Il Pdl sbarca sul web: nuovo logo, nuovo slogan e sfottò a Walter il vecchio


E Forza Italia cambia indirizzo. Quello sul web, ovviamente. Che diventa: www.votaberlusconi.it. Data ormai per fatta la fusione politica con An, anche on line il partito azzurro si rinnova, si allarga e si re-indirizza: da Fi a Pdl. Con tanto di simbolo e parola d’ordine dell’imminente campagna elettorale: “La sinistra ha messo il paese in ginocchio, rialzati Italia!”.
L’immagine raffigura una matita che fa una croce sul simbolo, poi lo slogan in bianco su sfondo azzurro. Tantissimi i banner e i collegamenti con altri siti o iniziative le più diverse. Infine, in basso nella pagina, una breve frase di sfottò contro il sindaco e leader del Pd: “Non ho capito W. chi vuole imitare: se Obama o Alberto Sordi in Un Americano a Roma“. Attacchi (politici) rintracciabili anche cliccando sul forum, preceduti da una doverosa premessa: “Ovviamente” si legge nel forum “i messaggi pubblicati non riflettono sempre la posizione ufficiale di Forza Italia”.
Ma essendo il forum uno spazio per la riflessione e la discussione libera, ecco Antonio59: “Veltronix: Ma quante belle parole, Sniff!!.. sembrava recitare una poesia vecchia come lui..”. Poi Rocco: “Dio mio, ma Veltroni chi crede di essere diventato, l’Obama bianco? Ci manca solo che faccia il videoclip di Si può fare con le facce note della fiction Rai”.
Infine ci sono interventi controcorrente: quello di un ex elettore azzurro, oggi dubbioso (”Pur avendo votato Forza Italia nelle passate elezioni” scrive Federico “ritengo che la proposta politica più interessante al momento sia quella del Partito Democratico. Vedremo..”) e un paio che toccano il nodo ancora scoperto delle alleanze. Ai navigatori azzurri non piacciono per esempio quelle con i “pugnalatori” di Romano Prodi: “la casa dei moderati” osserva Vincenzo “non può essere un calderone!! non metteteli in lista - W i giovani”. Infine Andrea: “Diamo un vero segno di rinnovamento: LASCIAMO MASTELLA A CASA”.

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La campagna elettorale è iniziata. A cominciare dagli slogan: “Rialzati Italia” è il motto scelto da Berlusconi, mentre Veltroni ha optato per: “Si può fare”. Quale vi convince di più?

Commenti

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Il 11 Febbraio 2008 alle 14:19 carlo.tosi ha scritto:

I soliti scagnozzi leccapiedi al soldo del solito burattinaio megalomane berlusca, che osannano le sue gesta e denigrano qualunque altro movimento politico. Prontissimi ad addossare ogni colpa al governo Prodi per la triste situazione attuale. Purtroppo la gente ha la memoria corta, cosa hanno fatto “loro” per migliorare il paese quando ne avevano il potere? Forse che hanno diminuito le tasse agli operai o pensionati? Hanno forse reso più sicura la vita diminuendo i crimini? Hanno reso più onesta ed a misura umana la politica? Hanno governato per il bene del paese o per il loro? Hanno fatto informazione Radio-TV-Stampa imparziale o faziosa? Hanno fatto qualcosa per dare un lavoro stabile ai giovani? In una parola, l’Italia è cresciuta un minimo durante il loro governo? Assolutamente no, La gente normale è impoverita con la “finanza creativa” di tremonti, mentre i già ricchi si arricchivano ancora di più con i condoni. I colpevoli di abuso d’ufficio, falso in bilancio ecc. venivano graziati dalle leggi fatte apposta. E questa gentaglia viene ancora ad imbonirci per carpire il nostro voto, promettendoci la luna. Offrono ospitalità politica a squallidi omuncoli tipo mastella e dini per convenienza politica!!!
Certamente la sinistra ha enormi responsabilità e colpe, ma lungi da noi un disgrazia nazionale come un’altro governo berlusconi.

Il 11 Febbraio 2008 alle 16:44 francoazzurro ha scritto:

Grande il Walter…!
Coraggioso il Walter…!
Giovane il Walter…!
Già sento la eco dei suoi fans.

Ma grande in cosa? in altezza fisica, (rispetto al suo avversario) naturalmente.
Coraggioso in cosa? nell’affrontare il genio della politica.
Giovane in cosa? in età, ma vecchio in politica.

