Dal centro la Rosa bianca dei Tabaccini. Sì a Marini e un sogno democristiano


Siccome: “La Cosa bianca non so cosa sia” aveva detto Pier Ferdinando Casini, ecco la Rosa Bianca. Giudizio del leader Udc? “Inutile, non vale neanche la pena di parlarne”. Giudizio piccato, ma non disinteressato, visto che l’ultimo fiore sbocciato nella politica italiana è quello creato, con una mini scissione, da due suoi ex compagni di partito: Mario Baccini e Bruno Tabacci. I gemelli “Tabaccini”, come ghignano i maligni. Gemelli diversi, comunque.
A dare il “la” alla nuova formazione è stato, in realtà, il vicepresidente del Senato, il romano Baccini (politico da piazza, vicino a Ruini, firmatario del Manifesto di Pezzotta): l’unico a sfilarsi dal documento di fedeltà alla linea Casini-Cesa delle “elezioni subito”. Il lombardo Tabacci (un’aria professorale, già presidente della regione, ottimi rapporti con gli industriali e i volenterosi dei due schieramenti: da Tremonti a Bersani), gli è poi andato dietro.
Cosa voglia il nuovo “strano” duo della politica italiana va al di là delle parole scritte nel comunicato in cui annunciano i loro addio a Casini&Cesa: “Il cambiamento di linea adottato da Casini in modo assolutamente strumentale da novembre ad oggi, in completo dissenso dal mandato congressuale, da lui e dal segretario Cesa votato, ci impone di trarne le conseguenze”. Cioè: non è solo la dichiarazione di un sì al governo Marini (ma solo se sul tavolo ci sarà una legge proporzionale), ma anche l’inizio di un progetto di rinascita della Dc.

Almeno nelle loro intenzioni. Dal punto di vista dei numeri, per ora la Rosa non ha molti petali: i due sono deputato (Tabacci) e senatore (Baccini) e pare che possano contare sulla corrente minoritaria del paritito di casini: più o meno un quinto. Ma i due non si scoraggiano: il “bipolarismo muscolare” è morto, serve “una iniziativa nuova al centro. Potrà essere una Rosa Bianca, un fiore offerto alla speranza degli italiani”.
Eppure senza il consenso del potenziale azionista di maggioranza, resuscitare Moby Dick non sarà così facile. Al di là dell’adesione di Savino Pezzotta (ex leader cislino - come Marini - portavoce del Family Day e alla testa di un movimento targato Cei), Udc e Udeur sembra non ne vogliano sentire parlare. Il presidente di Confindustria Luca di Montezemolo e l’ex commissario Ue Monti ai numerosi appelli non hanno risposto. Chi rimane? I superstiti della diaspora dc. Ma Gianfranco Rotondi (Dca) ha sempre ribadito fedeltà a Berlusconi. Mentre il titolare dello scudocrociato, Giuseppe Pizza, non appare disposto a spendere il prezioso marchio per un’avventura rischiosa. Lo stesso Antonio Di Pietro gioca su più tavoli: tiene buoni rapporti col Pd e flirta con i post-dc: ce n’è abbastanza per comprendere che Moby Dick è piena di arpioni nel fianco.
E che per i due transfughi - diversissimi per formazione e frequentazioni - il compito di rianimazione sarà una missione impossibile. Un po’ come quella “dell’amico Marini”, chiamato a trovare i numeri per un governo in Senato.

LEGGI ANCHE: Il dossier sulla crisi

Commenti

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Il 31 Gennaio 2008 alle 16:59 luanmagi ha scritto:

non li capisco proprio. un movimento del genere poteva essere fatto dopo le elezioni anche perchè non sono portatori di idee particolarmente nuove e sopratutto non conflittuali con obbiettivi e programmi del centro destra. Salvo che anche loro siano colti da un raptus anti Berlusconi a prescindere. Un rallentamento del processo che porta alle elezioni è un favore all’estrema sinistra e un danno al centro destra. Per bravi che siano non hanno le phisique du role per coprire spazi politici appannaggio di un progetto di socialismo illuminato, abortito, per volere del pci, con il crollo di craxi. Avranno il loro interesse…

Il 31 Gennaio 2008 alle 17:04 nhico ha scritto:

