- Tags: Election-day, elezioni, Forza-Italia, Pd, porcellum, urne
- 3 commenti

E allora sarà tutto in un week end. Sarà election day. L’ufficializzazione è fissata per giovedì prossimo al Consiglio dei ministri, che approverà il provvedimento. Ma ad annunciare quale sarà la scelta è il dimissionario ministro dell’Interno Giuliano Amato al termine della riunione del Pd in piazza Santa Anastasia. A chi gli chiede se giovedì ci sarà un decreto sull’election day Amato risponde: “Ci sarà un decreto sulle elezioni. Ci sarà giovedì al Consiglio dei Ministri”. Il presidente del Consiglio uscente Romano Prodi ha ribadito che il Partito democratico è d’accordo sull’opportunità di accorpare voto amministrativo e voto politico.
La decisione è, per Forza Italia, una “prova di forza” da parte del Pd. In una dichiarazione congiunta, il Coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, e il vice coordinatore, Fabrizio Cicchitto affermano: “Prendiamo atto che gli esponenti del Partito Democratico predicano il dialogo e praticano le prove di forza. Così, al termine della riunione del Pd, si dà per scontato un decreto per istituire l’election day, senza il consenso dell’opposizione. Per quanto riguarda Forza Italia, siamo contrari ad accorpare le elezioni amministrative con quelle nazionali, perché mettere nelle mani dei cittadini sette schede diverse crea un’inevitabile confusione, con la scusa di voler far risparmiare tempo e soldi agli italiani”.
- Giovedì 7 Febbraio 2008
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Commenti
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Il 8 Febbraio 2008 alle 8:48 ppx ha scritto:
ci potrà essere un po’ di confusione in alcune regioni ma con un po’ d’attenzione non dovrebbero esserci problemi e poi comporterebbe un risparmio non da poco.
Il 8 Febbraio 2008 alle 9:55 pescacciatore ha scritto:
Come può un governo sfiduciato, quindi che non ha più la maggioranza nel paese, decidere come svolgere le elezioni senza neppure ascoltare l’opposizione? Il PD di Veltroni sarebbe il partito che vuole il dialogo?
Il Cavaliere farà bene a non fidarsi troppo di questi falsi liberali.
Il 12 Febbraio 2008 alle 8:37 Troppe schede nell’urna: bocciato l’Election Day » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] L’Election day, l’idea di accorpare elezioni politiche e amministrative in una sola giornata, è a un passo dal saltare. Il braccio di ferro tra governo e opposizione dura da giorni, e Silvio Berlusconi attacca: altro che dialogo, imporre una scelta simile per decreto è ‘’un pessimo inizio’’. Parole che pesano come macigni, dopo l’invito del Capo dello Stato a trovare un’intesa. E senza il via libera dell’opposizione, replica infatti il ministro Vannino Chiti, l’Esecutivo non può andare e non andrà avanti. Romano Prodi è dunque a un passo dal dover rinunciare. Da premier dimissionario è anche difficile che possa decidere di forzare la mano, non poi dopo l’intervento del presidente della Repubblica. Eppure, le diplomazie in questi giorni erano state al lavoro, alla ricerca di un accordo. Le resistenze maggiori si sono registrate dentro Forza Italia, anche se l’ipotesi di unificare gli appuntamenti elettorali non convince anche molti amministratori locali del centrosinistra. La decisione ufficiale deve comunque ancora essere presa: nelle prossime ore a tenere le fila saranno il ministro dell’Interno Giuliano Amato e quello per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti. Ma i margini si sono più che ristretti ed al 99% quindi il decreto ministeriale che avrebbe dovuto fissare l’accorpamento non ci sarà. Ci sarà invece il cosiddetto decreto elettorale, quello che fra l’altro permette di evitare il commissariamento lungo dei comuni i cui sindaci si sono candidati alle politiche. Il governo da una parte, il Cavaliere dall’altra. La tesi dell’Esecutivo ruota intorno a tre perni: i risparmi, la necessità di garantire la continuità dell’anno scolastico e di evitare ai cittadini lo stress di tre tornate elettorale in due mesi. Secondo alcuni calcoli, con l’Election day lo Stato potrebbe risparmiare almeno 400 milioni (la stima è di Beppe Pisanu quando era al governo); una cifra che potrebbe però arrivare anche a toccare punte di 600. Tutto dipende infatti dal numero dei comuni interessati. Argomento che Romano Prodi non ha dimenticato di sottolineare nell’ultima conferenza stampa a Palazzo Chigi. Poi, c’è il capitolo scuole. L’anno legalmente deve contare 200 giorni di lezione, senza Election day gli studenti rischiano di perderne 12. Due settimane, quindi, che in alcuni casi potrebbero essere troppe. Obiezioni che non sono condivise da Berlusconi. Che anzi rilancia: con un’unica tornata i cittadini si troverebbero ‘’fino a sei schede elettorali, con sistemi elettorali diversi e quasi certamente con alleanze politiche diverse. Mi sembra - prosegue il Cavaliere - una mossa disperata per confondere le acque e nascondere tutte le difficoltà che ci sono tra il Pd e la sinistra’’. [...]
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