Costoro non si sono accorti che anche in Italia abbiamo un Sakozy, determinato, coerente, vale a dire politicamente onesto e con un programma ben definito: restituire dignità e identità al nostro Paese, perse in appena 18 mesi di un governo “arlecchino”, soffocato dai rifiuti. Certo dovremo sudare sette camice per rimetterer in sesto questo Paese! Ma chi, come me, ha avuto la fortuna di conoscere di persona il Presidente Berlusconi sa quanto amma la sua, la nostra Italia.
Grazie Walter, continua a stupire i “co….ni…!
Sappi che il tuo è un film “deja vu”.

francesco.pugliarello

Il 11 Febbraio 2008 alle 21:04 maxr ha scritto:

sono inutili tanti discorsi e sono in sintonia con quanto scritto nel primo commento di Tosi, certamente i partiti e uomini del governo che è miseramente fallito devono fare autocritica e trovare in un programma la forza di proporsi nuovamente a tutti gli italiani e portare avanti quelle riforme che in questi 2 anni sono costate sacrifici e che avrebbero cominciato a dare i risultati sperati a breve se le alleanze e slealtà e disonestà di alcuni non avessero messo tutto in crisi.

Il 11 Febbraio 2008 alle 22:29 astro ha scritto:

E poi dicono che i marziani non esistono e che non vivono in mezzo a noi.Grave errore, uno di loro è un certo Tosi Carlo che è appena atterrato e deve ancora capire cosa è successo in questi ultimi due anni.Forse che gli omuncoli di adesso dimentica che erano i giganti di ieri? Forse che il governo osannato dal marziano ha reso più ricco un solo italiano? Già…dimenticano lo avrebbe arricchito se non avesse avuto degli omuncoli. Ma mi faccia il piacere, diceva un grand’uomo.Astro

Il 12 Febbraio 2008 alle 12:55 uvaitalo ha scritto:

Premetto che non sono di sinistra ma non voterò mai la destra fino a quando ci sarà Berlusconi.Veltroni almeno un pregio lo ha non è mai stato, a quanto mi risulta, sotto inchieste della magistratura a differenza del suo avversario. Se il PDL dovesse vincere la elezioni, mi chiedo, quale sarà questa volta la prima legge ad personam che approverà. E, mi domando candiderà ancora Dell’Utri, Cuffaro, a tutti gli altri in quisiti?
All’estero ci prendono già tutti per mafiosi, ed io mi vergogno di avere una classe politica comandata da gente che scrive ed approva una legge su misura come quella sul falso in bilancio.
Per finire un evviva a Di Pietro merita il voto di tutti gli italiani onesti.

Il 13 Febbraio 2008 alle 10:32 Berlusconi da Vespa: via l’Ici. Non cita i comunisti e pressa Casini » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Non è il “meno tasse per tutti” del 2001, ma il messaggio è ancora quello: se il centrodestra tornerà al governo, le tasse per gli italiani, e soprattutto per i lavoratori dipendenti, diminuiranno. Perché, come ha detto Silvio Berlusconi dal salotto di Porta a Porta, per la prima apparizione televisiva della campagna elettorale: il Pdl rimetterà i soldi nelle tasche degli italiani. In studio, Bruno Vespa gli fa trovare la stessa scrivania sulla quale nel 2001 firmò il contratto in cinque punti con gli elettori. E il leader del Popolo della Libertà non si sottrae alla promessa che, una volta a Palazzo Chigi farà di tutto per ridurre la pressione fiscale. L’inizio del Cavaliere è misurato: “Credo che sarebbe molto saggio non farlo”, dice al conduttore che gli ricorda che è la quinta volta che corre per la poltrona di premier. Poi il fuoco di fila di domande degli ospiti presenti (direttori e vicedirettori di quotidiani), si concentra sullo scottante tema delle liste. L’ex premier esclude “apparentamenti” con La Destra di Francesco Storace. Critica l’amico e consigliere Giuliano Ferrara per aver deciso “contro il mio parere” di presentare una lista contro l’aborto, spiegando che un simile tema non deve finire “nell’agone politico”, ma dovrebbe semmai prendere la strada delle Nazioni Unite. Ma che questa possa diventare una campagna elettorale davvero diversa da quelle degli ultimi quindici anni lo si intuisce quando, dopo un’ora abbondante di registrazione, Berlusconi non ha ancora citato la parola “comunisti”. Non perché sul punto abbia cambiato opinione (”il comunismo è l’impresa più disumana della storia con oltre cento milioni di morti”, risponde a chi lo sollecita sulla questione), ma perché lui più di tutti, forte anche dei sondaggi e della volontà di assestare il più possibile al centro la barra del neonato Pdl, vuole che questa campagna elettorale segni una svolta nei rapporti tra gli schieramenti. Barra al centro quindi, anche sull’Udc di Pier Ferdinando Casini: “I nostri elettori ci vogliono uniti e non capiscono divisioni e personalismi”, è il suo primo affondo. L’ex premier chiede quindi di “non cadere negli errori del passato” e fa capire chiaramente che non vuole “correre ancora il rischio” di veder bloccata l’azione del suo governo da veti e controveti o, peggio, che venga messa in discussione la sua premiership prima del voto. [...]

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