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Un girone dantesco quello che descritto nel rapporto dei carabinieri del Nas al termine dell’ispezione compiuta nell’ospedale di Vibo Valentia dopo la morte di Eva Ruscio, la sedicenne deceduta durante un intervento di tracheotomia dopo essere stata ricoverata per un ascesso alle tonsille. Nella struttura sanitaria i carabinieri, che hanno denunciato 30 persone tra medici e dirigenti, hanno riscontrato 800 infrazioni.
Nel corso delle verifiche sono state riscontrate una serie di problematiche che vanno dagli impianti elettrici non a norma all’omessa custodia di rifiuti sanitari a rischio infettivo. E’ stata riscontrata anche la mancanza di requisiti igienico-sanitari e strutturali; umidità e scarsa pulizia negli ambienti di lavoro; l’impraticabilità delle vie di fuga perché ostruite; la mancanza dei cartelli segnaletici di sicurezza; la non corretta tenuta dei registri di entrata ed uscita dei farmaci ad azione stupefacente. E per le persone denunciate l’ipotesi di reato è quella dell’inosservanza delle norme tese a garantire la sicurezza e la salubrità nei luoghi di ricovero e di lavoro.
A Vibo Valentia, in attesa della costruzione del nuovo ospedale che sarà realizzazione con una ordinanza di protezione civile, l’assessorato regionale alla sanità ha avviato una serie di lavori che consentiranno di superare le difficoltà evidenziate dai Nas. Ma ancor prima dei lavori, e subito dopo la morte di Eva Ruscio, il presidente della Regione, Agazio Loiero, aveva adottato anche una serie di provvedimenti tra cui anche la chiusura di alcuni reparti dell’ospedale.
”Conoscevamo i pre-risultati - ha detto l’assessore regionale alla sanità della Calabria, Vincenzo Spaziante - di questa indagine ed abbiamo avviato degli interventi per superare tutte quelle difficoltà messe in luce dai Nas e dalla commissione ispettiva del Ministero della Salute. Molti di quei lavori sono stati completati ed ora partiremo immediatamente con una seconda fase di lavori. All’interno dell’ospedale ci sono una serie di problematiche strutturali come ad esempio gli impianti elettrici che non sono a norma ed anche le misure di sicurezza anticendio”.
L’attenzione della Regione verso la struttura sanitaria di Vibo non trascura anche il ruolo dei medici perché, secondo l’assessore Spaziante, in questo momento ”non ci si può abbandonare in uno stato di pessimismo. Partiamo da una situazione che è pesantissima e stiamo cercando di portare l’ospedale a norma. Per fare ciò c’è bisogno del sostegno dei medici e non la loro presa di distanza”.
- Martedì 29 Gennaio 2008
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