
Le donne della politica e non solo hanno risposto all’appello lanciato dal ministro della Salute di Livia Turco, che oggi ha dichiarato “È necessario che voi donne - prendiate la parola. Inventatevi qualcosa per parlare sul diritto alla vita, sulla maternità, per difendere la legge 194 e dire cosa significa l’esperienza della maternità”. In risposta al documento dei neonatologi romani che afferma la necessità di rianimare i prematuri anche contro il consenso della madre sono state soprattutto loro a scendere in campo.
Per Arcidonna ”Il movimento delle donne c’è ed è forte.
Ciò che manca invece, è l’attenzione della politica e dei media. Di ingerenze vaticane parla Elettra Deiana (Rc):”I continui tentativi di attacco alla legge 194, le continue ingerenze della Chiesa nella vita politica italiana danneggiano le condizioni di vita ed il senso di sé delle donne. La politica - continua Elettra Deiana - invece di essere subalterna alle richieste Vaticane, dovrebbe ribadire la propria autonomia”.
Dello stesso tono la dichiarazione di Emma Bonino:”Penso che la politica debba fare il proprio mestiere senza rincorrere le agende dettate da altri”. Anche per la vicepresidente dei Deputati Verdi, Luana Zanella, questa “È una nuova tappa della crociata contro l’autonomia delle donne e la legge 194″, mentre per Maria Luisa Boccia, senatrice Rc, ”andare contro il volere delle madri, nel caso di un feto abortito, rientra in una concezione astratta della vita in quanto tale”.
Più sfumate le posizioni degli esponenti del Pd: secondo Franca Bimbi ”il documento dei medici di Roma è degno della massima attenzione per quanto riguarda l’approfondimento del dibattito scientifico sulle capacità di sopravvivenza dei neonati molto prematuri”, mentre secondo Vittoria Franco ‘’sostenere la legittimità di fare a meno del consenso della madre sembra un primo passo verso lo svuotamento del principio fondamentale della legge 194, la maternità responsabile e consapevole”.
Sull’altro fronte la prima a difendere la presa di posizione dei medici è la senatrice teodem Paola Binetti, secondo cui è ‘’sorprendente che occorra un incontro di tutti i direttori delle cliniche ostetriche per ristabilire quello che sembrava un diritto già acquisito anche a norma della legge 194, che dice che quando un bambino nasce vivo occorre rianimarlo”.
D’accordo con la senatrice sono soprattutto gli esponenti del centrodestra:”Quando la gravidanza viene interrotta - ha affermato il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione - il diritto della donna sulla propria gravidanza si è esaurito”. D’accordo il suo collega di partito Luca Volonte’: ”I genitori non sono padroni, il figlio neonato non è una proprietà - sostiene il deputato - diversamente, si introdurrebbe l’eutanasia neonatale”. A difendere Binetti anche la senatrice Laura Bianconi (Fi), secondo cui le polemiche sul caso sono “del tutto fuori luogo”, e Isabella Bertolini, vicepresidente dei Deputati di Forza Italia, che ha dichiarato che ”la legge 194 non può più essere considerata un totem”. Secondo Alfredo Mantovano (An), ”l’art. 7 della 194 impone di adottare tutte le misure necessarie per garantire la permanenza in vita del feto dopo un aborto”.
Unica voce fuori dal coro nel centrodestra quella di Chiara Moroni (Fi): ”Non è possibile inserire nell’agenda politica il tema dell’aborto e la revisione della legge 194. La politica - sottolinea Moroni - deve rivendicare il suo primato e non deve farsi condizionare dalla posizioni della Chiesa”.
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