
Game over. Il tentativo di Franco Marini si infrange sui numeri (quelli del Parlamento, non quelli dati purtroppo durante le consultazioni allargate) e il gioco dell’oca messo in piedi a Palazzo Giustiniani finisce come previsto nel nulla.
Il presidente della Repubblica probabilmente scioglierà le Camere mercoledì, la data più gettonata per le elezioni è quella del 13 aprile. Giorgio Napolitano spiegherà al Paese come si è arrivati a quello che lui ha sempre definito “un atto grave” e quali sono le emergenze che dovranno affrontare le forze politiche nella prossima legislatura: le riforme e la difficile situazione economica.
Un quadro politico troppo deteriorato non ha consentito al presidente del Senato di centrare un obiettivo che fin dal principio sembrava da “mandato impossibile”. Marini avrebbe potuto mettere insieme un governo dalla vita incerta, la spia di questa opzione è nella sua frase “non ho riscontrato l’esistenza di una significativa maggioranza”. In questo caso, la parola “significativa” va letta come “maggioranza politica” che, evidentemente, in questo valzer di colloqui non ha mai fatto capolino e ha consigliato a Marini di rimettere l’incarico nelle mani di un Napolitano più che mai preoccupato.
Non a caso sul Colle è salito il governatore di Bankitalia. Mario Draghi ha illustrato al Quirinale lo scenario economico. È quello dipinto recentemente durante il Forex: “Gli indicatori congiunturali segnalano oggi un rallentamento per l’economia italiana: la dinamica del prodotto si attenua considerevolmente; per quest’anno e per il successivo, tornerebbe al di sotto della crescita potenziale, a sua volta bassa nel confronto internazionale. I forti rincari del petrolio e di alcuni beni alimentari pesano sul reddito disponibile delle famiglie e deprimono i loro consumi. L’apprezzamento dell’euro peggiora, in presenza di un basso tasso di crescita della produttività, la competitività di prezzo delle nostre merci; frena le esportazioni; incoraggia l’acquisto di prodotti importati. Il divario di crescita nei confronti degli altri paesi dell’area dell’euro torna ad aumentare. Al di là delle fluttuazioni cicliche, continua a mancare lo scatto strutturale della produttività. Ne soffre non solo il confronto competitivo, ma anche il potere d’acquisto dei lavoratori e delle famiglie; quindi, i consumi”.
È questa l’eredità del governo Prodi. Certamente influenzata dalla congiuntura economica globale, ma anche e soprattutto da scelte di politica fiscale e di sviluppo che si sono rivelate eccessive per il contribuente e recessive per il sistema.
La quindicesima legislatura, cominciata il 28 aprile del 2006 si chiude nel peggiore dei modi per il centrosinistra: diviso al suo interno, con una formazione politica – il Partito Democratico – ancora allo stato nascente, un programma da reinventare e un leader – Walter Veltroni – la cui tenuta sul piano nazionale è tutta da provare.
Il centrodestra ha davanti a sé la possibilità di provarci ancora. Tornare a Palazzo Chigi è una sfida, soprattutto per Silvio Berlusconi che per la quinta volta consecutiva sarà candidato premier. È un’occasione per fare tesoro degli errori commessi nella scorsa legislatura, mettere alla prova la bontà delle proprie ricette per far ripartire il Paese, trovare soluzioni efficaci e innovative per i problemi aperti dalla contemporaneità, problemi connessi e in real time che esigono rapidità, coraggio e fantasia.
Berlusconi e con lui i leader della Casa delle Libertà dovranno spiegare agli elettori che non si corre per vincere le elezioni ma per vincere la sfida del governo.
LEGGI ANCHE: Il dossier sulla crisi di Governo
- Lunedì 4 Febbraio 2008
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Commenti
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Il 4 Febbraio 2008 alle 22:02 gianniguelfi ha scritto:
E cosi, per volere della destra, andremo a votare con la più scellerata delle leggi elettorali per la seconda volta consecutiva. Una legge che contiene addirittura elementi di incostituzionalità, poiché non subordina l’attribuzione del premio di maggioranza al raggiungimento di una soglia minima di voti e/o di seggi. Una questione che all’indomani delle elezioni potrebbe perfino determinare un annullamento del voto, qualora la Corte fosse interpellata.
Ma a destra non hanno voluto intendere ragioni, declinando ogni ragionevole offerta avanzata da Veltroni. Come quella di andare alle urne a giugno, dopo aver cambiato la legge.
Evidentemente temevano di perdere il favore dei sondaggi, temevano che gli italiani si accorgessero del taglio all’ ICI o che dall’ economia arrivassero altre buone notizie.
Uscirà finalmente una maggioranza stabile dalle urne? Personalmente ne dubito. Temo che i risultati saranno una fotocopia di quelli del 2006, con una maggioranza forte alla camera e una ballerina al senato. Ma Silvio lo nega. Dice che i sondaggi (i suoi) lo vedono largamente in vantaggio, tanto da rendere certa una larga vittoria della Cdl anche a Palazzo Madama.
Sarà.
Strano però come l’ uomo attribuisca oggi ai sondaggisti italiani quell’ attendibilità che solo due anni fa gli negava, tanto da indurlo a commissionare un sondaggio Oltreoceano.
