- Tags: Camera, ddl, decreto-legge, legislatura, liberalizzazion, milleproroghe, Pacs, Senato, tesoretto
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La fine anticipata della legislatura è, oltre che “un’anomalia (come ha detto il presidente della Repubblica, firmando lo scioglimento delle Camere), anche un brusco stop per molti provvedimenti del governo già all’esame del Parlamento cui si aggiunge anche buona parte dei decreti di applicazione della Finanziaria; qualche misura verrà recuperata con il decreto “milleproroghe”, in scadenza a febbraio, ma molto resterà nel limbo dei progetti mai nati.
Armonizzazione delle rendite finanziarie e affitti (con l’aliquota unica al 20%), la terza “lenzuolata” di liberalizzazioni a firma di Bersani e la riforma dei servizi pubblici locali del ministro Lanzillotta, il riassetto delle autorità con lo scioglimento di Isvap e Covip e la riassegnazione delle loro competenze a Bankitalia e Consob, il Ddl Gentiloni sulla tv: sono questi i provvedimenti più importanti che con lo scioglimento anticipato delle Camere restano in stand-by.
Mentre: dalla nuova legge sull’immigrazione a quella sulla non autosufficienza, dalla riforma del testo sulle droghe alla legge sulla prostituzione, fanno parte della lista dei principali provvedimenti su temi sociali il cui cammino si interrompe. Nonostante il lavorio di convegni, studi, dibattiti in commissione e in Aula, emendamenti, estenuanti mediazioni, questi provvedimenti sono giunti, almeno per questa legislatura, al capolinea. Saranno quindi il prossimo esecutivo e il nuovo Parlamento a valutare, ripartendo comunque da zero con l’iter, se e quali disegni di legge o parti di essi riprendere.
In realtà, dopo il decreto di scioglimento, deputati e senatori rimangono nella pienezza dei loro poteri fino all’elezione del nuovo Parlamento. Ma per una prassi consolidata, le Camere sciolte si limitano a compiere gli atti ritenuti “costituzionalmente doverosi” ovvero urgenti, restando di regola ad esse preclusa in tale fase ogni attività tipicamente riconducibile ad espressione di indirizzo politico. Hanno quindi subito uno stop forzato, tra gli altri:
- la delega per la modifica della disciplina dell’immigrazione e delle norme sulla condizione dello straniero;
- il disegno di legge sulla non autosufficienza, che fissa i Livelli essenziali di assistenza per le persone non autosufficienti e contiene anche l”istituzione del Fondo per la lotta alle povertà estreme e del Fondo di solidarietà sui mutui per l’acquisto della prima casa e misure per il riordino dei congedi parentali;
- le norme per la promozione del welfare familiare e generazionale;
- il nuovo testo sulle droghe;
- la nuova legge sulla prostituzione;
- le nuove norme sulla cittadinanza;
- le otto disposizioni relative al consenso informato e al testamento biologico;- le norme per la tutela dei diritti della partoriente, la promozione del parto fisiologico e la salvaguardia della salute del neonato;
- le disposizioni penali contro il grave sfruttamento dell’attività lavorativa e interventi per contrastare lo sfruttamento di lavoratori irregolarmente presenti sul territorio nazionale (anche attraverso l’estensione dell’art.18 sulla protezione sociale di chi denuncia i propri sfruttatori, previsto dalla legge sull’immigrazione e oggi applicata per le vittime della tratta);
- le norme in materia di sensibilizzazione e repressione della discriminazione razziale, per l’orientamento sessuale e l’ identità di genere;
- le norme a tutela dei minori nella visione di film e di videogiochi;
- il disegno di legge su diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi, prima meglio conosciuto come Pacs, dopo chiamato Dico e infine Cus;
- il provvedimento di ammodernamento del Sistema sanitario nazionale;
- le misure di sensibilizzazione e prevenzione, nonché repressione dei delitti contro la persona e nell’ambito della famiglia;
- le disposizioni in materia di circolazione e di sicurezza stradale;
- le disposizioni concernenti i delitti contro l’ambiente.
Alcuni dei disegni di legge di iniziativa governativa non sono neppure arrivati sul tavolo del Consiglio dei ministri: è il caso del nuovo testo sulle droghe, che avrebbe dovuto superare la legge Fini-Giovanardi del 2006 - arenatosi per diversità di vedute all’interno dell’esecutivo - e del disegno di legge di modifica della legge Merlin del 1958 sulla prostituzione, il cui esame a Palazzo Chigi è stato più volte rinviato per lo stesso motivo. Non si sa neppure, a questo punto, a cosa verranno destinate le risorse del nuovo extragettito fiscale, il cosiddetto “tesoretto”.
Nel vertice di maggioranza del 10 gennaio l’esecutivo si era impegnato a convogliare “il tesoretto” verso interventi utili a restituire potere d’acquisto ai salari.
Ma con un governo in carica esclusivamente per il disbrigo degli affari correnti…
LEGGI ANCHE: Il dossier sulla crisi di Governo
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Il 9 Febbraio 2008 alle 17:22 L’Italia al voto. « Atomo del male ha scritto:
[...] 2 ultimi appunti. Il primo : addio a certe riforme costituzionali come la riduzione dei parlamentari o fine del bicameralismo perfetto a breve termine (ma c’era da stupirsi?) e a numerosi provvedimenti/disegni di legge che rimangono sospesi/bloccati. Il secondo : la destra pensa già di aver vinto ma da una parte la sfiducia verso la politica è tanta (tradotto..assenteismo alle urne) dall’altra la scelta coraggiosa del Partito Democratico (definita da molti un suicidio) potrebbe spostare molti voti. [...]
Il 9 Ottobre 2008 alle 15:34 L’Italia al voto. | Atomo del Male ha scritto:
[...] 2 ultimi appunti. Il primo : addio a certe riforme costituzionali come la riduzione dei parlamentari o la fine del bicameralismo perfetto a breve termine (ma c’era da stupirsi?) e a numerosi provvedimenti/disegni di legge che rimarranno sospesi/bloccati. Il secondo : la destra pensa già di aver vinto ma da una parte la sfiducia verso la politica è tanta (tradotto..assenteismo alle urne) dall’altra la scelta coraggiosa del Partito Democratico (definita da molti un suicidio) potrebbe spostare molti voti. [...]
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