione internazionale e la pessima immagine dell’Italia”, ha detto il Cavaliere, che ha citato ad esempio le immagini dei cumuli dei rifiuti a Napoli che hanno fatto il giro delle tv mondiali. Unica concessione berlusconiana, un’ampia disponibilità a correggere la legge elettorale dopo, a governo eletto, e in accordo con l’opposizione.

Tutt’altre le proposte di Veltroni, che ha guidato la delegazione del Pd assieme a Dario Franceschini, Anna Finocchiaro e Antonello Soro. Ha avanzato due richieste: un governo a termine di un anno, con elezioni già fissate per la primavera 2009, per riformare non solo la legge elettorale ma anche la Costituzione. Come subordinata, un governo a termine “di pochi mesi”, con elezioni già fissate presumibilmente nel giugno 2008, per modificare solo la legge elettorale. Non ha citato né governi tecnici né istituzionali.
Il punto debole della proposta Veltroni è che ben difficilmente il Quirinale può consentire ad un governo a termine, con scioglimento delle Camere fissato fin da ora, addirittura da qui a un anno. Napolitano si attirerebbe molte critiche di carattere costituzionale.
Il punto debole della proposta Berlusconi è che le elezioni anticipate subito non dispongono ancora della maggioranza parlamentare. E qui entrano in ballo i calcoli e le riflessioni del presidente della Repubblica. A voler andare subito alle urne sono Forza Italia, An, Lega, Udeur e, con motivazioni diverse, il Pdci. Siamo sotto al 50% del Parlamento, come fanno notare dal Colle.
Ma questo fronte è sufficientemente compatto nelle sue intenzioni.
Poi c’è l’Udc, al centro di molte chiacchiere. In apparenza si sta progressivamente spostando verso il Cavaliere: chiede un governo di larghe intese (cioè con Forza Italia e Pd), altrimenti “meglio il voto subito”. Ma la pattuglia neodemocristiana è divisa, la minoranza di Bruno Tabacci e Mario Baccini un governo tecnico o istituzionale potrebbe anche votarlo: anzi, c’è chi fantastica su un governo proprio a guida Udc, appoggiato dai Democratici, dalla nascitura “cosa bianca” di Savino Pezzotta e con il sostegno della Confindustria. Ipotesi poco realistica.
Dall’altra parte le forze del rinvio, breve, brevissimo e lungo, sono ancora lievemente in maggioranza, ma divise al loro interno perché ognuna pone condizioni diverse. Del Pd abbiamo detto, Rifondazione è più o meno sula stessa linea ma attacca Veltroni se deciderà di correre da solo, rompendo la coalizione di sinistra. I prodiani, che pure stanno nel Pd, coltivano propositi di vendetta e attaccano egualmente Veltroni. Le forze minori, Antonio Di Pietro, Lamberto Dini e i Verdi, perseguono strategie differenti.
Il risultato di tutto ciò è che se anche si andasse ad un governo di transito, questo transito sarebbe estremamente accidentato. In altre parole, sarebbe impossibile trovare un accordo sulla riforma elettorale, e nel frattempo i problemi (a cominciare da quelli di Veltroni) si aggroviglierebbero.Dunque? Chi conosce Napolitano sa che il presidente è estremamente prudente, ma poco o nulla disposto a rinunciare almeno ad un altro tentativo di formare un nuovo governo.
Si parla dunque di un esecutivo “con mandato pieno”, anche se certo con al primo punto del programma la legge elettorale, da inviare alle Camere per verificare se può trovare o meno una maggioranza. I nomi restano quelli di Franco Marini e di Giuliano Amato, che ha preso quota nelle ultime ore. Se questo governo, che non sarebbe né tecnico né istituzionale, avesse successo, le urne si allontanerebbero a data da destinarsi. Se, come probabile, non ce la facesse, sarebbe l’esecutivo che condurrebbe il Paese alle urne. Forse ad aprile (circola la data del 13) o un po’ più in là. Ma non molto: non dimentichiamo che incombe il referendum.
In questo caso Napolitano non potrà dire di non averci provato. E dirotterà su altri eventuali critiche.

LEGGI ANCHE: Il dossier sulla crisi di governo

Commenti

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Il 29 Gennaio 2008 alle 15:56 pacato ha scritto:

… Il Presidente Napolitano e tutti a Sinistra, avevano condannato le Riforme del Centrodestra fatte a Maggioranza … ed anche la Sinistra si era biasimata quando aveva fatto la Riforma del Titolo V a maggioranza … allora disse che la cosa fu sbagliata … da non ripetersi …

Ora tutti, dimenticano tutto … e sono pronti a smentire se stessi, pur di raggiungere il proprio scopo … che non è tanto nobile … come si vorrebbe far credere …

E’ solo paura di Elezioni …

E cosa non si farebbe per evitarle …

Davvero vergognoso !…

Il 29 Gennaio 2008 alle 16:25 cini ha scritto:

