
Evitare tre tornate elettorali in tre mesi, risparmiare sui costi, salvaguardare la continuità scolastica. Questi gli argomenti che anche oggi il ministro dell’Interno Giuliano Amato ha portato al Consiglio dei Ministri per motivare la necessità di mettere insieme, il 13 e il 14 aprile, elezioni politiche e amministrative. Election day, si chiama.
Tradotto, tutto in un solo giorno: far decidere agli italiani la guida del Paese e una buona fetta di enti locali. Ma perché quella che per ora è un solo un’ipotesi diventi realtà nel consiglio dei ministri di giovedì 14 febbraio, c’è bisogno di un decreto legge e, soprattutto, di un’intesa bipartisan con l’opposizione. E per ora l’idea piace solo al Pd, meno ai piccoli dell’ex maggioranza. Per nulla all’opposizione.
Nelle argomentazioni usate stamani da Amato (sostenuto anche dal ministro dei Rapporti col Parlamento, Vannino Chiti), il punto dichiarato è evitare che tra politiche e due turni di amministrative i cittadini si trovino a votare per tre volte in tre mesi.
Nelle intenzioni un po’ più recondite, invece, dalle parti del loft di Santa Anastasia, l’election day potrebbe addirittura far parte della stessa strategia elettorale del Pd.
E facendo due calcoli, si capisce perché. Le prossime amministrative vedranno coinvolte tre regioni (Friuli, Valle d’Aosta e Sicilia), 13 province (tra cui quella romana) e più di 500 comuni. Per i dirigenti del Pd accorpare il voto delle politiche a quello locale potrebbe aiutare sia a ridimensionare l’astensionismo di sinistra (che i sondaggi, dopo 22 mesi di governo, danno molto elevato) sia, addirittura, trasformare in positivo un trend negativo per la maggioranza uscente, sfruttando il voto locale, tradizionalmente molto forte e radicato sul territorio. Un esempio?
Il Campidoglio: un centrosinistra forte a Roma potrebbe spingere molti voti sul Pd anche a livello nazionale. Soprattutto se, come ormai molto probabile, per la Capitale si farà avanti una candidatura di grande peso come quella del vicepremier, Francesco Rutelli.
Anche per questo nel centrodestra non vogliono nemmeno sentir parlare di election day. Senza contare che un’unica tornata elettorale, con tre diversi sistemi elettorali, creerebbe caos nell’elettorato. Il ragionamento è del leader della Cdl, Silvio Berlusconi: “Si opacizza il voto, generando confusione tra la scelta del candidato per le elezioni locali e il voto politico”. Argomenti sottoscritti anche da Fabrizio Cicchitto: “Non si possono dare in mano alla gente 7 schede” e Ignazio La Russa di An (”Capisco le ragioni del risparmio, ma temo che l’election day possa essere di intralcio alla trasparenza del voto”). Altro elemento, le date: se si votasse il 13 aprile anche per le amministrative l’eventuale ballottaggio cadrebbe il 27 aprile, in pieno ponte del 25 aprile; altro effetto storicamente a favore del centrosinistra.
In realtà, la storia potrebbe anche giocare a vantaggio della Cdl. Nel 2001 l’accorpamento delle date non portò bene al centrosinistra. Che pagò, a livello locale, l’esperienza dei suoi primi cinque (e frammentati) anni di governo. Perse per strada una buona quota dei loro sostenitori e perse la strada per Palazzo Chigi. Dove andò a sedersi il Cavaliere. La curiosità? Anche allora dal centrodestra fu un coro di no: “Sarebbe Marx condicio”, protestò Berlusconi. E stando a quanto ha dichiarato, l’ex premier non ha affatto cambiato idea. Solo questione di scaramanzia?
Il VIDEO servizio:
LEGGI ANCHE: Al via una sfida elettorale senza antiberlusconismo e anticomunismo? - Veltroni da solo e senza primarie- Il dossier sulla crisi di Governo
- Mercoledì 6 Febbraio 2008
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Commenti
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Il 6 Febbraio 2008 alle 19:02 CiroCipolla ha scritto:
Voto distinto tra politico ed amministrativo.
Il 7 Febbraio 2008 alle 19:59 Il governo ha deciso: sarà Election day. Ed è subito scontro » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] E allora sarà tutto in un week end. Sarà election day. L’ufficializzazione è fissata per giovedì prossimo al Consiglio dei ministri, che approverà il provvedimento. Ma ad annunciarlo è il dimissionario ministro dell’Interno Giuliano Amato al termine della riunione del Pd in piazza Santa Anastasia. A chi gli chiede se giovedì ci sarà un decreto sull’election day Amato replica: “Ci sarà un decreto sulle elezioni. Ci sarà giovedì al Consiglio dei Ministri”. Il presidente del Consiglio uscente Romano Prodi ha ribadito che il Partito democratico è d’accordo sull’opportunità di accorpare voto amministrativo e voto politico. La decisione è, per Forza Italia, una “prova di forza” da parte del Pd. In una dichiarazione congiunta, il Coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, e il vice coordinatore, Fabrizio Cicchitto affermano: “Prendiamo atto che gli esponenti del Partito Democratico predicano il dialogo e praticano le prove di forza. Così, al termine della riunione del Pd, si dà per scontato un decreto per istituire l’election day, senza il consenso dell’opposizione. Per quanto riguarda Forza Italia, siamo contrari ad accorpare le elezioni amministrative con quelle nazionali, perché mettere nelle mani dei cittadini sette schede diverse crea un’inevitabile confusione, con la scusa di voler far risparmiare tempo e soldi agli italiani”. [...]
Il 12 Febbraio 2008 alle 10:16 Troppe schede nell’urna: bocciato l’Election Day » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Parole che pesano come macigni, dopo l’invito del Capo dello Stato a trovare un’intesa. E senza il via libera dell’opposizione, replica infatti il ministro Vannino Chiti, l’Esecutivo non può andare e non andrà avanti. E anche se il Viminale garantisce sul risparmio di milioni di euro grazie all’accorpamento delle amministrative e politiche, Romano Prodi è comunque a un passo dal dover rinunciare. Da premier dimissionario è anche difficile che possa decidere di forzare la mano, non poi dopo l’intervento del presidente della Repubblica. Eppure, le diplomazie in questi giorni erano state al lavoro, alla ricerca di un accordo. [...]
Il 13 Febbraio 2008 alle 10:36 Via libera del centrodestra, l’election day si farà » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] L’election day si farà. Tutto il centrodestra ha dato il suo via libera all’accorpamento delle elezioni politiche e amministrative. Dunque il 13 e 14 aprile si voterà non solo per le elezioni politiche ma, nelle località interessate, anche per le amministrative. [...]
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