- Tags: aborto, elezioni, Giuliano-Ferrara, Il-Foglio, Marco-Pannella, Pro-Life, tv
- 7 commenti
Il VIDEO di Pannella a UnoMattina (tratto da Youtube)
E dopo quella per le strade di Roma (qui la GALLERY), è tornata alta, negli studi di Uno Mattina, la tensione sulla questione dell’aborto. Al programma era ospite Marco Pannella, oggetto della trasmissione il caso del blitz delle forze dell’ordine a Napoli e la legge 194 sull’aborto. Pannella ha chiesto più volte di essere messo a confronto con Giuliano Ferrara e i conduttori Duilio Giammaria ed Elisa Anzaldo hanno faticato a contenere l’irruenza del leader radicale. Il direttore del Foglio (in corsa per il Senato con la Lista per la vita) non ha accettato il confronto diretto chiedendo di sostituire al confronto due finestre separate nelle quale ognuno potesse sostenere le proprie idee senza alcun contraddittorio.
“Abbiamo abolito l’immondo flagello dell’aborto clandestino” mentre Ferrara “che comunista ancora lo è” fa proprie le battaglie “del natalismo bestiale” degli Stati totalitari, da quello stalinista alla campagna mussoliniana, ha attaccato Pannella a testa bassa. Ricordando alle “molte ragazze che oggi stanno lì a ragionare sullo zigote che noi abbiamo combattuto per eliminare il flagello dell’aborto clandestino”. Pannella ha, poi, sottolineato che “il natalismo bestiale non è concepire” e si è scagliato contro “i produttori di aborto che sono in Vaticano e con Giuliano Ferrara”.
Immediata la replica di Ferrara che in una nota giustifica la sua posizione: “Caro Pannella - si legge - questa mattina hai fatto una tremenda scenataccia in tv, a Raiuno, perché non ho accettato di discutere con te di aborto. Duilio Giammaria e la sua collega Elisa Ansaldi erano sconcertati dalla tua violenza verbale. Io invece la capivo. Hai dato scandalo perché pensavi che io rifutassi di parlare con te della questione decisiva che ci divide aspramente. Ma non è così, e te lo spiego. Io non discuterò della vita umana, come se fosse un’opinione, con alcun candidato in tv”.

Guarda la GALLERY delle donne in piazza e partecipa al FORUM
- Venerdì 15 Febbraio 2008
Tutto sulla tragedia della Costa Concordia
La pirateria online è un furto?
Avetrana: video, articoli e foto esclusive
IL MEGLIO DEL 2011







LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie
Mostri della porta accanto
Il Governo Monti
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama








