Via libera del centrodestra, l’election day si farà


L’election day si farà. Tutto il centrodestra ha dato il suo via libera all’accorpamento delle elezioni politiche e amministrative. Dunque il 13 e 14 aprile si voterà non solo per le elezioni politiche ma, nelle località interessate, anche per le amministrative.

La decisione ufficiale sarà presa nel Consiglio dei ministri di giovedì. Il via libera, dopo giorni di polemiche, del centrodestra è arrivato alla spicciolata. Prima i leghisti, poi An e l’Udc; infine, in serata, il sì definitivo di Silvio Berlusconi. “Ho dato il mio assenso”, ha detto il leader di forza Italia a Porta a Porta; Berlusconi ha però aggiunto di essere preoccupato per l’eventuale ”confusione” nei seggi in cui si vota con sistemi diversi.
Il numero delle amministrazioni da rinnovare è tuttavia ancora provvisorio dal momento che sindaci, presidenti di Provincia e di Regione che vogliano candidarsi per le politiche possono ancora dimettersi e in questo caso anche gli enti da loro governati andrebbero al voto. Quello che è sicuro per ora è che giovedì il Consiglio dei ministri varerà un decreto per consentire le candidature alle politiche dei sindaci ed evitare lunghi commissariamenti dei comuni: è il caso, per esempio, di Roma, dove domani Walter Veltroni si dimetterà da sindaco; ma anche di Catania, dove il primo cittadino Umberto Scapagnini lascerà per candidarsi al Senato. E ancora di Vicenza dove il sindaco Enrico Hullweck se ne andrà domani per candidarsi nelle file di Forza Italia.
Se per molte regioni i dubbi sono ancora tanti e le variabili in gioco davvero numerose, è sicuro che l’election day si farà in Friuli Venezia Giulia, con la ratifica delle dimissioni del presidente Riccardo Illy, presentate il sette febbraio; in Valle d’Aosta, invece si voterà il 25 maggio per le regionali mentre il 13-14 aprile bisognerà esprimersi per eleggere un deputato ed un senatore. In Sicilia le amministrative si svolgeranno l’8 giugno, mentre per eleggere i membri della nuova assemblea regionale siciliana la scelta potrebbe cadere sul 6 o sul 20 aprile, appena sette giorni dopo le politiche. Si voterà in 7 province su 9 e in 120 comuni inclusa Messina al momento commissariata.

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