Gli ultimi sfornati dal forno Follini. Ma non è una sorpresa per nessuno. Il segno del tradimento l’avevano scritto in fronte anche loro. Perché sempre di tradimento si tratta. Ma non verso Casini e l’Udc, ma verso gli italiani che li hanno votati. Tabacci, mentre cullava nel cuore e nella mente il da farsi, nella sua ultima apparizione a “Ballarò”, aveva parole di disprezzo per Berluscone e, come sempre, si atteggiava a grande moralizzatore. Gli mancava in mano solo un mazzo di biancospino.
Aveva detto che non si sarebbe neppure più candidato, ed invece…

Il 31 Gennaio 2008 alle 17:17 ruggi ha scritto:

Follini è pasato dall’altra parte in quanto la moglie lavora presso l’Agenzia delle Entrate con un incarico dirigenziale. Quindi alle dipendenze di Visco. Per cui motivi emergono ,motivi di convenienza e di opportunità.Gli altri due non so proprio cosa voliono. Tabacci è stato sempre contro Berlusconi e non so perchè non se ne sia andato prima.
Baccini:la carica di Vice Presidente del Senato sarà stata determinante quando in occasione della fiducia si cercavano voti e Baccini sarà stato tentato ma forse non poteva esporsi più di tanto. Oggi trova la scusa di condividere le idee delle sinistre per qualche poltrona.
Questi comportamenti appartengono a personaggi che non meritano nemmeno l’attenzione del disprezzo. Sono uomini senza arte nè parte. Il resto l’affido a Beppe Grillo.

Il 31 Gennaio 2008 alle 18:43 pasmes ha scritto:

A vederli e a sentirli parlare alla televisione sembravano persone di un certo livello politico ed anche attendibili.
Invece la loro mentalità è nientemeno che quella del trasmigatore nello schieramento opposto, di idoelogia completamente diversa e in sintonia con la Sinistra, di chi va a sostenere un governuccio che non corrisponde alla volontà del popolo italiano, che si reggerebbe con le solite forzature e ricatti.
Il Presidente Marini mi ispira una certa fiducia e ha dato l’impressione di essere persona meritevole di una certa stima, -finora ha dato l’impressione di essere coerente con le sue dichiarazioni precedenti. Staremo a vedere se sarà disponibile a formare un governo simile a quello di Prodi, che si sorreggerebbe per un pelo con il sostegno di un paio di tranfughi, e in contrasto con la volontà popolare, per tirare a campare con il pretesto delle riforma che la classe politica attuale, troppo frammentata, non è in grado di varare.
Non glielo auguro.

Il 31 Gennaio 2008 alle 18:57 terranostra ha scritto:

VOTO SUBITO!! NON PERDERE ALTRO TEMPO!!
Come al solito in Italia i
politicanti di professione sono esperti nel riuscire a distrarre
l’opinione pubblica dai problemi reali. Infatti,per costoro,
cambiare
l’attuale legge elettorale sembra l’unico problema del nostro
paese.
Altro che potere d’acquisto ai minimi storici, indebitamento
pubblico
inaudito, percentuale degli insolventi in crescita, famiglie che non
arrivano alla fine del mese, pressione fiscale insostenibile per non
parlare poi di oscenità quali il problema dei rifiuti in Campania,la
chiusura di Malpensa in Lombardia,la malasanità in Calabria, la
sicurezza pubblica nel Veneto, l’economia in stallo con la caduta a
picco delle vendite e si potrebbe continuare all’infinito.
Elezioni
subito sperando in una qualunque maggioranza forte piuttosto che un
governicchio istituzionale che non potrà che far perdere altro tempo al
paese ovvero non meno di un anno come richiesto dal PD.

