
Oggi il simbolo (pubblicato sul Foglio), ieri l’addio a Otto e mezzo, il suo programma su La 7. Non si ferma Giuliano Ferrara. Nonostante la bocciatura di Berlusconi e nonostante le critiche piovute da più parti (più dal centro e da sinistra, per la verità ) sulla sua lista Pro Life.
“Il 18 dicembre 2007 è cominciata questa battaglia per la moratoria sull’aborto. Una campagna che ora intendo proseguire, presentando una lista”, ha detto il direttore del Foglio, accomiatandosi dai suoi telespettatori. “Per questo, non sarebbe elegante, stare in video. Quindi lascio questa trasmissione nelle mani di Ritanna Armeni e lascio questa meravigliosa tv che mio sempre lasciato libero di dire ciò che pensavo”. Ma, assicura: “Non temete, non sparisco. Sarò in giro per Roma e per il Lazio, a cercare consensi per entrare, pensate un po’, in Senato”.
Entrare in Senato: bella sfida per il direttore del Foglio, visto che senza l’apparentamento con il Pdl (negato anche ieri sera da Berlusconi), per arrivare a Palazzo Madama bisognerà superare la soglia dell’8%. Ce la farà ? Di sicuro non sarà solo.
A sostenerlo, oltre alla moglie Anselma Dell’Olio (che voterà la lista ma non si candiderà ), ci sono gli amici che gravitano intorno al suo quotidiano e, secondo i sondaggi, alcuni cattolici del Pd e molti credenti, che potrebbero superare le proprie remore nel dare la preferenza a un ateo devoto come il direttore del Foglio.
Antonio Socci per esempio non si fa scrupoli: “Voterò per Giuliano. Per convinzione e per stima nei suoi confronti. Lo ritengo la persona più intelligente d’Italia “. Parole dolci: non sono di Berlusconi ma a Ferrara faranno sicuramente piacere.
- Mercoledì 13 Febbraio 2008
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Commenti
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Il 13 Febbraio 2008 alle 16:45 Corrado Buccieri ha scritto:
Se va via da La7 è già cosa buona.
Quanto al nuovo partito (siccome ce ne sono già tanti) mi auguro che ABORTISCA subito.
Il 13 Febbraio 2008 alle 20:21 Tra Lenin e Garibaldi, la Cosa Rossa perde falce e martello » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: E Ferrara presenta il suo simbolo [...]
Il 14 Febbraio 2008 alle 17:05 biou ha scritto:
Credo che l’iniziativa di Ferrara sia inopportuna: essa toglie voti al centrodestra e sono sicuro che egli non raggiungerà il quorum per conseguire un qualche risultato. L’argomento scelto a base per l’iniziativa politica, pur importante, non ha l’attenzione dell’elettorato, asfissiato dai problemi quotidiani e dalla situazione economica generale, per cui risulta solo una manifestazione intellettuale in questo momento non urgente e, quindi, inattuale.
Spero che Ferrara receda dall’iniziativa, ma temo che ciò non avvenga. Se Veltroni dovesse vincere per pocho voti sapremmo chi ringraziare: Casini e Ferrara.
Il 14 Febbraio 2008 alle 18:54 CiroCipolla ha scritto:
Nella vita bisogna fare delle scelte nette.Ferrara ha una missione sul suo percorso.
Il 14 Febbraio 2008 alle 20:57 Aborto: le donne in piazza per la 194, Ferrara nudo per Pro life » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Mentre in tutta Italia le donne scendono in piazza per manifestare a favore della legge 194 sull’aborto, Giuliano Ferrara rilancia con una delle sue provocazioni: “Mi sottoporrò alle analisi del sangue perché penso di avere la sindrome di Klinefelter”, la stessa malattia diagnosticata al feto abortito a Napoli durante la ventunesima settimana di gestazione. E poi la decisione: il giornalista lascia la conduzione del programma Otto e mezzo su La7 e conferma che presenterà le proprie liste solo al Senato. “Farò il test per la sindrome di Klinefelter” spiega il direttore del Foglio “che è dovuta a un difetto dei cromosomi che determina tra l’altro un’alterazione degli organi sessuali. E siccome ho testicoli piccoli e grandi mammelle farò le analisi”. Sarà un “atto di solidarietà ” con il feto abortito a Napoli: “Il bambino è stato ucciso perché aveva la sindrome di Klinefelter” aveva affermato Ferrara ieri alla trasmissione L’Infedele “non perché stesse per nascere con tre teste. È morto un bambino che aveva una malattia. Questa per me si chiama eugenetica”. [...]
