
“È diffusa tra le forze politiche la consapevolezza della necessità di modificare la legge elettorale vigente. Non ho però riscontrato l’esistenza di una maggioranza su una precisa ipotesi di riforma. Per questo ho rimesso nelle mani del presidente della Repubblica il mandato che mi era stato affidato”. Così il presidente del Senato, Franco Marini, ha chiuso ufficialmente il proprio mandato esplorativo. Poche parole, ma di grande significato.
Marini ha ricordato di avere incontrato, nel corso delle consultazioni politiche, le delegazioni delle forze politiche presenti in Parlamento, ma di avere anche ascoltato i presidenti delle organizzazioni imprenditoriali e i segretari delle organizzazioni sindacali, oltre al Comitato per il referendum e quello per la riforma elettorale. “Nel rammaricarmi dell’impossibilità di raggiungere un obiettivo che ritengo necessario per il Paese - ha detto Marini - voglio ringraziare tutti coloro che hanno partecipato agli incontri”.
Il Presidente della Repubblica ha preso atto di quanto riferito da e lo ha ringraziato “per l’alto senso di responsabilità con cui ha svolto il compito affidatogli”.
Il tentativo di formare un governo col compito di mettere insieme una nuova legge elettorale è fallito ancor prima di andare in Aula. Ora la palla torna, di nuovo, al Colle. Che dovrebbe, salvo eclatanti sorprese, sciogliere le Camere e ridare la parola alle urne, presumibilmente ad aprile. Infatti, anche se il presidente Napolitano si prendesse alcuni giorni per decidere lo scioglimento del Parlamento, la data ultima per le elezioni resterebbe quella del 13 aprile, cioè la stessa che verrebbe fissata se la legislatura venisse interrotta domani. Nella fissazione della data, infatti, si deve tenere conto anche del fatto che la domenica e il lunedì successivi, il 20 e 21 aprile, saranno il primo e il secondo giorno della Pasqua ebraica, che arriva fino al 26. E gli ebrei italiani avrebbero difficoltà a recarsi alle urne. L’intesa tra lo Stato italiano e l’Unione delle comunità ebraiche italiane, firmata nel febbraio 1987, indica infatti le festività, oltre il sabato, e tra queste ci sono appunto anche il primo e secondo giorno di Pesach.
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- Lunedì 4 Febbraio 2008
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Commenti
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Il 4 Febbraio 2008 alle 19:59 astro ha scritto:
Ho seguito gli ultimi grammatici fatti pomeridiani di Marini e da uomo della strada mi sono chiesto: a che cosa è servito ascoltare anche gli ex presidenti della Repubblica? Già, il RITO doveva compiersi. Questi sono i fatti che la gente non capisce della politica alla democristiana.
Astro
Il 4 Febbraio 2008 alle 20:10 biou ha scritto:
L’incarico al sen. Marini è stato, come era largamente prevedibile, un’ inutile perdita di tempo. Il Presidente della Repubblica ne era certamente conscio ma si è rivelato uomo di parte per tentare di dare un’opportunità al centro-sinistra o, almeno, di ritardare la necessità di sciogliere le camere.
Il Paese ha diritto ad avere un governo in carica al più presto, per risolvere gli improcrastinabili problemi del Paese.
Spero che il Governo che nascerà dalle elezioni provveda sollecitamente almeno a diminuire i costi della politica, insopportabili sia a livello centrale che periferico. Ciò permetterà di reperire risorse da utilizzare specie per ridurre la tasse ai lavoratori.
Il 4 Febbraio 2008 alle 21:13 Game over del centrosinistra. E ora si giochi la partita per l’Italia » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Game over. Il tentativo di Franco Marini si infrange sui numeri (quelli del Parlamento, non quelli dati purtroppo durante le consultazioni allargate) e il gioco dell’oca messo in piedi a Palazzo Giustiniani finisce come previsto nel nulla. [...]
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