
No di Silvio Berlusconi alla lista ”pro life” di Giuliano Ferrara. Il leader del Pdl, parlando a Porta a porta, boccia l’idea del direttore del Foglio di dar vita a una lista con al centro la lotta contro l’aborto.
Il Cavaliere, che ieri ha sollevato il tema dell’aborto chiedendo un intervento dell’Onu, oggi dice che l’aborto ”deve restare fuori da questa campagna elettorale”. E su Ferrara usa toni che non lasciano dubbi sulla sua contrarietà alla lista antiabortista. ”Sto dedicando i giorni, e spesso anche le notti, a concentrare 18 sigle in una e ora Giuliano Ferrara me ne propone una in più… Tutto ciò va contro la nostra strategia e il volere degli italiani”. Sembra di capire che, fosse per lui, la lista Pro life non dovrebbe vedere mai la luce.
La brusca frenata di Berlusconi rappresenta un colpo al progetto di Ferrara, nato dopo mesi di campagna per la moratoria sull’aborto. L’idea, illustrata in un fondo del Foglio siglato dall’elefantino rosso, è quella di una lista ”di battaglia e di scopo”, da presentare ”anche a costo di un piccolo insuccesso che sarà comunque una vittoria”.
Le chance di successo della lista si basavano sull’apparentamento elettorale che Berlusconi avrebbe potuto concedere e che avrebbe spianato la strada all’elezione di una piccola pattuglia di antiabortisti grazie all’abbattimento della soglia di sbarramento. Ma se Berlusconi, come sembra, manterrà il suo no, per la lista ”pro-life” , come ammette lo stesso Ferrara, diventerà ”durissima”.
Comunque il direttore del Foglio sembra intenzionato a presentare comunque la sua lista, magari solo in tre o quattro Regioni per il Senato. Senza apparentamento, però, per arrivare a Palazzo Madama bisognerà superare la soglia dell’8%. ”Ma l’ho già detto: primo, si può fare; secondo, si deve fare”, scrive Ferrara. L’annuncio, inevitabilmente, ha scosso le forze politiche. Laici e cattolici, per ragioni opposte, si sono trovati in sintonia nel bocciare l’iniziativa: i primi giudicandola come un’operazione sponsorizzata dalle gerarchie ecclesiastiche, i secondi temendo forse un’erosione dei propri consensi.
La polemica nel centrosinistra si è complicata grazie (o per colpa) di un intervento della teodem Paola Binetti a sostegno della posizione di Berlusconi sull’Onu. La Binetti è finita nell’occhio del ciclone per aver detto che il messaggio di Berlusconi è ”chiaro e forte” e ”ha a cuore la vita, senza se e senza distinguo”.
Immediate le reazioni della sinistra laica. Il leader di Rifondazione Comunista Franco Giordano ha sostenuto che il Pd è ”inaffidabile” e ha espresso il suo netto no alla moratoria. Cesare Salvi, della Sinistra democratica, ha chiesto se Veltroni la pensi allo stesso modo della Binetti, mentre il Verde Angelo Bonelli ha interpretato la sortita della senatrice come un ‘’segno delle contraddizioni” del Pd in tema di laicità.
La Binetti ha però preso le distanze dalla lista di Ferrara, lanciando l’accusa di ‘’strumentalizzazione”. Secondo la teodem del Partito democratico ”non si sente il bisogno di un partito della vita”. La posizione della senatrice nel Pd, nonostante le polemiche, resta salda: un suo allontanamento viene escluso, in quanto potrebbe portare a un’emorragia dei voti cattolici.
Particolarmente gelida l’accoglienza alla lista ‘pro life’ da parte dei neocentristi della Rosa Bianca, che sospettano un’operazione elettorale berlusconiana per togliere loro voti.
Il leader della nuova formazione cattolica, Savino Pezzotta, l’ha bocciata come ”pericolosa” in quanto ”finisce per marginalizzare il tema dell’aborto”.