Il 15 Febbraio 2008 alle 11:15 Il lato sinistro del cuore | fiordisale ha scritto:
[...] Mi sarebbe piaciuto fare un post mielosamente stucchevole parlando, perchè no, di come una single vive o sopravvive a San Valentino, e invece mi tocca rimandare le divertenti disquisizioni in tema amoroso, per rincorrere il presente. Ho 194 buoni motivi per farlo. Un numero decisamente pesante per essere ignorato, quindi cedo all’emergenza. Anche se mi fa un po’ ridere pensare che questa sottospecie di emergenza l’ha originata uno con la faccia di Giuliano Ferrara, indegno rampollo di cotanto padre e di cotanto zio. [...]
Il 20 Febbraio 2008 alle 16:04 Ferrara rinuncia alla corsa per il Campidoglio. Ma tenta la scalata al Senato » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Sono sette donne (su dodici candidati), a vario titolo impegnate nella battaglia per la vita, ad aprire la lista presentata da Giuliano Ferrara per il Senato a Roma e nel Lazio. Il simbolo della lista recita “Per la moratoria - Aborto? No, grazie - Con Giuliano Ferrara”. E a guidare la pattuglia c’è Paola Marozzi Bonzi, fondatrice 24 anni fa del Centro di aiuto alla vita della Clinica Mangiagalli di Milano. [...]
Il 13 Marzo 2008 alle 19:53 I manifesti di Ferrara: “A Genova aborto per un reality show” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Tra le donne che si sono rivolte ad Ermanno Rossi, il ginecologo morto suicida a Rapallo dopo le perquisizioni dei carabinieri del Nas di lunedì nell’ambito di un’inchiesta sulle interruzioni di gravidanza in violazione dell’articolo 19 della legge 194, c’è anche un personaggio divenuto noto dopo un clamoroso fatto di cronaca e che ha poi partecipato a un reality show e ad altre trasmissioni televisive. La conferma della notizia, anticipata dalla Repubblica, è arrivata questa mattina da ambienti della procura di Genova. “Non immaginavo di essere indagata, l’ho saputo dai carabinieri che mi hanno convocato” ha detto la donna, intervistata in forma anonima dal quotidiano - mi sono sempre fidata di quel medico, lo conoscevo bene”. La diva definisce il dottor Rossi “una persona corretta”: “Sono andata nel suo studio unicamente perché non volevo che trapelasse la notizia. Ho fatto una scelta e non devo renderne conto a nessuno. Ma sono un personaggio pubblico, avevo il terrore che si sapesse in giro. Semplicemente, non credevo di commettere un reato”. Ma le polemiche intorno al caso del dottor Rossi non finiscono qui. Ci pensa Giuliano Ferrara a tenere caldo il tema. Così: Sulle porte delle cliniche abortiste dovrebbe esserci lo slogan: “Abort macht frei”, così come all’ingresso del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau c’era scritto “Arbeit macht frei””: afferma il direttore del Foglio, criticando, nel corso di una conferenza stampa, “il collegamento tra la libertà individuale e l’aborto moralmente indifferente”. Ferrara ha poi annunciato che domani il suo quotidiano titolerà “A Genova un bambino è stato abortito per un reality show”. E manifesti con questo slogan verranno affissi già da questa sera in diverse città italiane. “A Genova il ministro Pollastrini ha provato a insinuare che il suicidio del medico dipendesse dal clima della mia campagna, come già era avvenuto a Napoli” ha affermato Ferrara “ma non sono io, è l’aborto che crea senso di colpa”. Secondo il giornalista, l’introduzione della pillola Ru486 peggiorerebbe questo clima: “La pillola Ru486 è il ponte tra la legge 194 e i fatti di Genova - ha affermato - non ci sarà più bisogno di andare in un consultorio, si andrà da un ginecologo, si assumerà una pillola e nel bagno verrà espulso un bambino. Questo è il futuro che preparano ministri come la Turco o la Pollastrini, e “l’anarchismo etico” che porta avanti Berlusconi. Mi aspettavo questo atteggiamento da parte del Cavaliere” ha aggiunto Ferrara “ma gli do un consiglio: lui deve andare a palazzo Chigi, non alla Casa Rosada, e con l’anarchia etica si costruiscono campagne da dittature sudamericane”. E a proposito di elezioni Ferrara ha così chiuso il suo intervento: “Avremo due milioni di voti e 30 deputati alla Camera” afferma il promotore della lista ‘Aborto, no grazie’ “con i quali porteremo in Parlamento questioni politiche vere”. [...]
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