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Operazione dei carabinieri in diverse regioni, tra cui Umbria e Calabria, per eseguire 57 ordinanze di custodia cautelare per associazione mafiosa emesse nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Dda di Perugia. Tra gli arrestati, l’assessore al Turismo della Regione Calabria, Pasquale Tripodi (Udeur), al quale ieri era stata revocata la delega dal governatore Loiero per la sua scelta di passare con il centrodestra.
Gli indagati farebbero parte di un presunto sodalizio collegato al clan camorristico dei Casalesi e alla cosca della ‘ndrangheta dei Morabito-Palamara-Bruzzaniti. L’operazione ha messo in luce l’ impiego di metodologie ritenute tipicamente mafiose nell’ambito del traffico di stupefacenti, del reimpiego di capitali in attività edilizie, del traffico di autovetture rubate o ”clonate”, del riciclaggio di assegni falsificati.
L’operazione ha messo in luce l’ impiego di metodologie ritenute tipicamente mafiose nell’ambito del traffico di stupefacenti, del reimpiego di capitali in attività edilizie, del traffico di autovetture rubate o ”clonate”, del riciclaggio di assegni falsificati.
Per il Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, ”ci troviamo di fronte ad un tentativo di colonizzazione criminale in una regione come l’Umbria dove si nota un’infiltrazione nell’economia locale sia di elementi della criminalità campana che di quella calabrese”.
Il VIDEO servizio:
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Commenti
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Il 16 Febbraio 2008 alle 13:51 bamboccioni alla riscossa » Blog Archive » Guardie e ladri ha scritto:
[...] Ma passare inosservati, mica è facile. Soprattutto se ti chiami Agazio, e di cognome - per di più - fai Loiero. E ti trovi a guidare - da presidente (di centrosinistra) della Regione Calabria - il Parlamentino regionale dei record. Quello di Palazzo Campanella, con 20 e passa consiglieri inquisiti - come scrisse il Corriere della Sera, un paio di annetti fa - su un totale di poco più di 50. E per i reati più svariati: dalla “c” di concussione e corruzione alla “v” di violazione ambientale e voto di scambio. E infatti: giusto qualche giorno fa, Agazio è tornato nell’occhio del ciclone per colpa di una vera e propria raffica. E mica di mitra. Ma di arresti. 57 in tutto.Che non solo hanno sgominato una connection tra camorra e ‘Ndrangheta. Ma hanno fatto finire in manette pure il suo (ex) assessore al Turismo, Pasquale Tripodi (Udeur). E soprattutto: Tripodi - finendo dietro le sbarre - ha dato un contributo decisivo al palmarès di Palazzo Campanella. Aggiungendo - alla lunga lista di accuse - anche la “a” di associazione mafiosa. Un po’ troppo anche per chi - come il governatore della Calabria - a certe situazioni tra lo spinoso e l’imbarazzante, ormai ci ha fatto il callo. E infatti: Agazio ha fatto sapere con una nota - pubblicata giusto ieri proprio dal Corriere - che potrebbe anche dimettersi. Non prima però, ha precisato, di averne discusso in consiglio regionale. Con inquisiti e non. [...]
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