Un’apertura è venuta invece dal leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, che ha detto di essere d’accordo con Ferrara sulla moratoria e ha promesso che il suo partito si batterà in Parlamento contro l’aborto.
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- Martedì 12 Febbraio 2008
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Il 13 Febbraio 2008 alle 9:38 Berlusconi da Vespa: via l’Ici. Non cita i comunisti e pressa Casini » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Berlusconi boccia la lista Ferrara, ma Pro life divide [...]
Il 13 Febbraio 2008 alle 12:14 Ferrara non molla anzi rilancia: addio a La7 e presenta il suo simbolo » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Oggi il simbolo (pubblicato sul Foglio), ieri l’addio a Otto e mezzo, il suo programma su La 7. Non si ferma Giuliano Ferrara. Nonostante la bocciatura di Berlusconi e nonostante le critiche piovute da più parti (più dal centro e da sinistra, per la verità) sulla sua lista Pro Life. “Il 18 dicembre 2007 è cominciata questa battaglia per la moratoria sull’aborto. Una campagna che ora intendo proseguire, presentando una lista”, ha detto il direttore del Foglio, accomiatandosi dai suoi telespettatori. “Per questo, non sarebbe elegante, stare in video. Quindi lascio questa trasmissione nelle mani di Ritanna Armeni e lascio questa meravigliosa tv che mio sempre lasciato libero di dire ciò che pensavo”. Ma, assicura: “Non temete, non sparisco. Sarò in giro per Roma e per il Lazio, a cercare consensi per entrare, pensate un po’, in Senato”. Entrare in Senato: bella sfida per il direttore del Foglio, visto che senza l’apparentamento con il Pdl (negato anche ieri sera da Berlusconi), per arrivare a Palazzo Madama bisognerà superare la soglia dell’8%. Ce la farà? Di sicuro non sarà solo. A sostenerlo, oltre alla moglie Anselma Dell’Olio (che voterà la lista ma non si candiderà), ci sono gli amici che gravitano intorno al suo quotidiano e, secondo i sondaggi, alcuni cattolici del Pd e molti credenti, che potrebbero superare le proprie remore nel dare la preferenza a un ateo devoto come il direttore del Foglio. Antonio Socci per esempio non si fa scrupoli: “Voterò per Giuliano. Per convinzione e per stima nei suoi confronti. Lo ritengo la persona più intelligente d’Italia “. Parole dolci: non sono di Berlusconi ma a Ferrara faranno sicuramente piacere. [...]
Il 13 Febbraio 2008 alle 12:39 struzzo.tv ha scritto:
[...] Come è partita la lotta nei confronti dei ribelli? E’ stata la spinta vitale di un uomo che dopo aver raggiunto il massimo, e poi il minimo, si è rimboccato le larghe maniche e ha intrapreso la crociata nei confronti degli infedeli. [...]