Fare una riforma elettorale in breve,brevissimo tempo,sarebbe la soluzione ideale per questo agonizzante Paese.
Le condizioni peró sembrano non esserci piú,il tentativo di riforma Bianco che fú ,come bozzo iniziale,approvato da Veltroni e Berlusconi venne sostanzialmente alterato,forzando Berlusconi a fare giustamente
retromarcia.
La proposta insistente di Veltroni di fare le riforme e dopo un anno andare alle elezione ,ha tutto l´odore di un sotterfugio strategico per salvare la sinistra da una inevitabile sconfitta elettorale,cogliendo abbastanza tempo per risollevarsi prima delle prossime elezioni.
Questo egoistico gesto servirebbe solo per affondare il Paese ancor di piú soltanto per íl solito interesse della politica e dei lauti superstipendiati politici.
Gli interessi dei cittadini,verrebbe ancora ignorati e la causa per il disastro del Paese alla deriva verrebbe divisa ugualmente tra sinistra e destra.
Caro Veltroni,”acca nisciuno é fesso”,direbbero a Napoli.
Elezioni al piú presto!!!

Il 29 Gennaio 2008 alle 16:40 nhico ha scritto:

Non più lontano di tre quattro settimane fa erano in molti a volere, da destra e da sinistra e anche dal centro, la testa di Amato. Ora invece viene proposto come uno dei due esploratori da mandare in parlamento a chiedere consensi per un altro suo governo. Bene. Anzi male. Possibile che Napolitano non si renda conto che i governi balneari o di decantazione appartengono ad un’altra epoca politica? Possibile che sia così restio ad imboccare la via dritta che porta difilato alle elezioni? Possibile che si voglia affidare il destino della Nazione al cilindro di questo o quel prestigiatore invece di affidarsi al popolo sovrano? Cercare di trovare il bandolo della matassa in parlamento, in quel parlamento in cui Prodi ha perso la faccia e la poltrona di presidente del consiglio, è un azzardo che va assolutamente evitato. Per convincersene, basta chiudere gli occhi e pensare alle scene da manicomio offerte nella sua ultima seduta dal senato.

Il 29 Gennaio 2008 alle 16:54 cyberpress ha scritto:

Il presidente Napolitano è una persona saggia e anche se non ha una soluzione perchè non possiede la bacchetta magica, ciò non significa che non opterà per un qualcosa che risolva alla radice la crisi nella qiale il governo Prodi ha scaraventato l’Italia. Il nosro Paese è vittima dell’immobilismo di una centro ostaggio della sinistra statalista che ancora ostenta vergognosamente l’idea di poter governare l’Italia come se fosse una cooperativa avendo abbandonato persino lideale per il quale il comunismo è nato: difendere gli operai dai soprusi dei padroni. E le ossa di Carlo Marx si girano e rigirano nella tomba. Povero Marx, avrebbe dovuto conoscere personaggi come Bertinotti, Diliberto, D’Alema, e lo stesso Veltroni, italiani con il vizio del pugno chiuso solo quando le cose girano nel loro verso. Allora verrebbe da domandare a codesti signori cosa intendono loro per sovranità popolare, cosa significa nel loro linguaggio ‘nell’interesse della nazione’. Come è bello e giocondo parlare il politichese, ti fa guadgnare stipendi d capogiro alla faccia di chi non arriva fine mese. La sovranità degli Italiani: attaccare il ciuccio dove vuole il padrone.
Rosario Lavorgna
giornalista

Il 29 Gennaio 2008 alle 17:03 CiroCipolla ha scritto:

A sinistra temono il voto degli italiani.Sono consapevoli di una prossima marcata disfatta nell’ipotesi di elezioni a brevissimo. Il PD è un partito senza ancora un programma ben definito.E’ lontano dagli elettori non militanti in politica.Il gap di 15 punti si può ridurre con una campagna elettorale in progress lunga 10-12 mesi.
Ecco svelato il giallo Veltroni.

Il 29 Gennaio 2008 alle 17:31 1897 ha scritto:

pretendere di fare in breve tempo quello che non si è riusciti a fare in due anni equivarrebbe a fare una legge peggiore della precedente quindi la soluzione è solo una tapparsi il naso e andare a votare possibilmente tutti gli aventi diritto in modo da evitare la stessa situazione da cui stiamo cercando di uscire. Si può capire Veltroni che cerca di rimandare il voto per colmare il distacco dal cdx; ma deve anche capire che gli italiani sono stufi.

Il 29 Gennaio 2008 alle 19:43 vincenzod ha scritto:

Napolitano deve prima riflettere! Veltroni non vuole coriandoli ma riforme, dimentica che da sessant’anni i pensionati e i lavoratori per colpe guarda caso di questi ex Sindacalisti che rappresentano lo Stato (2a e 3a carica dello stato) non arrivano più alla 4a settimana. Hanno fallito? Cosa dire del Topino AMATO for President?

Ci vuole sì un GOVERNO ma dopo il voto, e chi vince vada ad un nuovo Governo per fare tutto quello da fare e tenere alla larga o magari in galera quelli del no immotivato (per essere chiari i NO, TAV; NO, MOSE; NO PONTE, poichè senza Infrastrutture si uccide non solo il progresso ma anche essere tagliati fuori dal mercato!)

