
Siamo sommersi di rifiuti. E non solo a Napoli e dintorni. Da Nord a Sud produciamo fino a due chili di spazzatura al giorno. In media 563 chili a testa ogni anno. Nel 2006, secondo il rapporto Apat, abbiamo toccato quota 32,5 milioni di tonnellate. Il record pro-capite va alla Toscana, con 700 chili di immondizia a testa, contro i 401 chili di un cittadino della Basilicata. Eppure, nonostante nelle nostre città, si producano montagne di immondizia, la raccolta differenziata è ancora una prerogativa di pochi, diligenti, comuni. C’è chi la fa bene, chi si la fa così così e chi invece, la maggioranza, ne fa proprio a meno.
A livello nazionale solo il 25,8% della spazzatura viene separato e smaltito in base alle sostanze. Si arriva al 40 per cento a Nord mentre il meridione resta ancora in coda. La regione più virtuosa è il Trentino Alto-Adige (49,1%), la peggiore è invece la Basilicata (7,8%). E il problema vero è che oltre il danno ambientale, una cattiva gestione dei rifiuti fa male soprattutto alle tasche dei cittadini. Secondo l’Apat nel 2005 il costo medio annuo pro capite è di 123,12 euro, dove il 48,8% va per i rifiuti indifferenziati, il 16,8% a raccolte differenziate, il 14,9% a spazzamento e lavaggio strade. Si va dagli 86,91 euro pro capite (comuni meno 50.000 abitanti) ai 144,22 euro (comuni più popolati).
In questo quadro la raccolta differenziata può ben poco. L’Italia, fanalino di coda europeo, cerca di adeguarsi agli standard comunitari ma lo fa a fatica. Il divario tra Nord e Sud, conferma l’analisi statistica dell’Apat, è sempre molto pesante. Senza togliere la notevole differenza che si può riscontrate tra le province di una stessa Regione. L’obiettivo del 40 per cento stabilito per legge è vicino solo in alcune regioni settentrionali. Per il resto lo Stivale si ferma ad una media del 25,8% sulla produzione totale dei rifiuti urbani, contro il 24,2% del 2005, con un incremento di 700mila tonnellate. La Campania, terra di ecoballe e infinite polemiche, si ferma appena all’11,3 per cento. Brilla, tra tutte, la provincia di Avellino che mette a segno un 19,3 per cento. L’unica eccezione è rappresentata dalla Sardegna, la prima ad accogliere l’immondizia campana, che balza dal 9,9% del 2005 al 19,8% nel 2006 grazie al successo della raccolta porta a porta. Un ottimo risultato che si unisce a quello della Lombardia, la regione che fa finire in discarica solo il 14 per cento di rifiuti. Un esempio, però, che stenta a fare scuola tanto che questa mattina il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha detto che se andiamo avanti di questo passo la Campania non sarà la sola a dover affrontare l’emergenza. Ma a quel punto ci sarà già un altro governo.
- Mercoledì 6 Febbraio 2008
Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.