Draghi,il
governatore della Banca d’Italia ha certificato che gli
stipendi/salari
e pensioni sono quasi fermi dal 2000, mentre il costo per vivere in
famiglia è raddoppiato da quando è stato inserito l’euro.
Ma ci voleva
così tanto per capirlo ?
I “guru dell’economia”, (CIAMPI,PRODI)con le
loro belle facce di bronzo, contestavano che l’Italia correva meno
degli altri paesi europei e, ciascuno di loro, aveva il proprio
progetto finanziario per risollevare l’economia. Ma nessuno, dico
nessuno, dei magnifici “guru dell’economia” ha mai detto,
o preso atto
della cantonata, che gli stipendi in euro sono stati portati al 50%, (1
milione di lire = 500 euro) mentre tutti, ma proprio tutti i prodotti,
sono
passati dalle mille lire a 1 euro.
Il Popolo italiano è stato
truffato dai banchieri europei?
I complici in Italia:politici e
sindacati.
E’ strano, molto strano che nè i sindacati, nè la classe
politica si è reso conto di questo fatto e, attenzione, stiamo parlando
di stipendi/salari di lavoratori dipendenti, immaginatevi le condizioni
di operai andati in pensione nel 2002 ! ! !
Il centro- destra che, dai
sondaggi attuali, vincerà le elezioni chiede:
VOTO subito per
risolvere i problemi che hanno la maggior parte degli italiani.
Diamo
a loro fiducia, ma brandendo un forcone o un machete tra le mani pronti
ad usarli,nel caso che non venga attuata una sana e trasparente
politica popolare.
Chi vuole capire,capisca.

ing.Ciro Cipolla-
Terranostra-Legalità nella Libertà

Il 31 Gennaio 2008 alle 19:05 redazione ha scritto:

La Rosa Bianca? C’è già ed è vicina al centrosinistra, e i suoi promotori sorridono ogni volta che questo nome viene evocato da esponenti del centrodestra come possibile sigla di una nuova formazione cattolica; infatti, questa associazione nacque proprio per mettere in discussione l’unità politica dei cattolici. A fondare l’associazione “La Rosa Bianca” (che si richiama al nome assunto da un gruppo di studenti cristiani che cercarono di opporsi in modo nonviolento al regime della Germania nazista) fu nel 1979 Paolo Giuntella, oggi giornalista Rai, e all’epoca uno dei leader dell’associazionismo cattolico (Azione cattolica, Fuci, Agesci, Acli). Gli aderenti arrivano dal mondo del cattolicesimo democratico. “È stata fondata” ricorda Giuntella “come Associazione di cultura politica e religiosa, di cattolici liberal e personalisti”. Negli anni Ottanta furono importanti le scuole estive che ogni anno si svolgevano a Brentonico, e dove, ricorda ancora Giuntella, “sono passati personaggi come Romano Prodi, Pierluigi Castagnetti, Rosy Bindi, Alexander Langer, Stefano Ceccanti, Pietro Scoppola, Giorgio Tonini e anche Walter Veltroni; senza parlare di padre Turoldo o Enzo Bianchi”. Insomma “molti dei padri tutelari dell’attuale centrosinistra”. “Ricordo che a Brentonico”, dice Giorgio Benigni, animatore dell’Associazione a Roma “frequentavano la scuola Enrico Letta, quando aveva tutti i capelli, o Lapo Pistelli, che allora era un capellone”. “Oggi è una piccola associazione”, osserva Giuntella “ma all’epoca fu importante: fu uno dei cantieri dell’Ulivo”. Infatti, sottolinea Benigni, “era lì che si teorizzava la fine dell’unità partitica dei cattolici, e la morte della Dc. Oggi curiosamente viene evocata da Baccini, come lo fu anni fa da Buttiglione: comunque nel centrodestra, e per di più per resuscitare la Dc”. “Effettivamente è curioso” conclude sorridendo Giuntella “però i ragazzi della Rosa Bianca, quelli che nel 1943 si opposero a Hitler, erano cattolici e protestanti che oggi sarebbero progressisti: avevano l’idea di un socialismo religioso e umanitario; e anche la nostra Associazione è più orientata al cattolicesimo democratico. Anche a livello ecclesiale siamo vicini all’impostazione del cardinal Martini”. Non per nulla ai Ragazzi della Weisse Rose, la Rosa Bianca, in particolare ai fratelli Sopie e Hans Scholl, Veltroni ha voluto intitolare una strada a Roma.

