Napolitano ha deciso: a Marini la missione impossibile


Ci siamo: all’ora del the, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha ricevuto al Colle il presidente del Senato Franco Marini per conferirgli un incarico di governo. Meglio, un tentativo.
Dopo avere ascoltato tutte le delegazioni, quindi, al termine della pausa di riflessione (24 ore esatte), il Quirinale ha fatto la sua scelta: quella di battere la strada delle riforme.
Per questo Napolitano ha conferito a Marini, il compito di “Verificare le possibilità di trovare un consenso sulla legge elettorale”, come recita il comunicato reso noto dal segretario generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra.

Rumors confermati, quindi, visto che da almeno 24 ore proprio sul nome della seconda carica dello Stato tutti (politici, commentatori, giornalisti) avevano scommesso. La decisione del Capo dello Stato è arrivata dopo aver concluso il giro di consultazioni con i leader politici e i presidenti emeriti della Repubblica.

Accettando, con “viva gratitudine” l’invito del Capo dello Stato, Franco Marini ha ammesso: “So bene che si tratta di un impegno non semplice, ma gravoso; i tempi sono stretti e il mio impegno si svolgerà nei tempi più brevi possibili perché so so che nelle attese dei nostri cittadini c’è una attenzione forte alla modifica della legge elettorale”.
Le posizioni dei partiti sono infatti note: la Cdl compatta vuole andare subito al voto. Berlusconi ha ribadito la richiesta di “elezioni, lasciandole gestire a Prodi” mentre Casini, che inizialmente era propenso a sostenere un governo istituzionale, si è allineato alle posizioni degli altri alleati (da Parigi lo stesso Fini è tornato a chiedere al presidente della Repubblica di “sciogliere le Camere”). Il centrosinistra, pur tra sfumature diverse e qualche eccezione, propende invece per un governo che faccia almeno la riforma elettorale, come ha spiegato al Capo dello Stato lo stesso Veltroni.

È stato, come aveva promesso, lo stesso capo dello Stato a motivare, davanti ai giornalisti, la scelta di incaricare Marini del tentativo di far convergere i partiti sulla riforma delle legge elettorale. Legge che era a un passo dall’essere modificata, con il consenso di buona parte del Parlamento, poco prima che la maggioranza di governo entrasse in crisi. Il presidente ha sottolineato inoltre come sia stata “chiaramente espressa” negli ultimi tempi, nel modo più imparziale, presso l’opinione pubblica e da parte di “significative rappresentanze del mondo economico e della società civile” una sempre maggiore preoccupazione che, senza la riforma della legge elettorale non si possa realizzare “la necessaria stabilità politica ed efficienza istituzionale”.
Napolitano ha anche ricordato, d’altronde, che “una modifica della legge elettorale” è stata sollecitata anche “attraverso una richiesta di referendum dichiarata ammissibile dalla Corte Costituzionale”.
Per questo, il presidente della Repubblica ha spiegato di aver prospettato alle forze politiche la necessità di una soluzione della crisi che “in tempi brevi dia almeno avvio agli indispensabili processi di riforma e a credibili impegni di più costruttivo e fruttuoso dialogo tra gli opposti schieramenti: dialogo”, ha aggiunto, “da me costantemente auspicato e obiettivamente necessario qualunque sia il risultato di nuove elezioni”.
Questa soluzione, tuttavia, ha riferito Napolitano, “è stata considerata impraticabile da quelle forze politiche che hanno indicato nello scioglimento delle Camere e nella convocazione delle elezioni sulla base della legge vigente il solo sbocco della attuale crisi politica”.
Quindi, il capo dello Stato, pur confermando “attenzione e rispetto” verso tutte le posizioni, ha sottolineato che la decisione di sciogliere le Camere è sempre stata “la più impegnativa e grave affidata dalla Costituzione al presidente della Repubblica”. Tanto più questa volta, ha osservato, “a meno di due anni dalle ultime elezioni”.
“Considero perciò mio dovere riservarmi una adeguata ponderazione e valutazione conclusiva; il che non può essere da nessuna parte inteso come scelta rituale o dilatoria”, ha detto Napolitano, aggiungendo di aver chiesto quindi a Marini, “facendo appello al suo senso di responsabilità istituzionale”, di “verificare le possibilità di consenso su un preciso progetto di riforma della legge elettorale e di sostegno a un governo funzionale alla approvazione di quel progetto e alla assunzione delle decisioni più urgenti in alcuni campi”.

LEGGI ANCHE: Un contratto a progetto e la scommessa sui numeri del Senato

Commenti

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Il 30 Gennaio 2008 alle 18:00 kinder17 ha scritto:

Marini è un grande uomo ma non ha la bacchetta magica nè è il Padre Eterno che può ridare un cervello a TUTTI i nostri cari politici che o non lo hanno mai avuto o se lo sono perso per strada. Si parla di elezioni quando fino a un mese fa tutti volevano il referendum per cambiare la legge PORKATA, Fini in testa che in una mezz’ora ha voltato gabbana alla grande pur di non deludere il “nemico” giurato Berlusconi (”è un incosciente politico” tuonava dalla poltrona di Vespa prima di Natale…) Casini in una notte ha già dato mille versioni sulla sua posizione, dal governo pacificatore a “elezioni subito ” possibilmente stanotte.
Tutti volevano cambiare le istituzioni a destra e a sinistra, ora tutti rivogliono la poltrona, a rischio di perderla se si cambia una legge, se si eliminano i partiti, se si tagliano le sedie. CHE SCHIFO!

