Pure nella seconda università romana il rettore non dà il buon esempio. Alessandro Finazzi Agrò, ordinario di biochimica, ha in facoltà non solo il figlio Enrico, associato di urologia, ma anche i nipoti di primo grado: Calogero Foti e Gaetano Gigante, entrambi docenti a medicina. Facoltà in cui nemmeno il preside Renato Lauro si è sottratto: professore di medicina interna, ha un figlio che è ordinario nello stesso dipartimento. Sempre a medicina Giorgio Federici è docente di biochimica; il figlio Massimo è associato di medicina interna. Pure Giovanni Leonardis, ex ordinario di anestesiologia, ha lasciato prole in servizio: Carlo e Francesca, tutti e due ricercatori.
Cambiando specialità il risultato non cambia. Prendiamo il caso di otorinolaringoiatria, dove spopolano i Di Girolamo: il padre è Alberto, emerito della disciplina in cui un figlio, Stefano, è professore associato. L’altro ha cambiato ramo: Michele è difatti ricercatore a odontoiatria.
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- Mercoledì 30 Gennaio 2008
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Il 2 Dicembre 2010 alle 10:33 Figli di… » Nepotismo accademico: se il professore tiene famiglia ha scritto:
[...] di Bologna- Università di Firenze - Università di Siena - La Sapienza di Roma - Tor Vergata di Roma - Università Cattolica di Roma - Federico II Napoli -Università della Basilicata - Università [...]
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