(Ansa)

Il 31 Gennaio 2008 alle 19:15 lello ha scritto:

Spero nella serietà di Marini quando afferma di essere alla ricerac di un amaggioranza politica e non personale, significando che non è alla ricerca del voto del Follini o del Baccini di turno.
Ciò premeso ritengo che chiunque cambi la propria posizione politica dopo essere stato votato dai cittadini è sempre e solo un TRADITORE, e compie un atto di vera immoralità politica. Poi si può ragionare sulle opportunità sugli schieramenti, ma si tratta sempre di traditori e di immorali.E la cosa più grave e spesso si ergono a moralizzatori evidenziando il distacco della gente dalla politica, come se il loro atteggiamento non inducesse allo schifo. Apprezzo molto di più un Bertinotti, pur lontano dai miei ideali, che i vari Follini, Dini, Tabacci, Baccini,etc.etc.
Anche loro si aggiungeranno a quelli che vedono come unico guaio del nostro Paese la legge elettorale, mentre la sanità, la munnezza, la sicurezza, la povertà crescente,la camorra,la mafia,la corruzione,la Pubblica Amministrazione che non funziona, sono solo problemi secondari che possono attendere.Spero si voti subito così il Parlamento possa sbarazzarsi dei Follini/Baccini di turno che infettano la classe politica.
Poi quando si voterà per il Comune di Roma capiremo quali alti ideali hanno spinto Baccini a stringere la Rosa bianca.
Vergogna, senza strillare, molto pacatamente, ma vergogna, democristianamente vi dico vergogna.

Il 31 Gennaio 2008 alle 20:45 vincenzod ha scritto:

Credo che Tabacci & c. siano stati gli artefici del flop quando l’unione vinse con il risultato da primato (patente di incompetenza) scrissi: CDL, tre centravanti senza palle! Ora è finita, chiaro e semplice: che vadano al diavolo! Io ho avuto il dispiacere di conoscere Tabacci a Milano, non mi piaceva, ora vanno con Bertinotti e kompagnuzzi: avranno un posto al sole.

Il 31 Gennaio 2008 alle 21:33 astro ha scritto:

Dei due “individui”, hanno già detto tutto i miei predecessori. Per il disprezzo che provo del loro tradimento non mi sento di aggiungere altro. A nemico che fugge…ponti d’oro. Ma per favore, non facciano i moralisti.Vergogna! Astro

Il 1 Febbraio 2008 alle 10:47 struzzo.tv ha scritto:

[...] Quali sono i politici che si stanno muovendo in maniera più intelligente in questo scorcio finale di legislatura? “Sicuramente Baccini e Tabacci che staccandosi dalla linea del loro capo, Casini, hanno implicitamente incoraggiato il mandato di Marini che però si siederà per realizzare una legge che con lo sbarramento alto impedirà ai piccoli partiti, come per esempio la Rosa Bianca, di sedersi un Parlamento.” [...]

Il 3 Febbraio 2008 alle 13:42 2008, fuga da Palazzo. A sinistra è partita la corsa alla poltrona sicura » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] La ministro della Famiglia, Rosy Bindi, e quello della Difesa, Arturo Parisi, si contenderanno le poche briciole che Veltroni lascerà alla minoranza del Pd. Poco, ma dovranno farselo bastare, aspirando a guidare la corrente minoritaria dei democratici. Meno problemi avranno tutti quei ministri che sono leader di partito. Il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, tornerà a guidare i Verdi a tempo pieno, mentre quello delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, l’Italia dei Valori o la nascente Cosa Bianca in cui si mormora potrebbe finire. Fabio Mussi, leader di Sinistra Democratica, non ha ascoltato le sirene di Veltroni che lo volevano far rientrare nel Pd perché vuole costruire la Cosa Rossa. E proprio la nuova aggregazione della sinistra radicale dovrebbe essere guidata dal ticket Fausto Bertinotti (che non vede l’ora di tornare alla politica attiva e che allo scioglimento delle Camere lascerà lo scranno più alto di Montecitorio) e Grazia Francescato, oggi deputata dei Verdi. [...]

