Campidoglio, staffetta Veltroni-Rutelli per non perdere Roma

Francesco Rutelli, Walter Veltroni e un destino comune: il Campidoglio | Ansa
Per il centrosinistra romano, è il candidato del momento. Se, come è ormai quasi certo, in primavera si andrà a votare per le elezioni comunali della capitale, Francesco Rutelli appare come il più probabile dei concorrenti alla poltrona più prestigiosa del Campidoglio.
Una proposta sussurrata un paio di giorni fa da alcuni uomini vicini all’ex presidente della Margherita e che sembrerebbe aver già ricevuto il consenso del (quasi) dimissionario Walter Veltroni, “deciso costi quel che costi a convincere Francesco, per non riconsegnare al centrodestra Roma”.

Dunque, sette anni dopo aver lasciato Roma, il ministro della Cultura torna di nuovo a giocare in casa: pronto a scalare per la terza volta il colle del Campidoglio. Dopo la staffetta del 2001 (Rutelli, da candidato premier dell’Ulivo, lasciò le chiavi della Città Eterna a Veltroni) si prepara dunque la contro-staffetta: Walter, il candidato premier stavolta è lui, si prepara a riconsegnare le chiavi della città all’amico Francesco.
Una partita tutta in famiglia che si spiega con un’emergenza inconfessabile: la sinistra italiana, certa di perdere Palazzo Chigi, non può permettersi di perdere anche il Campidoglio. Proprio grazie alla propulsione di due ultimi sindaci, dal Campidoglio passano ormai capi di Stato, papi e regine, star del cinema e del rock, fluiscono appalti miliardari, la vetrina e il potere sono almeno pari a quelli di un grande ministero
La carta Rutelli serve inoltre come risposta decisa all’ipotesi di una candidatura di Gianfranco Fini, che non ha mai escluso di correre nuovamente per la carica di primo cittadino della Capitale. L’ipotesi di un remake a quindici anni di distanza, proprio contro il candidato che lo sconfisse, di sicuro non agevolerebbe la scelta del presidente di Alleanza Nazionale. Una vera e propria doccia fredda, che porterebbe l’ex Casa delle Libertà a puntare su altri nomi, in primis sul vicepresidente della Commissione Europea Franco Frattini, anche se per molti dirigenti di Forza Italia il “sogno resta quello di convincere Gianni Letta”.
Il vicepremier, finora, non ha sciolto le sue riserve, sebbene la sua candidatura non sembri trovare forti attriti all’interno della sua coalizione. Ciò che invece appare certo è che, se dovesse decidersi, anche le due ipotesi più accreditate all’interno del centrosinistra in questo momento, e cioè le designazioni dell’ex ministro Paolo Gentiloni e del presidente della provincia di Roma Enrico Gasbarra, diverrebbero secondarie.

E non va dimenticato che, a differenza dell’attuale sindaco, che non è mai riuscito a rompere la diffidenza nutrita nei suoi confronti in Vaticano (le parole di Papa Ratzinger sul degrado di Roma ne sono un esempio eloquente), Francesco Rutelli ha coltivato e mai interrotto un ottimo rapporto con i porporati d’Oltretevere e, in particolare, col cardinale Camillo Ruini, che di Benedetto XVI è vicario e sulle coscienze dei cittadini dell’Urbe pesa.
In queste ore, inoltre, è stata proprio l’ala massimalista della maggioranza in consiglio comunale, in primis Rifondazione Comunista, a dichiararsi possibilista su un ritorno di Rutelli. Dopo aver premesso che “per noi non è l’ideale”, il segretario locale di Rc Massimiliano Smeriglio si è detto disposto ad appoggiarlo, dato che “siamo una forza responsabile e di governo e non vogliamo regalare la città alla destra”. Stesso tenore per tutte le altre formazioni politiche alla sinistra del Pd che, dopo aver storto il naso per il percorso politico degli ultimi anni dell’ex candidato premier (”su certi temi etici, il Rutelli del ‘93 non è certo lo stesso di oggi”), hanno chiesto come garanzia un programma di governo da sottoscrivere con il Pd e l’interessato.