Resta da dire su Veltroni. Alcuni della sua parte lo accusano di essersi fatto infinocchiare da Berlusconi, di aver puntato troppo sul leader di F.I.
Meglio avrebbe fatto il sindaco di Roma, dicono sempre gli alcuni, a ricercare l’ accordo su una nuova legge elettorale entro i confini della maggioranza che sosteneva Prodi, senza interpellare l’ opposizione.
Un po’ come, a parti invertite, aveva fatto la Cdl nel 2005.
Non sono d’ accordo.
E’ vero che Berlusconi è totalmente inaffidabile, una banderuola che quando è in difficoltà è disposto a scendere a patti, come nel novembre scorso dopo il fallimento della spallata, e quando è, o si ritiene, in vantaggio, se ne impippa di tutto e di tutti.
Men che meno della stabilità dei governi o del buon funzionamento delle istituzioni.
Ma un tentativo andava fatto, la strada andava percorsa. Se non altro per mostrare agli italiani chi si preoccupa degli interessi della collettività, e chi invece solo di quelli della sua bottega partitica.
E quindi un grazie a Veltroni per l’ impegno profuso.
http://gianniguelfi.ilcannocch.....iale.it
Il 4 Febbraio 2008 alle 23:03 PANORAMA/Game over del centrosinistra. E ora si giochi la partita per l’Italia : mariosechi.net ha scritto:
[...] Su Panorama.it facciamo il punto sulla crisi e le elezioni anticipate, meta obbligata dopo la rinuncia di Franco Marini: “Game over del centrosinistra. E ora si giochi la partita per l’Italia”. Share and Enjoy: These icons link to social bookmarking sites where readers can share and discover new web pages. [...]
Il 5 Febbraio 2008 alle 8:40 cyberpress ha scritto:
Ma Perchè è così “traumatico” sciogliere le Camere? Perchè questa prerogativa costituzionale del presidente rappresenta oggi l’extrema ratio?
Nel nostro chiederci tanti quotidiani perchè, siamo giunti al ‘nodo scorsoio’ dello scioglimento delle camere. E’ già, un nodo scorsoio almeno per come esso viene pesentato all’opinione pubblica, una extrema ratio inspiegabilmente poco lusinghiera, eppure trattasi del governo democratico del popolo, vuole dire garantire la vera ed incondizionata sovranità degli elettori. E invece, in queste ore nelle quali dovrebbe regnare la luce di una nuova consultazione popolare, regna il buio più profondo. Quasi quasi si esterna un senso di colpa che altri dovrebbero avere, ma quegli altri abbiamo visti esser tornati a garantire una genealogia ai nipoti. Non è chiaro perchè in Italia ogni vota che si debba andare a votare ci si sbizzarrisca ad attribuire fardelli a questo o a quello, indipendenemente dal colore. Il centro sinistra teme la sconfitta, il centro destra teme la vittoria di misura. Nessuno sa in effetti quello che succederà, tranne gli Italiani. Loro si che sanno che dovranno cacciare i soldi dalle loro tasche per permettere a Berlusconi e a Veltroni di farsi le loro campagne elettorali zeppe di fumo e mancanti d’arrosto…
Rosario Lavorgna
giornalista
Il 5 Febbraio 2008 alle 8:49 unluca ha scritto:
si è già perso troppo tempo
Il 5 Febbraio 2008 alle 9:17 terranostra ha scritto:
Inserire candidati under 50 nei primi dieci.
Ricambio con forze proiettate verso il futuro certo.
Il 5 Febbraio 2008 alle 10:52 mario.sechi ha scritto:
Guelfi: è stato Prodi a condurre la crisi verso questo esito. Se avesse rinunciato al voto del Senato, probabilmente si sarebbe aperta una porta per un governo di larghe intese. Ma il Professore così ha voluto regolare i conti interni con Veltroni che, guardacaso, ora è in difficoltà.
Cyberpress: si ha paura del voto perchè nello scenario politico italiano c’è un incontrollabile outsider che si chiama Berlusconi.
Terranostra: sul rinnovamento delle liste non ci scommetterei. La legislatura è stata troppo breve e alla maggior parte dei parlamentari verrà offerta un’altra opportunità. Personalmente sarei per mandare a casa un bel po’ di gente, ma a destra e a sinistra (guardi cosa sta succedendo sul limite delle tre legislature dentro il Pd!) come si aprono i giochi elettorali si dimentica di selezionare la classe dirigente. Bad news.
Il 5 Febbraio 2008 alle 11:11 nhico ha scritto:
La pantomima quirinalizia è arrivata al capolinea e, finalmente, si apriranno le cabine elettorali. Ora la parola passa agli italiani e non ci resta che aspettare il responso del popolo. Questa è democrazia. Il resto, come dice il refrain di una stupenda canzone, è solo noia.
Il 5 Febbraio 2008 alle 11:29 Referendum fissato (a maggio) ma a rischio slittamento » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Game over del centrosinistra. E ora si giochi la partita per l’Italia [...]
Il 5 Febbraio 2008 alle 12:48 CiroCipolla ha scritto:
Insistere sull’inserimento di giovani validi talenti in politica,con pari opportunità tra uomini e donne.
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