Pdl-Udc: 48 ore per trovare l’accordo e non farsi male

Pier Ferdinando Casini e Silvio Berlusconi | Ansa
Quarantotto ore per trovare un accordo tra Silvio Berlusconi e Pier Ferdinando Casini: giovedì si riunisce la direzione dell’Udc per decidere se entrare nel Popolo della Libertà; se federarsi o allearsi, e in che forma, con la neonata creatura berlusconiana.

In ballo c’è un aspetto di principio, e qui la bilancia pende nettamente a favore del Cavaliere: Pdl da una parte, Pd dall’altra, hanno conquistato quasi per intero la scena delle elezioni perché rispondono alla richiesta di semplificazione della politica, sempre più crescente nell’opinione pubblica. Ma c’è anche un aspetto pratico, perché un Udc totalmente fuori dal Pdl e dal centrodestra metterebbe a repentaglio una vittoria che appare già scontata. Se i sondaggi sono veritieri, il Pdl non dovrebbe avere problemi nel conquistare il premio di maggioranza alla Camera, e dunque arrivare (assieme alla Lega) a 340 seggi. Ma al Senato, dove il premio è attribuito su base regionale, la situazione è più complessa. L’Udc da solo può sottrarre voti al blocco di centrodestra in alcune regioni chiave, Sicilia in testa.

Dunque si moltiplicano le ipotesi di un accordo tecnico che contemporaneamente salvi anche la faccia a Casini. Dopo le elezioni politiche ci saranno quelle per la regione Sicilia; Forza Italia ha già schierato Gianfranco Micciché contro un esponente centrista da decidere. Micciché potrebbe ritirare la candidatura (così suggeriscono per esempio dentro An), oppure il contrario: via libera a Micciché in Sicilia in cambio di un po’ più di autonomia all’Udc a livello nazionale.

In entrambi i casi, però, Berlusconi chiede alla pattuglia di Casini due garanzie precise: se manterrà il proprio simbolo di partito (quindi non confluendo nel Pdl) dovrà togliere la scritta “Casini presidente”, e soprattutto firmare un impegno blindato a formare un gruppo unico con il Pdl dopo le elezioni. Il primo impegno è prevalentemente simbolico, il secondo pratico: Berlusconi non si fida più della politica delle mani libere di Casini; inoltre, se davvero si aprirà un grande tavolo di trattativa con Walter Veltroni, vuole essere lui e non altri l’interlocutore del leader del Pd.

Ma quanto vale il partito di Casini? I sondaggi concordano nell’attribuirgli un peso oscillante tra il 4 e il 6 per cento. Ma quest’ultima è la quota raggiunta nel 2006: da allora Casini ha subito le scissioni di Marco Follini, Bruno Tabacci e Mario Baccini a sinistra, e del gruppo di Carlo Giovanardi a destra. Insomma, i neo-democristiani non godono di ottima salute. La legge in vigore consente di guadagnare seggi alla Camera superando il 2 per cento se si è collegati in una coalizione, mentre se si è fuori occorre il 4. Al Senato lo sbarramento sale rispettivamente a 3 e 8%. Val d’Aosta, Trentino e Molise, oltre alle circoscrizioni estere, hanno regole a parte.

Insomma, al Senato Pdl e Udc divisi rischiano di rimetterci entrambi; ovviamente a beneficio del Pd e del centrosinistra. Ecco perché è probabile che alla fine un accordo tecnico venga raggiunto: un patto federativo, valido magari da Roma in giù, sotto le insegne del Partito popolare europeo, che ormai ha dato la propria benedizione al Pdl.

Ma Berlusconi chiede anche un impegno politico. E per il momento sembra attribuire poco rilievo agli appelli pro-Udc della Conferenza episcopale italiana. Il Vaticano ha chiarito ufficialmente che un conto è la linea dei vescovi (ispirata in pratica da Camillo Ruini, potente “ex”), altro conto quella della Santa Sede. Il Cavaliere ha risposto appoggiando la moratoria sull’aborto: iniziativa prevalentemente simbolica visto che Berlusconi ha chiarito che su questi temi vale la libertà di coscienza.

Commenti

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Il 12 Febbraio 2008 alle 15:20 ppx ha scritto:

mi auguro in un giusto accordo finalizzato a rafforzare il CentroDestra per il bene dell’Italia.

Il 12 Febbraio 2008 alle 15:39 Corrado Buccieri ha scritto:

E’ vero che per un voto si scendono le braghe, però Casini ha creato già molto danno alla CDL, per cui lo lascerei al suo destino. Il lupo cambia il pelo, non il vizio.

Il 12 Febbraio 2008 alle 15:44 cini ha scritto:

Che l’onorevole Casini ed il nostro caro Cavaliere trovino un´accordo al piú presto.
In caso contrario tutti e due i leader perderebbero di credibilitá e della nostra piena fiducia in loro,un riferimento particolare é per l´onorevole Casini.
Noi elettori vogliamo vedere questa volta, se l´interesse dei cittadini prevale sopra quello dei politici e delle loro poltrone.
L´onorevole Veltroni sta dando segnali di coraggio ,noi dell´elettorato di destra ci aspettiamo che sia fatto altrettanto e di piú dai nostri leader.

Il 12 Febbraio 2008 alle 16:07 cini ha scritto:

Con Casini assieme a Fini, Bossi e Berlusconi sotto lo stesso ombrellone del Pdl, ci sarebbe un´assicurazione di una vittoria netta e schiacciante del Centro Destra.
Ció vorrebbe dire, via con le grandi riforme , i grandi progetti,la sicurezza e il ritorno al rispetto e benessere per il grande Popolo Italiano.
Avanti tutta, come si potrebbe d´altronde esitare dinanzi ad una tale prospettiva sul futuro del nostro Paese.
Suvvia fateci sognare questa possibile realtá, il nostro destino é in mano di voi, nostri leader di una destra laica e nello stesso tempo credente in un paese con profonde radici cristiane e che cristiano intende rimanere!

Il 12 Febbraio 2008 alle 16:39 cini ha scritto:

«La sinistra ha messo il Paese in ginocchio. Rialzati, Italia!»
Avanti, Onorevole Casini, dai il tuo contributo per risollevare l´Italia!

Il 12 Febbraio 2008 alle 16:51 cini ha scritto:

Onorevole Casini,la Pdl é a senso unico anzi una via obbligatoria per qualsiasi partito democratico,riformista e moderno.
Sali giá da ora sul carro trionfale,non perdere altro tempo in cose da poco conto,partecipa al grande onore storico che si stá chiaramente prospettando,continua ad essere uno dei maggiori protagonista di questo nobile avvicendamento della storia italiana!!!!

Il 12 Febbraio 2008 alle 19:44 pasmes ha scritto:

Da elettore del Centro-Destra rivolgo un invito formale a Berlusconi, Fini e Casini, a non frantumare la coalizione elettorale e di governo tra FI, AN e UDC. Li invito a trovare una soluzione al dialogo in atto e a presentarsi uniti alle elezioni e nella formazione di un programma concreto.
Mantenere unito il Centro-Destra è un preciso dovere verso gli elettori fedeli. Io chiedo ai predetti leader di non deluderci
http://www.aironetivoli.com

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