I GIOVANI POSSONO SCAPPARE DA QUESTO PAESE DOVE “REGNANO “DA DECENNI LE STESSE LE FACCE DEL “REAME”. Ma noi che siamo “precari” da un decennio, in età quasi pensionabile ma che non avremo mai nè una pensione nè abbiamo ora uno stipendio decoroso, che fine faremo? Andremo alla Caritas o alla comunita’ di sant’Egidio sperando che ci diano una coperta e una gamella di brodo?

Il 30 Gennaio 2008 alle 19:13 adevita ha scritto:

Secondo me Il Presidente Napolitano ha tenuto conto della sua appartenenza politica per dare l’incarico esplorativo al senatore Marini, sperando nel passaggio di campo di qualche senatore. Penso che si andrà comunque al voto, viste le dichiarazioni della maggior parte degli interessai, per cui l’incarico affidato costituisce una nociva perdita di tempo, mai come ora prezioso, per affrontare le molte incancrenite emergenze del nostro amato Paese.
Certo chi subentrerà nell’amministrazione dello Stato avrà vita difficile, dato che non si è per nulla attenuato l’odio verso gli avversari, considerati nemici e non concorrenti per realizzare il bene del Paese.

Il 30 Gennaio 2008 alle 19:54 winfrank ha scritto:

Il presidente Marini avrà compito impossibile. Trattare con Berlusconi è praticamente impossibile. Il caro Berlusconi non vede l’ora di mettere le mani sul PAESE, non ha senso dello Stato. Usa il PAESE per i suoi comodi. Gli adepti (Fini e Casini) dopo peste e corna hanno improvvisamente trovato l’unità per il voto. Questi non sono uomini sono quacquaracquà.

Il 30 Gennaio 2008 alle 19:57 Prat_Pratico ha scritto:

Mai come in questo ultimo periodo della storia repubblicana si sono levati scudi in favore della nostra vecchia (decrepita) Legge Costituente. Tutti demagogicamente schierati a dichiarare la sua freschezza e ad impedire di fatto che una sua profonda riforma veda la luce. Abbiamo festeggiato il 60 compleanno della fanciulla in pompamagna, beandoci di aver conservato la sua verginità (stessa festa per Rosi Bindi ?). Adesso per gli “usi consentiti “da un aborto programmato hanno interpretato con notevole flessibilità lo stesso sacro Dettame. La sacra fanciulla ha perso la verginità ed è rimasta gravida .

Cosa ha partorito la vecchia fanciulla ?

Un governo a termine per uno scopo (qui la battuta era facile ma la lascio fare a voi).

Invito tutti i cultori del sacro dettame a trovare gli articoli che parlano di governo a termine con mandato ristretto a compiere una sola riforma.

Prat Pratico

Il 30 Gennaio 2008 alle 19:58 salvi64 ha scritto:

Sono tutti dei perditempo, questo è certo. Il “mandato esplorativo” (ma che vuoi esplorà?) serve solo a prolungare l’agonia di questa legislatura e maturare la pensioncina ai 400 nuovi mantenuti di stato.

Il 30 Gennaio 2008 alle 20:03 Marini: un contratto a progetto e la scommessa sui numeri del Senato » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] E poi dicono che solo i giovani sono precari. Invece da stasera anche la seconda carica dello Stato ha, con rispetto parlando, un contratto a progetto. Perché così è l’incarico che Giorgio Napolitano, ha affidato a Franco Marini. Quale progetto? Fare la legge elettorale per poi andare al voto. [...]

Il 30 Gennaio 2008 alle 20:12 astro ha scritto:

Ho impiegato del tempo e avuto dei dubbi prima di capire che l’ex Presidente della Repubblica Ciampi guardassi a sinistra e non rigorosamente equidistante dalle politiche dei partiti italiani.
Lo stesso dubbio non l’ho avuto minimamente per l’attuale Presidente Napolitano. Infatti, lui, comunista per fede politica, non poteva abbandonare al proprio destino l’avventura dei COMPAGNI al Governo del Paese, senza prestare il suo SOCCORSO ROSSO. Ecco spiegato la necessità di “salvare l’Italia”, calpestando la Costituzione.
Evviva.

Astro.

Il 30 Gennaio 2008 alle 20:36 bamboccioni alla riscossa » Blog Archive » Francamente ha scritto:

[...] (Franco Marini, Panorama.it, 30 gennaio 2008) [...]

Il 31 Gennaio 2008 alle 2:10 luanmagi ha scritto:

dispiace che il presidente abbia scelto una strada antica, ancien regime, pur avendo davanti a sè un obbligo di legge. infatti chi chiama in causa le consuetudini come strumenti aventi forza di legge, si dimentica che tali consuetudini sono state spazzate via dall’adozione del bipolarismo con l’indicazione del leader. Se cade quel leader perchè non ha più la maggioranza che lo aveva eletto, si deve andare alle elezioni. la barzelletta della necessità di una nuova legge elettorale può soddisfare i semplici di mente, gli ingenui e i vecchi compagni di partito e di pagnotta che non vogliono mollare la poltroncina. Dispiace perchè, almeno io, mi andavo convincendo che, malgrado la provenienza, Napolitano era un presidente super partes. =(

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