Pochi soldi, molti rifiuti: la Sottile linea in rosso dell’emergenza Campania

Si aggrava l'emergenza rifiuti a Napoli. Sono oltre 7000 le tonnellate di spazzatura non raccolte.</p> <p>La situazione di maggiore disagio si registra nei quartieri periferici, ma anche in altri quartieri, come quelli collinari e la zona ospedaliera.
L’emergenza rifiuti raddoppia: alla “monnezza” depositata lungo le vie delle città partenopee, che pure in questi giorni sta diminuendo, si aggiunge quella dei costi, salatissimi, della gestione straordinaria. Non è un caso che il generale della Guardia di Finanza Lorenzo Macchia, che era stato nominato commissario liquidatore a fine gennaio dal governo, avesse subito rinunciato. La missione di mettere in ordine i conti legati al ciclo rifiuti appariva quasi impossibile. E lo è ancora oggi.

Adesso, è il turno del prefetto Goffredo Sottile. A lui tocca l’incombenza di liquidare i “rapporti giuridici in corso fino alla cessazione dello stato di emergenza”. E i primi riscontri non sembrano portare conforto al neo commissario. La gestione ordinaria della crisi divora ogni mese 27 milioni di euro. Una cifra che, rispetto ad un anno fa, è scesa di più di un terzo (prima sfiorava quasi quota 80), ma che resta comunque troppo alta, quantomeno per il budget che ha previsto il governo dimissionario di Romano Prodi.

Il premier dimissionario avrebbe infatti garantito poco più della metà della cifra, circa trenta miliardi di lire. Una somma troppo esigua, a cui Sottile deve aggiungere due incognite. In questi giorni, i sindacati dei dipendenti dei consorzi di bacino, lo assediano infatti di proteste, minacciando di far saltare il piano previsto di smaltimento: in alcuni casi, come il consorzio Caserta 4, quasi il 60 % dei dipendenti è ancora in attesa degli stipendi di gennaio.

Molti dei comuni partenopei sono poi “morosi”, e in queste ore sono stati messi alle strette proprio dal Commissario. La prima amministrazione della lista nera è quella di Napoli, che ha un debito di più di 80 milioni. Il sindaco Rosa Russo Iervolino lo contesta (sarebbe da correggere per alcune convenzioni stipulate con il Ministero dell’Interno), ma insieme a quello del capoluogo, sono almeno quindici le amministrazioni ad avere contratto passivi di varie decine di milioni. Dalla loro disponibilità a saldarli dipenderà la maggior parte dei problemi finanziari legati all’affaire rifiuti.

LEGGI ANCHE: Il dossier rifiuti - La spazzatura ammicca al calendario

Commenti

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Il 10 Febbraio 2008 alle 16:57 nhico ha scritto:

Napoli e la Campania sono l’esempio di come si possano costruire delle carriere politiche depredando le casse dello Stato. Ma sono anche l’esempio di un’arroganza senza pari. Veltroni ha inaugurato oggi la sua campagna elettorale. E’, secondo le sue parole di ieri e di oggi, il nuovo che avanza, l’Obama di Trastevere , l’uomo che ha chiuso le porte in faccia ad una parte, quella testardamente comunista, di ciò che fu la gioiosa armata di Occhetto, ma è pronto a candidare il responsabile principale di quel disastro ecologico e finanziario. Che non si dimette e non si presenta nemmeno davanti ai giudici.

Il 11 Febbraio 2008 alle 9:26 suomi ha scritto:

Se talune regioni hanno accettato di ricevere l’immondizia della Campania delle sinistre (Bassolino, Pecoraro e Jervolino) bisogna dare loro una contropartita e cioè una parte proporzionale (alle tonnellate di immondizia ricevute sul totale di quelle “esportate dalla Campania”) ai soldi ricevuti dalla Campania per interventi straordinari nella raccolta e nello smaltimento delle immondizie. Bisogna chiedere a Veltroni se prevede questa ripartizione “equa” e “morale” del denaro pubblico nel suo programma politico. In tutti i casi occorre far pubblicità a questa “inerzia” colpevole delle sinistre che danneggia tutto il paese, facendo capire alle regioni che si sono dimostrate “solidali” che sono state prese in giro da Bassolino, Jervolino, Pecoraro e….. Veltroni

Il 11 Febbraio 2008 alle 9:50 CiroCipolla ha scritto:

“Campani, risolviamo insieme a De Gennaro il problema dei ns rifiuti urbani.
Napoli, Caserta e province stanno diventando un vero schifo. Di questo passo il futuro non riserva nulla di buono, ed ai giovani non lasceremo altro che cumuli di pattume, posti di lavoro inesistenti e promesse mai mantenute, il tutto, a mio parere, solo a causa dei politici collusi e corrotti. C´è un controllo totale da parte di questi signori sulla nostra bella terra: spaccio di droga, smaltimento dei rifiuti, prostituzione, pizzo, traffico d´armi e di organi, controllo sul bitume, controllo sulle luminarie, controllo sugli abbellimenti e le utilità cittadine, controllo sui mezzi di trasporto e sulle attività professionali, potrei andare avanti scrivendo centinaia di righe, ma credo che queste poche bastino a capire in che degrado viviamo, anzi in che sconforto.
E´ un circolo vizioso dal quale sembra non esserci più uscita e se così fosse di certo non è colpa della mala politica, ma è colpa nostra che non siamo capaci di ribellarci e di far fronte a questo schifo avanzante, bisogna reagire, bisogna uscire da questo guscio che ci siamo creati, capire che di questo passo non andremo lontani e siamo destinati a sprofondare e non riemergere.
Forse quello che ci vuole è una rivolta civile affinchè lo schifo venga spazzato via dalle nostre città, ne vale la nostra libertà, il nostro futuro, la nostra dignità! “

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