Il 15 Febbraio 2008 alle 18:49 Ferrara e l’aborto: Io sono dalla parte delle donne » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] È un Giuliano Ferrara indomito quello di questi giorni: che non indietreggia di fronte alla tirata d’orecchi di Silvio Berlusconi, che fa arrabbiare Marco Pannella (qui il video) non presentandosi ad un faccia a faccia alla Rai, che chiama Papa Benedetto XVI, “il teologo Ratzinger”. Ferrara, come giudica le manifestazioni delle donne di ieri? La preoccupazione delle donne è giustificata dalla montatura giornalistica indegna che le ha mobilitate, e che oggi è coraggiosamente autosmentita su Repubblica e Corriere con le interviste all’infermiere di Napoli che ha denunciato il caso per l’accertamento. Ma il fondo del loro grido è che l’aborto è un diritto. E lei non è dello stesso avviso. L’aborto è uno scandalo. Nessuna donna deve essere obbligata a partorire o punita perché rifiuta la maternità, ma tutti, uomini e donne, dobbiamo batterci perché la libertà di scelta sia per la vita, per la libertà di non abortire e per la libertà di nascere. Nel maggio 2008 ricorrono i 30 anni della legge Basaglia che ha chiuso i manicomi. Ma c’è chiede di di rivederla visto che non sono stati garantiti i servizi di sostegno ai malati psichici promessi. Anche alcune donne che hanno partecipato alle manifestazioni di ieri chiedono di rivedere la 194 per dare più spazio alle tutele. Non crede che con una diversità di toni, meno aspri, avrebbe potuto ottenere un consenso più ampio? Affronterei le questioni una alla volta. Per ora l’aborto. Torniamo alla campagna elettorale e alla sua lista. Ha fatto disperare Berlusconi : ha detto che lui passa i giorni e le notti a provare a mettere d’accordo 18 liste e lei gliene fa una in più… La mia non è un’altra lista. Non è un partitino che vuole poltrone o posti. Siamo un gruppo di persone per bene che vuole portare avanti la battaglia per la vita. Le scelte valoriali sembrano portare problemi nelle due coalizioni. Anche Marco Pannella è in bilico con il Pd di Veltroni. Se i due poli vogliono avere un’anima devono confrontarsi con chi ha dei valori. Non per fare singole carriere parlamentari, ma appunto per dare un’anima alla politica. Che deve sì occuparsi di Ici o del ponte di Messina, ma anche della frontiera civile del nostro tempo, ovvero del maltrattamento della vita nel mondo. Ci dice i punti del suo programma? Tre punti: nessuna donna può essere obbligata ad abortire; nessuna donna può essere punita perché rifiuta la maternità; tutte le donne devono essere libere di non abortire. Sono problemi gravi soprattutto nel mondo. In Asia il dispotismo impone alle donne attraverso la politica del figlio unico di scartare le bambine. Secondo la denuncia del premio Nobel, Amartya Sen, mancavano all’appello negli anni ‘90 cento milioni di bambine. E poi sta tornando la prevalenza eugenetica che era scomparsa con il terzo Reich nazista. Parole forti. Che vuole dire? Abrogare e sostituire la cura dell’embrione umano e del feto è una selezione per l’annientamento del malato. Vuol fare il ministro della Salute. Conferma? Io mi candido a ministro della Salute. La donna incinta deve diventare soggetto sociale privilegiato. Immense risorse devono essere destinate a chi non abortisce. Chi abortisce deve essere salvaguardato attraverso la cura, l’affetto e la promozione della solidarietà sociale e pubblica. E per aborti di tipo frivolo… Frivolo? Intendo chi fa molti aborti per piccole ragioni. In questi casi la cultura del tempo non deve ingannare le donne e i maschi che se ne lavano le mani vergognosamente e deve spiegare loro che l’aborto non è un metodo contraccettivo, ma un omicidio perfetto. È la negazione del futuro. Che campagna elettorale ci aspetta? Vedo una convergenza di cui mi rallegro dei due blocchi sulle questioni principali. Considero positivi i toni più pacati e il non tirarsi addosso il guanto di ferro. Ma vedo un rischio di confusione sulle questioni etiche. E mi candido perché questo non accada. È sembrata giusta e corretta la decisione di lasciare La 7. Ma la sua creatura, Il Foglio, oggi aveva 5 pagine su 7 dedicate alla sua battaglia. D’ora in avanti chi comprerà il suo giornale leggerà solo questo argomento? Dedichiamo molto spazio a questa battaglia, ma restiamo un giornale normale pieno di cose belle, allegre. Questa è solo la più allegra, sebbene debba entrare nel merito di quella crudeltà che, come diceva il teologo Ratzinger, ha “dichiarato eretici l’amore e il buonumore”. Noi vogliamo ripristinarli. Ferrara, chi vince le elezioni? Berlusconi sicuramente. Per questo a Porta a porta lo avete visto tranquillissimo. E lo sono anche io… [...]
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