L’incubo di una riproposizione in miniatura delle 280 pagine del programma dell’Unione, vero oggetto di controversie durante il governo Prodi, si ripresenterebbe così in forme diverse a pochi mesi di distanza dal fallimento di quell’esecutivo. Anche se già gli alleati del Pd hanno chiarito: questa volta dovrebbe essere molto più breve e dettagliato.

LEGGI ANCHE: Berlusconi, il Quirinale e il gioco delle date - Camere con vista/Il rovescio delle consultazioni di Marini - Il dossier sulla crisi di Governo

Commenti

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Il 2 Febbraio 2008 alle 9:59 vincenzod ha scritto:

Veltroni ha dimostrato che non è proprio capace di Governare una città, ma lo premiano per Governare il Paese, e Rutelli è stufo di mangiare cicoria! Sarebbe stato meglio Jervolino e Bassolino così finivano l’opera, di ridurla anche Roma ad un mondezzaio! Spero che i Romani e i Napoletani si ricordino: attenti a quei due!

Il 2 Febbraio 2008 alle 11:18 terranostra ha scritto:

L’ultima cantonata di Romano Prodi:48 ORE PER RIPULIRE NAPOLI !!!!

Ma il ns caro ex-premier Romano Prodi non disse un mese fa ” entro 48h
il governo definitivamente risolve il problema dei rifiuti di Napoli?”
Promesse elettorali!!!!
C…te, come buona parte di quello che
racconta il PD. Veltroni andrà da solo alle elezioni per annullare la
sinistra antagonista,una vera guerra all’ultimo comunista visto che
Bertinotti organizzerà la “cosa rossa”.
Noi dovremmo credere alla
bufala della riforma elettorale? C..te per perdere tempo e ritardare
la resa dei conti, altro che referendum e storie varie.
Dobbiamo andare
al più presto alle urne e mandare definitivamente a casa questa
gentaglia che sta rovinando il paese.

Siamo certi che esiste una
soluzione politica per smaltire siai rifiuti che i politici PD in
Campania.
Le dimissioni in massa del gruppo politico dominante in
regione,provincia e comuni(Bassolino,Di Palma e Iervolino in testa)
certamente risolverebbero il dramma dei rifiuti.
Come confermato anche dal sindaco di Venezia, il filosofo Cacciari ,una volta azzerato l’intero quadro politico campano si potrà ricostruire, con l’aiuto di tutti, una nuova classe politica dirigente che si impegni a ricostruire negli anni futuri un proficuo rapporto con i cittadini ed una immagine di Napoli e della Campania più degna del ns. inestimabile patrimonio.
Quanto prima si dimettono meglio è per tutti!!!

VOTO SUBITO!! NON PERDERE ALTRO TEMPO!
Come al solito in Italia i politicanti di professione sono esperti nel riuscire a distrarre l’opinione pubblica dai problemi reali. Infatti,per costoro, cambiare
l’attuale legge elettorale sembra l’unico problema del nostro paese.
Altro che potere d’acquisto ai minimi storici, indebitamento pubblico
inaudito, percentuale degli insolventi in crescita, famiglie che non arrivano
alla fine del mese, pressione fiscale insostenibile per non parlare
poi di oscenità quali il problema dei rifiuti in Campania,la chiusura
di Malpensa in Lombardia,la malasanità in Calabria, la sicurezza
pubblica nel Veneto, l’economia in stallo con la caduta a picco
delle vendite e si potrebbe continuare all’infinito. Elezioni subito
sperando in una qualunque maggioranza forte piuttosto che un
governicchio istituzionale che non potrà che far perdere altro tempo al
paese ovvero non meno di un anno come richiesto dal PD.