Il 3 Febbraio 2008 alle 19:21 irosco ha scritto:

tabacci non l’ho mai compreso,forse per la mia modestissima intelligenza,è stato sempre avverso a berlusconi,ma non ha mai rifiutato la candidatura nel cdx.eppure è un combattivo,preparato,ma probabilmente si illudeva di poter cambiare ilcdx.nonostante sia un politico non mi ha però mai dato l’idea di poter essere un leader,poteva suggerire qualche idea in campo delle attività produttive,perchè carente della visione generale dello stato politico italiano,tanto è vero che spingeva per una legge elettorale alla tedesca e non a caso si ritrovava con l’ex sovietico ancora comunista bertinotti.possibile che l’italia abbia bisogno di leggi elettorali spagnole francesi,tedesche etc.?qualcuno che si crede superintelligente sostiene che noi dobbiamo guardare all’europa,ma se in ogni stato si vota in maniera diversa?MA FATECI IL PIACERE.PER GOVERNARE CARO TABACCI CI VOGLIONO I VOTI,NON I LORO SURROGATI.berlusconi ha governato tutta la legislatura,perchè,nonostante il mio scetticismo montanelliano,si è rilevato un vero leader politico,mentre prodi non riesce a coordinare nemmeno una riunuione di condominio.questa credo sia la verità.un vero leader può avere 1000 gravi difficoltà ma le supera con il carisma,la convinzione delle sue idee,il savoir faire,il team che lo affianca,i consiglieri etc.on.tabacci,le suggerirei di tornare a casa e meditare,perchè una pausa di riflessione le farebbe bene,glielo dice uno che ha seguito quasi tutti i suoi interventi alla 7,e poi stringa alleanza con della vedova e capezzone,non con baccini,che non ho il piacere di conoscerlo,anche perchè i suoi interventi tv non hanno lasciato ricordi.

Il 12 Febbraio 2008 alle 15:36 Ecco il simbolo della Rosa Bianca. E le spine sono per Casini » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Alla fine è sbocciata anche la rosa bianca. In un tondo blu, dove nella parte inferiore compaiono le parole Libertà e Solidarietà: questo il simbolo presentato alla stampa da Savino Pezzotta, Bruno Tabacci, Mario Baccini e Guido Folloni. È il simbolo dell’ennesimo partito italiano: una Rosa Bianca, presentata come una espressione di perfezione, rinascita e bellezza che esprime anche l’idea di freschezza e rinnovamento e il blu utilizzato per il fondo del simbolo si ispira alla bandiera europea, per sottolineare l’adesione ai suoi valori. “Libertà e solidarietà”, spiega Pezzotta ex segretario Cisl e presidente del partito, “non sono in contraddizione per chi come noi punta a valorizzare l’economia di mercato con la garanzia delle tutele sociali. Ci presentiamo come una forza nuova che volta le spalle alla politica muscolare per dare spazio alla politica dei miti, intese come persone, che non si arrendono e considerano l’Italia un grande Paese che può diventare più grande a patto che si riparta dalle esigenze delle famiglie”. Niente muscoli, quindi, ma sì alle stoccate. A Pier Ferdinando Casini, in primis: “Casini non ha avuto coraggio, poteva cominciare con noi una nuova esperienza. Ora torna con le mani dietro la schiena, mi sembra si dica così…”, dice Pezzotta in riferimento alle trattative in corso tra il leader dell’Udc e Silvio Berlusconi per un eventuale ingresso o apparentamento con il Partito delle libertà. Dal canto suo, Bruno Tabacci, candidato premier della nuova formazione centrista, alla domanda dei cronisti se sia possibile una intesa con Casini, qualora l’Udc non entrasse nel Pdl ricorda che: “Ci sono contatti espliciti tra di loro per trovare una intesa ma noi non partecipiamo a questo mercato o, come dice il Cavaliere, a questo teatrino della politica”. Sulla possibilità di superare la soglia del 4% e sul potenziale bacino elettorale della Rosa bianca, Baccini risponde così ai cronisti: “Pensate che in Italia ci siano solo un 4% di cittadini incavolati? Sono molto ma molto di più e noi ci rivolgiamo a loro”. [...]