Gerhard Schroeder, cancelliere della Repubblica Federale Tedesca, er testone che con l’asse Franco Tedesco ha distrutto l’Unione Europea, ha capito che le cose andavano male ed ha raggiunto il 10 ottobre 2005 un accordo politico che ha permesso ad Angela Merkel di essere il nuovo cancelliere. Senza farla lunga, le cose sono migliorate: dividendo responsabilità e meriti, così pochi giorni fa i Socialdemocratici hanno migliorati i risultati. Invece Veltroni cosa fa? Lo struzzo e lo gnorri.

Il 29 Gennaio 2008 alle 19:56 piermorini ha scritto:

Dopo le ultime elezioni l’on.Calderoli disse che quella legge elettorale era una “porcata” e l’abbiamo visto che aveva ragione se non altro perchè l’aveva fatta lui, ora si vorrebbe andare a nuove elezioni senza fare una nuova legge elettorale, senza dare a noi elettori la possibilità di scegliere i nostri candidati : doppia porcata !

Il 29 Gennaio 2008 alle 19:57 vincentvalentster ha scritto:

BASTA balletti. Inutile perdita di tempo, con i Partiti così diversamente orientati, “l’esplorazione” affidata a Marini o Amato. Anche a sinistra (vedi i comunisti di Diliberto) non c’è accordo sul governo a tempo. Ho la netta sensazione che, sempre a sinistra, abbiano il terrore di una sonorissima sconfitta elettorale e, quindi, tentano in tutti i modi, soprattutto parlando del “bene” del Paese, di procrastinare l’evento.

Il 29 Gennaio 2008 alle 20:04 piermorini ha scritto:

Oggi i senatori e deputati devono rispondere solo ai segretari di partito che li hanno messi nelle liste e già prima sapevano chi sarebbe stato eletto e per questo massima obbedienza al partito e menefreghismo assoluto per noi poveri elettori.Non credo che possa durare ancora a lungo, noi elettori vogliamo avere il diritto di eleggere direttamente il nostro candidato di qualunque partito sia, è chiaro ?

Il 29 Gennaio 2008 alle 20:09 piermorini ha scritto:

Quindi invece di gridare “elezoni, elezioni subito”, mettetevi attorno ad un tavolo e portate quei correttivi alla legge elettorale necessari per andare al voto democraticamente restituendo la possibilità di scelta ai cittadini.

Il 29 Gennaio 2008 alle 20:34 carlo.tosi ha scritto:

Siamo alle solite! Lo squallido teatrino della politica sta muovendo i suoi grandi e piccoli burattini. Per cercare, ognuno che parla, di convincere la gente che ha ragione lui e gli altri hanno torto. Che le cose non fatte o fatte male sono colpa “degli altri”. Che se gli dai il voto ti promettono ogni bene e prosperità. Tutti falsi, infingardi, saltimbanchi, voltagabbana, venditori di vuote parole e di fumo. La gente è STUFAAAA di queste vecchie marionette inutili. Vuole risposte, sicurezza, stipendi dignitosi ed onesta nella gestione della cosa pubblica! Pochissimi di loro meritano il nostro voto. Dovremmo riuscire a dar loro una bella lezione, alle prossime urne. Punire i mafiosi traditori che ora vendono il proprio sedere al berlusca. Punire i partituncoli inaffidabili e rissosi che non sanno mantenere un’impegno preso con la coalizione e sopratutto con chi li ha votati. Ma punire anche chi, megalomane, pretende di andare subito a votare, sicuro della vittoria, quale è il solito berlusconi. Siamo messi male, non si vede all’orizzonte una carica politica con vera volontà di cambiamento. Siano ancora alla mercè di questi insulsi strapagati e di vecchie cariatidi quali i senatori a vita.

Il 30 Gennaio 2008 alle 9:03 Urne in vista: meglio soli o male accompagnati? Il dilemma che spacca il Pd » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Domanda: alla fine delle consultazioni al Quirinale, cosa resta sul tavolo del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano? La risposta, prestando fede alle fonti del Colle (”non c’è una maggioranza assoluta delle forze politiche per lo scioglimento”) dice che non sembra ci sia spazio per ipotesi di scioglimento del Parlamento, nelle prossime ore. Un incarico pieno, o nell’ipotesi minima un mandato esplorativo, potrebbe essere la soluzione prossima. Ma che Napolitano sciolga o meno il Parlamento, una cosa appare certa a tutti: presto gli italiani torneranno a votare. E se il centrodestra sembra pronto ad andare unito e compatto alle urne, nel centrosinistra si affaccia l’ipotesi, ormai sempre più concreta, di non rivedere più la foto di gruppo dell’Unione 2006. Tanto basta a Rosy Bindi, ospite di Panorama del giorno su Canale 5, per ribadire che la candidatura alla premiership del segretario del Pd non è automatica: “Non ho detto che non è scontata, dico che non è automatica”. [...]

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