Lettere dal fronte dei nostri soldati














Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 15 Febbraio 2008 alle 18:26 pescacciatore ha scritto:
Povero Pannella, fa pena. Poi si lamenta se non lo chiamano in TV e nessun partito lo vuole d’intorno. Con questo suo modo di parlare pensa di convincere la gente? Mah.
Il 15 Febbraio 2008 alle 18:30 Corrado Buccieri ha scritto:
Ma adesso Pannella deve essere felice, se continua a fare lo sciopero della fame potrà rimpinguarsi subito col polpettone di Ferrara senza tema di abortire. Evviva.
Il 16 Febbraio 2008 alle 18:04 nhico ha scritto:
La rabbia del dio Pan(nella).
Il 17 Febbraio 2008 alle 17:27 pasmes ha scritto:
Cos’è che strilla Pannella? Ma chi si crede di essere?
A nome di chi parla? Forse crederà di rappresentare tutti gli italiani?
Nel suo DNA la parola democrazia è del tutto sconosciuta.
Facesse un ultimo sciopero della fame, ma questa volta fino in fondo.
Il 18 Febbraio 2008 alle 21:38 gianberta ha scritto:
Pannella è contro le donne. Difende le vittime donne di setticemia procurata “LEGALMENTE”! Ferrara è più oscurantista dei “vili clericali”. Se Ferrara leggesse la 194 capirebbe che è una “Legge Atea Antiabortista”. Se Pannella la legesse, si autodenuncerebbe per “OMICIDIO VOLONTARIO”. BANNATEMI PURE!
Il 18 Febbraio 2008 alle 22:06 gianberta ha scritto:
LA 194 E’ STATA SISTEMATICAMENTE INAPPLICATA! E’ SERVITA SOLO PER “LEGALIZZARE” OMICIDI DI ESSERI INNOCENTI! APPLICARLA SAREBBE TROPPO ONEROSO PER LO STATO, EVIDENZIARE QUEL GIOIELLO “IRRIPETIBILE” ED “UNICO” DI ANITA.
Il 14 Marzo 2008 alle 15:36 Mi seguono di più se resto o me ne vado? La nuova moda dei candidati in tv » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] L’ultimo (in ordine di tempo) è stato Franco Turigliatto, leader della Sinistra Critica. Dicendosi incompatibile con il leader di Forza Nuova Roberto Fiore (”Una forza politica esplicitamente e dichiaratamente neofascista e neo nazista”, ha detto il senatore), ha abbandonato polemicamente gli studi di Porta a Porta. Il primo? Silvio Berlusconi, quando duellò in diretta con Lucia Annunziata, nella puntata del 12 marzo 2006 di In mezz’ora. Puntata che finì prima del previsto, con Berlusconi che si alzò, tese la mano, salutò e abbandonò lo studio: “Me ne vado. Mi ha fatto una domanda, non mi ha fatto rispondere”. Fece scuola il Cavaliere? Sì, anche se non immediatamente. E infatti tra il primo strappo del Cavaliere e l’ultimo addio di Turigliatto, in due anni, quanti altri politici hanno “messo in scena l’uscita di scena”? Parecchi, tanto che oggi sembra quasi che per onorevoli e candidati sia diventata una moda. Non difficile da praticare, del resto. E con una location facile da allestire: bastano uno studio tv, un programma di approfondimento politico e le telecamere della diretta. La scena è assicurata. L’eco mediatica pure: ci si alza da poltrone e divani, si urla “basta, me ne vado” e si lasciano di stucco conduttore, ospiti e pubblico. Solo la scorsa settimana è toccato prima al socialista Enrico Boselli (il 6 marzo) e poi all’Udc Pierferdinando Casini. Il primo, per esprimere la sua protesta contro una campagna elettorale (a suo dire) truccata, si è alzato dal divano bianco di Bruno Vespa (ecco il FILMATO). Il secondo, due giorni dopo, ha fatto il bis della scena, abbandonando pochi secondi prima della fine, il programma di Lanfranco Pace e di Ritanna Armeni , 8 e mezzo (qui il VIDEO), dopo le ripetute insistenze dei giornalisti ospiti sull’inserimento di Mastella in lista: “Mi avete invitato per parlare del programma, invece mi ritrovo a rispondere a domande su Mastella”. E a proposito del leader dell’Udeur, come non ricordare la sua uscita di scena dallo studio caldo di AnnoZero di Santoro: era l’otto marzo 2007 e l’allora ministro della Giustizia se ne andò, in segno di protesta con una trasmissione, secondo lui, troppo faziosa. Ma la lezione si è impressa bene nella mente dei politici, tanto da far tornare attuale il classico adagio morettiano: “Mi si nota di più se vado o se non vado?”. Giuliano Ferrara ha preferito la seconda opzione: invitato a Unomattina per confrontarsi con il leader radicale Marco Pannella sull’aborto, il 15 febbraio scorso, lasciò solo il suo avversario a inveire in diretta. “La tv è antiveritativa. Un bel mezzo per comunicare, rispettabile e fatto da persone rispettabili, tra cui io stesso fino a ieri. Ma sul ponte di Messina o sull’Ici valgono le opinioni, sulla vita umana e l’amore vale la solitaria e pubblica ricerca della verità ” disse Ferrara. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.