Il 13 Febbraio 2008 alle 12:37 Kataweb.it - Blog - latavolarotonda » Blog Archive » Uniti ha scritto:

[...] Quarantotto ore per trovare un accordo tra Silvio Berlusconi e Pier Ferdinando Casini: giovedì si riunisce la direzione dell’Udc per decidere se entrare nel Popolo della Libertà; se federarsi o allearsi, e in che forma, con la neonata creatura berlusconiana. In ballo c’è un aspetto di principio, e qui la bilancia pende nettamente a favore del Cavaliere: Pdl da una parte, Pd dall’altra, hanno conquistato quasi per intero la scena delle elezioni perché rispondono alla richiesta di semplificazione della politica, sempre più crescente nell’opinione pubblica. Ma c’è anche un aspetto pratico, perché un Udc totalmente fuori dal Pdl e dal centrodestra metterebbe a repentaglio una vittoria che appare già scontata. Se i sondaggi sono veritieri, il Pdl non dovrebbe avere problemi nel conquistare il premio di maggioranza alla Camera, e dunque arrivare (assieme alla Lega) a 340 seggi. Ma al Senato, dove il premio è attribuito su base regionale, la situazione è più complessa. L’Udc da solo può sottrarre voti al blocco di centrodestra in alcune regioni chiave, Sicilia in testa.Dunque si moltiplicano le ipotesi di un accordo tecnico che contemporaneamente salvi anche la faccia a Casini. Dopo le elezioni politiche ci saranno quelle per la regione Sicilia; Forza Italia ha già schierato Gianfranco Micciché contro un esponente centrista da decidere. Micciché potrebbe ritirare la candidatura (così suggeriscono per esempio dentro An), oppure il contrario: via libera a Micciché in Sicilia in cambio di un po’ più di autonomia all’Udc a livello nazionale.In entrambi i casi, però, Berlusconi chiede alla pattuglia di Casini due garanzie precise: se manterrà il proprio simbolo di partito (quindi non confluendo nel Pdl) dovrà togliere la scritta “Casini presidente”, e soprattutto firmare un impegno blindato a formare un gruppo unico con il Pdl dopo le elezioni. Il primo impegno è prevalentemente simbolico, il secondo pratico: Berlusconi non si fida più della politica delle mani libere di Casini; inoltre, se davvero si aprirà un grande tavolo di trattativa con Walter Veltroni, vuole essere lui e non altri l’interlocutore del leader del Pd.Ma quanto vale il partito di Casini? I sondaggi concordano nell’attribuirgli un peso oscillante tra il 4 e il 6 per cento. Ma quest’ultima è la quota raggiunta nel 2006: da allora Casini ha subito le scissioni di Marco Follini, Bruno Tabacci e Mario Baccini a sinistra, e del gruppo di Carlo Giovanardi a destra. Insomma, i neo-democristiani non godono di ottima salute. La legge in vigore consente di guadagnare seggi alla Camera superando il 2 per cento se si è collegati in una coalizione, mentre se si è fuori occorre il 4. Al Senato lo sbarramento sale rispettivamente a 3 e 8%. Val d’Aosta, Trentino e Molise, oltre alle circoscrizioni estere, hanno regole a parte.Insomma, al Senato Pdl e Udc divisi rischiano di rimetterci entrambi; ovviamente a beneficio del Pd e del centrosinistra. Ecco perché è probabile che alla fine un accordo tecnico venga raggiunto: un patto federativo, valido magari da Roma in giù, sotto le insegne del Partito popolare europeo, che ormai ha dato la propria benedizione al Pdl.Ma Berlusconi chiede anche un impegno politico. E per il momento sembra attribuire poco rilievo agli appelli pro-Udc della Conferenza episcopale italiana. Il Vaticano ha chiarito ufficialmente che un conto è la linea dei vescovi (ispirata in pratica da Camillo Ruini, potente “ex”), altro conto quella della Santa Sede. Il Cavaliere ha risposto appoggiando la moratoria sull’aborto: iniziativa prevalentemente simbolica visto che Berlusconi ha chiarito che su questi temi vale la libertà di coscienza. [...]

Il 11 Novembre 2009 alle 17:58 L’Alleanza per l’Italia di Rutelli: volti noti e un nome di seconda mano - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] Bersani che ha idee diverse…”); Bruno Tabacci (ex democristiano, già fondatore della Rosa Bianca, che ha detto addio all’Udc) nel ruolo di portavoce; Pino Pisicchio (fuoriuscito dall’Idv [...]

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