
Un aborto alla ventunesima settimana di gravidanza. Un blitz della polizia, due inchieste e tante polemiche. È quanto è successo a Napoli, nella Clinica ostetrica del policlinico dell’università Federico II.
Secondo la mamma e i medici che hanno eseguito l’intervento c’era il rischio concreto che il bambino nascesse con gravi malformazioni, è la spiegazione della mamma e dei sanitari. Che, come spiega il professor Carmine Nappi, primario del reparto, hanno praticato l’interruzione terapeutica di gravidanza “alla ventunesima settimana di gravidanza, come previsto dall’articolo 6 della legge 194/78, eseguita con un’iniezione di prostaglandine”,
No, ci troviamo di fronte a un caso di aborto fuorilegge, è l’ipotesi formulata, sulla base di una denuncia anonima, della procura della Repubblica di Napoli che ha aperto un’inchiesta sulla quale si sono accese subito le polemiche tanto da suscitare nel ministro della salute Livia Turco, la preoccupazione di una vera e propria “caccia alle streghe”.
È un episodio” ha sottolineato il ministro “che penso debba farci riflettere tutti perch‚ rispecchia il clima di tensione inaccettabile che si è venuto a creare attorno ad una delle scelte più drammatiche per una donna come quella di rinunciare ad una maternità ”.
“Siamo arrivati al punto - ha aggiunto - di fare ed usare denunce anonime, con il risultato di porre sul banco degli accusati una donna che aveva appena effettuato un’interruzione di gravidanza nell’ambito della legge 194 in un ospedale pubblico e i sanitari che l’hanno assistita”. è anche il ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini, si è detta preoccupata per il clima e il rischio di strumentalizzazioni politiche.
Pochi minuti dopo l’aborto, avvenuto due giorni fa, il reparto è stato invaso dai poliziotti. La madre, ancora sofferente, è stata interrogata e, con lei, la sua vicina di letto. Non è proprio soddisfatto del comportamento tenuto dagli investigatori, il dottor Francesco Leone, responsabile del servizio Ivg (Interruzione volontaria di gravidanza). “Capisco che gli agenti fossero lì per compiere il proprio lavoro, ma in un momento tanto delicato e doloroso per una donna, era necessario avere un po’ più di riguardo per la mia paziente. Quando è uscita dalla sala parto, ha trovato gli agenti che già la stavano aspettando”. E lei, la donna che ha interrotto il suo stato di gravidanza, ha spiegato alla polizia i motivi della sua scelta. “Si è trattato di un aborto terapeutico. Una decisione difficile, sofferta. Mi è stato chiesto se per abortire avevo pagato, ed ho spiegato che non era stato così. Ero alla ventesima settimana, inizio della ventunesima”. La polizia ha sequestrato la cartella clinica della paziente e il feto i circa 500 grammi.
Carmine Nappi, ha consegnato alla direzione una relazione sulle modalità di svolgimento dell’aborto. E anche il direttore generale del Policlinico della Federico II, Giovanni Canfora, ha avviato una indagine conoscitiva allo scopo di accertare tutti i risvolti della vicenda.
“Si è trattato di un aborto praticato nel secondo trimestre, alla ventunesima settimana di gravidanza, che è previsto dall’ articolo 6 della legge 194/78, eseguito con un’ iniezione di prostaglandine”, ha detto il prof. Nappi.
La donna che ha praticato l’ aborto è stata dimessa. “Si è trattato di un aborto terapeutico. Una decisione difficile, sofferta”, ha spiegato la donna. “Mi è stato chiesto se per abortire avevo pagato” aggiunge S. S. “ed ho spiegato che non era stato così. I risultati dell’amniocentesi, ritirata lo scorso 31 gennaio, avevano accertato che il feto soffriva della sindrome di Klineferter, un’anomalia cromosomica. Ero alla ventesima settimana, inizio della ventunesima”. S. S. era stata ricoverata venerdì 8 febbraio. “Nonostante 5 candelette di prostaglandina venerdì non c’è stata alcuna espulsione del feto - spiega il dottor Francesco Leone, responsabile del servizio Ivg. “Abbiamo ripreso la stimolazione lunedì mattina, ed alle 12 il feto era già morto. La paziente è scesa in sala parto verso le 18 e quando è risalita intorno alle 20 ha trovato gli agenti ad aspettarla”.
- Mercoledì 13 Febbraio 2008
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Il 14 Febbraio 2008 alle 13:17 Aborto, donne in piazza in tutta Italia » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Nonostante i propositi di Berlusconi e Veltroni di tenerlo fuori dalla campagna elettorale, il dibattito pro e anti-abortista torna a infiammare gli animi. E a riempire le piazze di tutta Italia. Il sequestro di un feto dopo un’interruzione di gravidanza in un ospedale di Napoli da parte della polizia ha infatti rilanciato il dibattito già aspro sulla questione dell’aborto a due mesi dalle elezioni politiche. Oggi, in diverse città italiane, si terranno presidi e sit-in per protestare contro quanto avvenuto al policlinico Federico II. L’accusa: “Vogliono sabotare la 194″ Le donne di tutta Italia si danno appuntamento in piazza: “Vogliono sabotare la legge 194″. L’appuntamento è per le principali città del Bel Paese, si terranno presidi e sit-in per protestare contro quanto avvenuto al policlinico napoletano Federico II dove una donna è stata interrogata dalla polizia subito dopo essersi sottoposta a un’interruzione volontaria di gravidanza. A Roma, sit-in alle 17 di fronte al ministero della Salute; a Napoli, alle 17, in piazza Vanvitelli; a Bologna, alle 17 di fronte all’ospedale Sant’Orsola; a Milano, alle 18, di fronte alla clinica Mangiagalli. E in piazza ci sarà anche il ministro della Salute, Livia Turco, che invita alla “pacatezza” , “un’attenzione attiva nei confronti della donna”. “Difendo la legge 194 perchè ho a cuore la cultura della vita” ha sottolineato “se il dibattito sulla vicenda si fosse sviluppato attorno alle necessità di cura e di assistenza attorno alla donna che aveva avuto notizia della malformazione del feto, alla maggior presenza del pubblico, perché non fosse lasciata in solitudine, e su come migliorare la qualità dei consultori, sarebbe stato un passo avanti per la promozione della cultura della vita”. [...]
Il 14 Febbraio 2008 alle 20:57 Aborto: le donne in piazza per la 194, Ferrara nudo per Pro life » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Mentre in tutta Italia le donne scendono in piazza per manifestare a favore della legge 194 sull’aborto, Giuliano Ferrara rilancia con una delle sue provocazioni: “Mi sottoporrò alle analisi del sangue perché penso di avere la sindrome di Klinefelter”, la stessa malattia diagnosticata al feto abortito a Napoli durante la ventunesima settimana di gestazione. E poi la decisione: il giornalista lascia la conduzione del programma Otto e mezzo su La7 e conferma che presenterà le proprie liste solo al Senato. “Farò il test per la sindrome di Klinefelter” spiega il direttore del Foglio “che è dovuta a un difetto dei cromosomi che determina tra l’altro un’alterazione degli organi sessuali. E siccome ho testicoli piccoli e grandi mammelle farò le analisi”. Sarà un “atto di solidarietà ” con il feto abortito a Napoli: “Il bambino è stato ucciso perché aveva la sindrome di Klinefelter” aveva affermato Ferrara ieri alla trasmissione L’Infedele “non perché stesse per nascere con tre teste. È morto un bambino che aveva una malattia. Questa per me si chiama eugenetica”. [...]
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