Draghi,il governatore della Banca d’Italia ha certificato che gli
stipendi/salari e pensioni sono quasi fermi dal 2000, mentre il costo
per vivere in famiglia è raddoppiato da quando è stato inserito l’euro.
Ma ci voleva così tanto per capirlo ?
I “guru dell’economia”, (CIAMPI,PRODI)con le loro belle facce di bronzo,
contestavano che l’Italia correva meno degli altri paesi europei e, ciascuno di loro, aveva il proprio progetto finanziario per risollevare l’economia.
Ma nessuno, dico nessuno, dei magnifici “esperti dell’economia” ha mai detto, o preso atto della cantonata, che gli stipendi in euro sono stati portati al 50%, (1 milione di lire = 500euro) mentre tutti, ma
proprio tutti i prodotti, sono passati dalle mille lire a 1 euro.
Il Popolo italiano è stato truffato dai banchieri europei !!!
I complici in Italia:politici e sindacalisti.
E’ strano, molto strano che nè i
sindacati, nè la classe politica si è reso conto di questo fatto e,
attenzione, stiamo parlando di stipendi/salari di lavoratori
dipendenti, immaginatevi le condizioni di operai andati in pensione nel
2002 ! ! !
Il centro- destra che, dai sondaggi attuali, vincerà le
elezioni chiede:
VOTO subito per risolvere i problemi che hanno la
maggior parte degli italiani.
Diamo a loro fiducia, ma brandendo un
forcone o un machete tra le mani pronti
ad usarli,nel caso che non
venga attuata una sana e trasparente politica popolare.
Chi vuole
capire,capisca.

ing.Ciro Cipolla-Terranostra-Legalità nella Libertà

Il 5 Febbraio 2008 alle 18:25 Urne in vista: la carica dei 100 e uno sindaci. In cerca di una poltrona onorevole » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Tra i sindaci che hanno già reso note le loro intenzioni, quello di Vicenza Enrico Hullweck, che con il mandato in scadenza nel 2008 e non potendo più essere rieletto, ha più volte dimostrato di gradire una candidatura in Forza Italia. Sicuro della scelta da fare è invece il primo cittadino di Venezia Massimo Cacciari, soprattutto ora che collega Veltroni ha scelto di correre da solo: “Ciò che voglio fare lo ho già dimostrato”, spiega il sindaco filosofo, “quando mi sono candidato per le regionali del 2000 e mi sono dimesso da sindaco. È scontato che lo rifarei”. Di parere contrario il giovane sindaco di Verona Flavio Tosi: “Non esiste proprio” commenta l’esponente del Carroccio “Verona è la mia città e ci resto”. C’è anche Leonardo Domenici, presidente dell’Anci, sindaco di Firenze in scadenza nel 2009 e al suo secondo mandato che potrebbe candidarsi, anche se non ha confermato. Tra gli esponenti dell’Anci, anche Adriana Poli Bortone, già due volte sindaco di Lecce e attuale vicesindaco, che ha parlato di una probabile candidatura. A pensarci ci sarebbe anche il dottor Umberto Scapagnini, sindaco forzista di Catania. Affida la decisione al piccolo Edoardo, suo ultimo nato, il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati: “Quando ho dato la mia disponibilità a fare il sindaco non avevo un bimbo piccolo, ora è diverso”. A dare una mano a tutti i primi cittadini aspiranti onorevoli, ci ha pensato il ministro Amato con un decreto ad hoc, sollecitato proprio dal sindaco Veltroni, preoccupato per il problema creato dalla legge attuale che lo avrebbe obbligato a dimettersi ancora prima che le Camere venissero sciolte, consegnando la Capitale a un Commissario. Più fortunati i presidenti di regione che una volta eletti in Parlamento possono optare per una carica o l’altra. Alle scorse politiche scelsero il governo regionale due pezzi da novanta di Forza Italia, Rpberto Formigoni e il veneto Giancarlo Galan. Oggi Formigoni ci riprova: a fine gennaio, durante il convegno di Rete Italia, si è detto disponibile a un trasferimento a Roma adeguato alle sue competenze. Mentre Giancarlo Galan preferisce non intervenire. Per ora (’’troppe variabili’’). Se il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, che continua a riscuotere successo tra i suoi concittadini (e non solo), ha detto più volte di volere rimanere al suo posto (nonostante le insistenze dell’amico Walter), Mercedes Bresso, presidente del Piemonte, ha fatto sapere essere pronta al salto su Roma. Mentre in Sicilia, accanto al mistero del futuro dell’ex governatore Cuffaro (alla Camera o al Senato? Con l’Udc o con l’Mpa di Lombardo?), sono in scadenza ben sette province a cui si aggiunge quella di Trapani, dove il senatore Antonio D’Alì ha detto di voler scegliere Palazzo Madama; esattamente come Bruno Marziano, presidente piddino della provincia di Siracusa. Tra i presidenti di provincia ha dato la sua disponibilità Fabio Melilli, presidente dell’Upi (Unione delle Province Italiane) che guida per il Pd la provincia di Rieti. [...]

