Corte dei Conti: Sperpero nei rifiuti, tangenti e corruzione diffusa

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (S), stringe la mano al nuovo presidente della Corte dei Conti, Tullio Lazzaro
Se c’è un merito che, più di altri, il dimissionario governo Prodi si attribuisce è quello di aver messo a posto le casse dello Stato, nel 2007. Vero?

Sì e no, secondo la Corte dei Conti. Per la quale i conti pubblici hanno sì registrato dei miglioramenti, ma restano numerose le fonti di sperpero, tra le quali la gestione dei rifiuti. E rimane fuori controllo la dinamica degli stipendi pubblici.
Questo il giudizio espresso da Tullio Lazzaro, presidente della Corte, alla cerimonia d’inaugurazione del nuovo anno giudiziario. Una relazione che tratteggia i caratteri di un’Italia malata e malconcia. Colpa dei “tagli agli investimenti” che “frenano lo sviluppo”. Ma non solo. Il presidente Lazzaro accusa il paese di “vivere un momento di diffuso malessere incertezza”. È il risultato del “non agire”, un trend protratto per molti anni e che sta generando “danni incalcolabili”. Quindi, sebbene i primi risultati di cassa del solo Stato appaiono “in netto miglioramento”, Lazzaro mette in luce “sacche di inefficienza” che hanno raggiunto “livelli tali da suggerire la necessità di attribuire alla Corte dei Conti di poter disporre l’immediato blocco delle risorse che si stanno sperperando, rimettendo al ministero dell’Economia e delle finanze ogni successiva decisione in ordine all’eventuale prosecuzione dell’attività sospesa”. Fra i principali esempi di cattiva gestione delle risorse Lazzaro cita i maggiori costi e l’inappropriatezza della gestione straordinaria dell’emergenza rifiuti, la mancata liquidazione degli enti inutili e la scarsa trasparenza delle operazioni di cartolarizzazione.
Un altro esempio negativo è quello della formazione di debito implicito e di altre gravi distorsioni legate alla creazione di società pubbliche, soprattutto locali. Ma non solo. “Tali società sono costituite allo scopo non già di accrescere l’efficienza gestionale, ma solo di eludere i vincoli del patto di stabilità interno o di fare nuove assunzioni senza concorsi”. All’interno della pubblica amministrazione, la Corte dei Conti nota come la dinamica delle retribuzioni superi sistematicamente gli obiettivi programmatici di volta in volta prefissati. A questo risultato negativo concorrono i ritardi nei rinnovi, il dilagare dei contratti a termine, l’aumento di posizioni dirigenziali nelle riorganizzazioni di amministrazioni locali e centrali. “Assistiamo per tanti aspetti al crescere confuso di strutture, di modelli amministrativi, di sovrapposizione di competenze tra amministrazioni centrali ed enti locali, disarmonicità, conflitti irrisolti”.
È invece stato il procuratore generale della magistratura contabile, Furio Pasqualucci, a descrivere il “quadro di corruzione ampiamente diffusa” nei settori pubblici: “profili di patologie” sono evidenti “nel settore dei lavori pubblici e delle pubbliche forniture, nonché nella materia sanitaria”. In particolare, risultano in aumento le condanne per danni materiali e per danni all’immagine della pubblica amministrazione pronunciate dalla Corte dei Conti in seguito al pagamento di tangenti (per concussione o corruzione) durante la stipula di contratti. L’illecito pagamento di prezzi superiori al dovuto viene realizzato anche attraverso “fittizie sovrafatturazioni di lavori pubblici, false attestazioni sull’accelerazione dei lavori con con conseguente erogazione di premi non dovuti e fatturazione di opere in tutto o in parte ineseguite”.
A questi danni, se ne aggiungono altri causati “dal disinteresse, dall’inerzia e da comportamenti omissivi” da parte di chi, invece, è preposto alle procedure di appalto di opere o all’acquisizione di servizi e forniture che si sono tramutati in altrettanti atti di citazione in giudizio.

Commenti

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Il 5 Febbraio 2008 alle 15:21 ppx ha scritto:

Tanto non paga nessuno, tanti colpevoli ma tutto resta tale e quale come era poi per il fururo “tutto a tacere”.

Il 5 Febbraio 2008 alle 22:44 fercas ha scritto:

Si rimane esterefatti, non per la denunzia della Corte dei Conti su sperpero di denaro pubblico e corruzione, tanto son cose note, ma sul fatto che nessuno, dico nessuno a cominciare dal Capo dello Stato spende una parola sul come e quando ammanettare i responsabili, arcinoti, di tali sperperi e corruzioni! E pensare che avevamo un governo di sinistra, anzi di estrema sinistra! Deduco che anche loro sono allineati al sistema, cioè alla greppia! Cordialità.

Il 6 Febbraio 2008 alle 9:24 terranostra ha scritto:

Indagare su chi si è arricchito sulla “munnezza della Campania” scaricando i profitti sui componenti familiari e su prestanomi.
Confiscare i beni.Risarcimento con mora.

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