Il 8 Febbraio 2008 alle 20:27 bamboccioni alla riscossa » Blog Archive » Ies, ui chen! ha scritto:

[...] C’è chi si scambia un saluto. Chi una stretta di mano. E qualcuno – bambino o bambinone – che si scambia le figurine. Ma Walter e Francesco, no. Loro da quindici anni si scambiano sempre la stessa fascia tricolore. Quella da sindaco (o aspirante tale) di Roma. Alternando epici passaggi di testimone a un po’ meno gloriosi giri di waltzer. Ma conservando sempre un sano spirito agonistico. E – cosa non trascurabile – pure la poltrona. O meglio: le poltrone. [...]

Il 18 Febbraio 2008 alle 16:26 Rutelli per il Campidoglio. Sulla sua strada Storace, (forse) Ferrara e il Prc » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] E alla fine Francesco Rutelli scioglie la riserva: la staffetta Rutelli-Veltroni-Rutelli si farà. Senza sorprese, ma dopo dieci giorni di “ascolto della città”, annuncia che si ricandiderà a sindaco di Roma per il Pd (e il centrosinistra tutto): “Dichiaro la mia disponibilità a candidarmi a sindaco di Roma, non nascondo la mia emozione” ha detto il vicepremier in un affollatissimo teatro Vittoria, nello storico quartiere di Testaccio, luogo che Rutelli scelse nel 1993 per presentare la propria candidatura alla guida del Campidoglio contro Gianfranco Fini, all’epoca segretario dell’Msi. L’annuncio dell’ex primo cittadino della Capitale è stato accolto con un fragoroso applauso dai presenti in sala, fra i quali molti assessori della giunta Veltroni e il ministro Paolo Gentiloni. Rutelli dunque annuncia di ricandidarsi e lo fa dopo aver verificato che ancora esiste uno stretto “legame di fiducia” con i romani e dopo dieci giorni di tour della città, dal quale è emerso un giudizio “positivo e incoraggiante” nei confronti della sua candidatura. “Ho ascoltato molte voci” spiega il vicepremier “ho girato la città senza preavviso e senza filtri, senza una organizzazione preventiva. Mi sono recato in diversi quartieri per raccogliere opinioni, ma francamente c’era anche una mia esigenza personale di verificare la capacità di riannodare un legame diretto di fiducia a distanza dalla mia esperienza di sindaco e dopo anni di impegno nella politica nazionale”. Desideri particolari? Una sola lista di ragazzi e ragazze sotto i 30 anni “che mi appoggino, mettendo in campo le loro idee”: è questa una delle “novità” annunciate da Rutelli alla platea del teatro Vittoria di Testaccio. “Noi italiani quando veniamo giudicati nel mondo ci vediamo applicare la doppia espressione “genio e sregolatezza”. Ecco - ha aggiunto Rutelli - noi vogliamo mettere in campo “tutto il genio di Roma che è quasi trimillenario ma al contempo anche più regolatezza”. E se Veltroni si ispira a Obama lui, Rutelli, va sul sicuro e rispolvera Giovanni Paolo II, facendo sua la frase utilizzata dal pontefice il 26 febbraio del 2004 durante l’udienza ai parroci romani: “Damose da fa’”. Perché una strizzatina d’occhi agli elettori cattolici non guasta mai. [...]

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